Un corso sull'intelligenza artificiale da 25 ore, reso obbligatorio dal dirigente con comunicazione al Collegio di maggio: la docente che ha sollevato la questione ha ragione a contestarlo. Il dirigente non può imporre la frequenza a corsi di aggiornamento senza una previa delibera collegiale. Ma c'è un aspetto pratico che vale la pena chiarire: anche se il Collegio avesse deliberato quel corso, a fine anno il monte orario disponibile per la formazione sarebbe quasi certamente insufficiente - e quelle ore andrebbero compensate.
Il contratto: chi decide il piano di formazione
Il riferimento è l'art. 66 del CCNL scuola 2006/2009, ancora vigente dopo tre rinnovi contrattuali (2016-2018, 2019-2021 e 2022-2024). La norma stabilisce che in ogni istituzione scolastica il piano annuale delle attività di aggiornamento e formazione docenti è deliberato dal Collegio dei docenti, in coerenza con gli obiettivi del PTOF e le esigenze individuali del personale.
Il dirigente scolastico può segnalare opportunità formative o indicare aree prioritarie, ma non può variare il piano già approvato né imporre l'obbligatorietà di un corso non inserito in quel piano. La comunicazione avvenuta durante il Collegio di maggio non equivale a una delibera: è un atto unilaterale privo di effetto contrattuale.
Perché un corso possa diventare vincolante, l'art. 44 comma 4 del CCNL scuola 2019-2021 prevede che la formazione in servizio si svolga nelle ore residue del monte orario funzionale all'insegnamento, all'interno di quanto programmato nel PTOF e deliberato dal Collegio. Solo a quella condizione il docente è tenuto a parteciparvi. Emendamenti al decreto Milleproroghe sulla formazione iniziale dei docenti
Le ore residue: il nodo che il corso da 25 ore non risolve
Il monte orario funzionale all'insegnamento prevede 80 ore annue distribuite in due blocchi da 40. L'art. 44 comma 3 del CCNL 2019-2021 stabilisce che queste ore vanno assegnate in via prioritaria alle attività collegiali obbligatorie: Collegio dei docenti, consigli di classe e interclasse, riunioni dei Gruppi di Lavoro Operativo (GLO) per l'inclusione. Autismo e inclusione scolastica, perché la formazione per i docenti è urgente
Solo le ore residue, una volta sottratti questi impegni, possono essere destinate alla formazione in servizio. Un corso da 25 ore proposto a giugno, quando la maggior parte degli impegni collegiali dell'anno è già consumata, collide quasi certamente con la quota disponibile. Se il corso eccede le ore residue, le ore aggiuntive devono essere retribuite con risorse del fondo di istituto, tramite contrattazione integrativa.
Il dirigente non può addebitare ai docenti un impegno aggiuntivo non previsto nel piano annuale e non compensato. Richiedere la partecipazione obbligatoria a un corso che supera il monte orario senza retribuzione costituisce una violazione contrattuale.
Il piano MIM da 100 milioni e i limiti del contratto
Con il Decreto Legge 36/2022, convertito in legge, è entrato nel contratto il principio della formazione continua obbligatoria e permanente per i docenti di ruolo. Il CCNL 2022-2024 ha recepito il principio, ma il meccanismo operativo non è cambiato: la formazione rientra nelle 80 ore funzionali se svolta nel monte orario, e va compensata se eccede.
Il MIM ha avviato nel marzo 2026 un piano di formazione sull'IA da 100 milioni di euro per individuare scuole snodo formativo sul territorio. Le risorse ministeriali coprono percorsi e contenuti, non le ore dei docenti: se un istituto aderisce al piano AI e organizza moduli che superano il monte orario già impegnato, la retribuzione per le ore aggiuntive resta a carico del fondo di istituto.
La docente può contestare l'obbligo comunicato dal dirigente chiedendo che il corso venga inserito nel piano annuale con regolare delibera del Collegio e che vengano verificate le ore residue ancora disponibili. Se le 25 ore eccedono il residuo, la partecipazione deve essere retribuita tramite fondo di istituto. Per chi vuole esplorare opportunità di aggiornamento su metodologie didattiche, formazione docenti: il webinar sul metodo Joy of Moving è un esempio di percorso che non grava sul monte orario obbligatorio.