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Bonus giovani under 35, ultimi mesi per sfruttarlo: regole, requisiti e scadenza a maggio 2026

L'esonero contributivo per chi assume o stabilizza lavoratori under 35 a tempo indeterminato si avvia verso la chiusura. Ecco tutto quello che i datori di lavoro devono sapere prima che sia troppo tardi.

* Il tempo stringe: scadenza fissata a maggio 2026 * Come funziona il bonus e quanto si risparmia * Requisiti del lavoratore: chi può essere assunto con l'agevolazione * L'incremento occupazionale: condizione chiave per il massimo beneficio * Come fare domanda e cosa verificare * Un incentivo nel quadro più ampio del welfare giovanile

Il tempo stringe: scadenza fissata a maggio 2026 {#il-tempo-stringe-scadenza-fissata-a-maggio-2026}

Manca poco più di un mese. Il bonus giovani under 35, lo strumento pensato per incentivare le assunzioni stabili dei lavoratori più giovani, chiuderà i battenti a maggio 2026. Per le imprese che stanno valutando nuove assunzioni o la stabilizzazione di contratti a termine, il margine di manovra si è ridotto drasticamente.

Le regole, va detto subito, non sono cambiate rispetto a quelle in vigore dall'avvio della misura. Nessuna modifica dell'ultimo minuto, nessun aggiornamento normativo da rincorrere. Ma proprio questa stabilità rischia di generare un effetto paradossale: la percezione che ci sia ancora tempo. Non è così.

Chi intende sfruttare l'esonero contributivo under 35 deve muoversi adesso, considerando i tempi tecnici per l'istruttoria delle pratiche e l'effettiva decorrenza del beneficio.

Come funziona il bonus e quanto si risparmia {#come-funziona-il-bonus-e-quanto-si-risparmia}

Il meccanismo è relativamente lineare. I datori di lavoro che assumono, o stabilizzano, giovani under 35 con un contratto a tempo indeterminato possono beneficiare di un esonero dai contributi previdenziali a proprio carico. Il risparmio può arrivare fino a 500 euro al mese, una cifra tutt'altro che trascurabile, soprattutto per le piccole e medie imprese che rappresentano l'ossatura del tessuto produttivo italiano.

Su base annua, si parla di un vantaggio economico fino a 6.000 euro per ogni lavoratore assunto con questa modalità. Un importo che, moltiplicato per più assunzioni, può incidere in modo significativo sul costo del lavoro complessivo.

Lo sgravio fiscale per l'assunzione non si applica però in modo indiscriminato. Esistono condizioni precise, sia lato lavoratore sia lato azienda, che vanno rispettate scrupolosamente per non rischiare la revoca del beneficio.

Requisiti del lavoratore: chi può essere assunto con l'agevolazione {#requisiti-del-lavoratore-chi-puo-essere-assunto-con-lagevolazione}

Il vincolo principale riguarda la storia lavorativa del candidato. Il giovane non deve essere mai stato assunto a tempo indeterminato in precedenza, da nessun datore di lavoro. Si tratta di una condizione tassativa: basta un solo precedente rapporto a tempo indeterminato, anche di breve durata, per far decadere il diritto all'incentivo.

Questo requisito, nella pratica, significa che il bonus è destinato a chi:

* è al primo impiego stabile; * ha avuto esperienze lavorative esclusivamente con contratti a termine, di apprendistato (non trasformati) o di collaborazione; * non ha superato il limite anagrafico dei 35 anni di età al momento dell'assunzione.

La verifica di queste condizioni spetta al datore di lavoro, che può riscontrare la situazione contributiva del lavoratore attraverso le banche dati dell'INPS. Un passaggio che conviene effettuare prima della stipula del contratto, non dopo.

L'incremento occupazionale: condizione chiave per il massimo beneficio {#lincremento-occupazionale-condizione-chiave-per-il-massimo-beneficio}

C'è un aspetto che molte aziende tendono a sottovalutare. Per ottenere il massimo contributo previsto dalla misura, l'impresa deve dimostrare un incremento occupazionale netto. In altre parole, la nuova assunzione deve tradursi in un aumento effettivo del numero complessivo di dipendenti rispetto alla media dei dodici mesi precedenti.

Non basta, quindi, sostituire un lavoratore uscente con un giovane under 35 per accedere automaticamente alla fascia più alta dell'esonero. L'obiettivo dichiarato della norma è creare nuova occupazione, non redistribuire quella esistente.

Questo requisito dell'incremento occupazionale si inserisce nella logica degli aiuti di Stato disciplinata a livello europeo, che impone appunto l'addizionalità dell'intervento. Un dettaglio tecnico, certo, ma con conseguenze concrete sulla quantificazione del beneficio.

Come fare domanda e cosa verificare {#come-fare-domanda-e-cosa-verificare}

La procedura di richiesta passa attraverso i canali telematici dell'INPS. I datori di lavoro, direttamente o tramite i propri consulenti del lavoro, devono presentare l'istanza verificando preventivamente:

* l'assenza di precedenti rapporti a tempo indeterminato del lavoratore; * la sussistenza dell'incremento occupazionale netto; * la regolarità contributiva dell'azienda (DURC in corso di validità); * il rispetto dei requisiti generali previsti per l'accesso agli incentivi all'assunzione.

Stando a quanto emerge dalle indicazioni operative già diffuse dall'Istituto, le domande presentate oltre la scadenza di maggio 2026 non saranno accolte. Non sono previste, almeno per ora, proroghe della misura.

Per i datori di lavoro che hanno già effettuato assunzioni nei mesi scorsi e non hanno ancora richiesto il bonus, il consiglio è di procedere il prima possibile alla regolarizzazione della posizione.

Un incentivo nel quadro più ampio del welfare giovanile {#un-incentivo-nel-quadro-piu-ampio-del-welfare-giovanile}

Il bonus under 35 non è un caso isolato. Si inserisce in un disegno più ampio di politiche pubbliche rivolte alle nuove generazioni, che negli ultimi anni hanno visto l'alternarsi di misure più o meno efficaci. Come sottolineato da diversi osservatori, il tema centrale resta la capacità di trasformare gli incentivi temporanei in occupazione stabile e duratura. Il Welfare 2025: Investimenti per Giovani, Famiglie e Sanità ha rappresentato uno dei tentativi più organici di affrontare la questione, affiancando all'esonero contributivo interventi su formazione, servizi e sostegno alle famiglie.

Peraltro, le agevolazioni per l'assunzione dei giovani si intrecciano spesso con altre misure di sostegno. Pensiamo, ad esempio, a come il valore del bonus nido: Gnecchi evidenzia la sua importanza per il lavoro femminile abbia messo in luce il legame tra servizi alla genitorialità e partecipazione al mercato del lavoro, un nesso che riguarda anche molte giovani donne potenzialmente destinatarie dell'incentivo under 35.

La questione resta aperta: con la scadenza di maggio alle porte, i numeri delle assunzioni attivate grazie a questo strumento diranno se la misura ha centrato l'obiettivo o se, come già accaduto in passato, il beneficio si è disperso senza lasciare effetti strutturali sul mercato del lavoro giovanile.

Pubblicato il: 24 marzo 2026 alle ore 14:04