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APE Sociale 2026: chi ne beneficia prima della scadenza del 30 novembre

Scadenza 30 novembre 2026: su 24mila beneficiari attesi solo l'8% è lavoratore gravoso, 64% disoccupati. Requisiti e importi fino a 1.500 euro.

La scadenza del 30 novembre 2026 per presentare la domanda di certificazione all'APE Sociale si avvicina, ma i numeri raccontano una storia diversa da come la misura viene presentata. Dei 24mila beneficiari attesi dal governo per quest'anno, solo l'8% è un lavoratore impegnato in mansioni gravose: il 64% sono disoccupati over 63 che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali.

Le tre scadenze e il massimale di 1.500 euro

Per l'APE Sociale 2026 l'INPS ha fissato tre finestre per la domanda di riconoscimento dei requisiti, come indicato nel messaggio INPS n. 128 del 14 gennaio 2026: il 31 marzo, il 15 luglio e il 30 novembre. Chi non rispetta l'ultima scadenza perde l'anno e deve attendere, se arriverà, una nuova proroga. L'età minima è 63 anni e 5 mesi, con almeno 30 anni di contributi per disoccupati, caregiver e invalidi al 74%, 36 anni per i lavori gravosi delle 23 categorie elencate nell'Allegato 3 della Legge 234/2021, 32 anni per operai edili, ceramisti e addetti alla fornace. L'indennità è a carico dello Stato, erogata fino alla pensione di vecchiaia, per un massimo di 1.500 euro lordi al mese su dodici mensilità, senza tredicesima. La proroga arriva dalla Legge di Bilancio 2026 per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre dell'anno in corso.

I numeri smontano la narrativa dei lavori gravosi

La manovra ha stanziato 170 milioni per il 2026, che diventeranno 320 milioni nel 2027 e 315 milioni nel 2028: quasi un raddoppio in due esercizi. I beneficiari attesi passano dai 17.600 del 2024 ai circa 21mila stimati per il 2025 fino ai 24mila di quest'anno, dopo una media di 16mila domande liquidate all'anno tra il 2017 e il 2023. Ma la composizione resta la stessa degli anni passati e smonta la cornice politica con cui l'APE viene raccontata: su 100 domande accolte, 64 sono di disoccupati che hanno finito la NASpI, 17 di caregiver che assistono da almeno sei mesi un familiare con disabilità grave, 11 di invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74% e solo 8 di lavoratori impegnati in mansioni gravose. La geografia conferma la natura di ammortizzatore: il 31% dei beneficiari risiede al Sud. La categoria dei caregiver, la seconda per numerosità, è composta in prevalenza da donne che hanno interrotto o ridotto la carriera per assistere un familiare, e il divario retributivo nel settore privato al 15,9% si traduce poi in contributi previdenziali più bassi e in uscite anticipate come questa.

Come fare domanda e cosa non si può più fare

La domanda si presenta sul portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite patronato. Arriva prima la verifica dei requisiti e poi la domanda di accesso all'indennità, che può essere trasmessa anche in un secondo momento ma mai oltre il 30 novembre. Chi ottiene l'anticipo non può più lavorare come dipendente, mentre può percepire fino a 5.000 euro annui da lavoro autonomo occasionale, limite oltre il quale l'assegno viene revocato. L'indennità, erogata mensilmente dall'INPS come avviene per gli altri trattamenti del cedolino, non è reversibile, non prevede quattordicesima né rivalutazioni piene, e si interrompe automaticamente al raggiungimento dell'età di vecchiaia o alla maturazione di un altro trattamento pensionistico. Chi la percepisce non rientra neppure nei calendari di bonus mensili straordinari, come il bonus Natale INPS fermo da 25 anni a 154,94 euro. Per i caregiver vale il requisito della convivenza da almeno sei mesi con il familiare assistito; per i disoccupati occorre essere senza lavoro da almeno tre mesi dalla fine di NASpI, ASpI o indennità di mobilità.

La proroga per il 2026 è l'ultima prevista dall'attuale manovra e nel disegno di bilancio in discussione in Parlamento non compare alcun rinnovo. Senza un intervento nei prossimi mesi la misura decadrà il 31 dicembre e dal 1° gennaio 2027 i disoccupati over 63 dovranno attendere i 67 anni della pensione di vecchiaia o cercare altre vie, dall'Opzione donna alla Quota 103.

Pubblicato il: 16 ottobre 2026 alle ore 14:26