I sindacati di base Cub, Sgb, Adl Varese, Si Cobas, Usi e Usi Cit hanno indetto uno sciopero generale per venerdì 29 maggio 2026. Sono previste manifestazioni in undici città italiane e disagi nei trasporti pubblici, oltre che nei comparti scuola e pubblica amministrazione. Alla mobilitazione aderiscono anche le organizzazioni palestinesi in Italia Api e Gpi Giovani Palestinesi Italiani, che chiedono ai partecipanti una presa di posizione sul conflitto in Medio Oriente. La giornata è annunciata come momento di confluenza tra istanze interne e politica internazionale.
Cosa chiedono i sindacati
Tra le rivendicazioni i promotori indicano lo stop al cosiddetto carovita generato dalle guerre, il contrasto alla precarietà e agli sfratti e la difesa del diritto allo sciopero e del dissenso. Le piattaforme sindacali chiedono inoltre il recupero del potere d'acquisto di salari e pensioni, una tassazione più equa e l'opposizione all'aumento delle spese militari iscritte nei bilanci pubblici. I promotori indicano questi punti come comuni denominatori delle sigle aderenti alla giornata e come terreno comune con altri scioperi proclamati nelle ultime settimane.
Sul fronte internazionale la protesta si schiera contro le operazioni militari in corso a Gaza e in Libano e chiede l'interruzione di ogni rapporto commerciale e politico con Israele. Le manifestazioni interesseranno Roma, Napoli, Bologna, Firenze, Genova, Torino, Savona, Milano, Bergamo, Catania e Palermo. Nel capoluogo lombardo il corteo partirà alle 9.30 da piazza della Scala in direzione dell'Università Statale e della Prefettura, dove una delegazione degli organizzatori chiederà un incontro al prefetto per consegnare la piattaforma di rivendicazione.
Trasporti: fasce di garanzia a Roma e Milano
Nella Capitale Atac comunica che il trasporto pubblico locale sarà garantito soltanto nelle fasce di legge, dall'inizio del servizio alle 8.29 e dalle 17 alle 19.59. Lo sciopero coinvolge l'intera rete Atac e quelle degli esercenti Autoservizi Troiani/Sap, Autoservizi Tuscia/Bis e Atr, oltre ai collegamenti svolti in subaffidamento e al servizio di bus a chiamata ClicBus. Le fasce coprono in pratica le prime ore del mattino e una finestra serale, sufficienti agli spostamenti casa-lavoro più rigidi ma non agli orari intermedi.
A Milano l'Atm segnala che le linee potrebbero non essere garantite dalle 8.45 alle 15 e dopo le 18, fino al termine del servizio. Variazioni e proclamazioni aggiornate città per città sono consultabili sul prospetto degli scioperi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che raccoglie le mobilitazioni in corso per tutti i comparti del settore trasporti, dal locale al ferroviario.
Chi venerdì deve spostarsi può organizzare gli impegni dentro le finestre di garanzia o valutare alternative come telelavoro, car sharing e bicicletta. I servizi minimi e le sanzioni in caso di violazione restano disciplinati dalla legge 146 del 1990, che fissa il quadro generale per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali e regola le procedure di proclamazione obbligatorie e i preavvisi minimi alle aziende coinvolte.