Nel 2025/26 il Ministero ha confermato 44.926 docenti precari sul sostegno. Le stime elaborate sui dati territoriali indicano che tra 9.000 e 15.000 di loro lavoravano senza la specializzazione. Un insegnante di sostegno su tre ha coperto le classi senza titolo specifico: una carenza ormai strutturale che i corsi INDIRE, nel disegno del parlamentare della Lega Mario Pittoni, dovrebbero contribuire a eliminare diventando percorsi stabili e non più emergenziali.
La dichiarazione di Pittoni e il contesto normativo
I percorsi straordinari INDIRE sono corsi da 40 crediti formativi universitari (CFU) erogati in modalità telematica, senza obbligo di spostamento per la parte teorica. Sono destinati ai docenti con tre anni di servizio sul sostegno (art. 6) o con titolo conseguito all'estero (art. 7). Il primo ciclo si è già concluso; il secondo è in corso con scadenza al 30 giugno 2026.
Pittoni ha dichiarato il 19 maggio di auspicare che questi percorsi "diventino strutturali" e che "sarebbe assurdo imporre a chi ha maturato anni di esperienza specifica di tornare a un percorso per principianti". Le parole segnalano che l'interlocuzione con il Ministero è in corso per valutare sia una stabilizzazione dei percorsi INDIRE sia l'eventuale terzo ciclo.
Il riferimento normativo è il Decreto Legge 127/2025, convertito il 30 ottobre 2025, che ha prorogato la validità delle procedure transitorie fino al 31 dicembre 2026. Questa scadenza consente formalmente l'attivazione di un terzo ciclo, già in fase di valutazione al Ministero.
Il terzo ciclo ipotizzato punterebbe a due categorie. La prima comprende i docenti con titolo estero che non hanno potuto iscriversi ai cicli precedenti per impedimenti burocratici o tecnici. La seconda riguarda i "triennalisti": chi maturerà il terzo anno di servizio specifico nel 2025/26, con una finestra temporale allargata a un decennio per il computo delle annualità necessarie.
67mila posti nel 2026, ma la carenza non è solo numerica
Il 2026 vede attivi due canali paralleli. Il secondo ciclo straordinario INDIRE mette a disposizione 37.000 posti totali tra art. 6 e art. 7, distribuiti tra INDIRE e università accreditate. L'XI ciclo ordinario del TFA Sostegno, autorizzato con Nota MUR n. 4660 del 14 aprile 2026, aggiunge 30.241 posti negli atenei. La somma supera 67.000 percorsi disponibili nel solo 2026.
Eppure la carenza di specializzati non si riduce in modo proporzionale. Nella scuola primaria e nelle regioni del Nord la domanda supera l'offerta: le graduatorie si esauriscono rapidamente, il turn-over è elevato e i posti restano scoperti. Nella secondaria di II grado e al Sud la situazione è speculare: graduatorie sature con specializzati che faticano a trovare incarichi. In alcune province del Nord si stima che tra il 40% e il 50% dei posti di sostegno venga coperto da personale senza titolo.
La carenza non è solo una questione di volumi formativi. Se i nuovi specializzati si concentrano nelle stesse aree geografiche già coperte, il divario territoriale rimane invariato anche con decine di migliaia di nuovi titoli rilasciati.
TFA universitario o terzo ciclo INDIRE: le opzioni concrete
Per chi non ha ancora avviato un percorso, la distinzione tra i due canali ha ricadute pratiche. Il titolo universitario TFA è riconosciuto in ambito europeo dalla Direttiva 2005/36/CE, con possibilità di utilizzo fuori dall'Italia. Il titolo INDIRE, qualificato dal DM 75/2025 come "specializzazione non universitaria", ha validità esclusivamente sul territorio nazionale. Entrambi consentono l'accesso alla prima fascia GPS sostegno.
Chi è già iscritto al secondo ciclo INDIRE deve concludere le attività entro il 30 giugno 2026. Chi valuta le opzioni ha tre scenari concreti: partecipare all'XI ciclo TFA non appena verrà pubblicato il bando ufficiale, attendere la conferma del terzo ciclo INDIRE con requisiti estesi ai triennalisti 2025/26, oppure presentare domanda al terzo ciclo come docente con titolo estero escluso dai cicli precedenti. Tutti i dettagli sulle procedure straordinarie sono disponibili nella pagina ufficiale INDIRE - TFA edizione 2026.
L'auspicio di Pittoni risponde a un bisogno reale. Rendere strutturale INDIRE, però, non basta da solo: il sistema deve anche affrontare la distribuzione geografica dei nuovi specializzati. Il problema non è quanti ne vengono formati nel 2026, è quanti raggiungono le scuole dove mancano davvero.