Il decreto legislativo di recepimento del Regolamento europeo sull'intelligenza artificiale è stato al centro il 21 luglio di un'audizione informale alla Camera dei Deputati, nelle commissioni congiunte Trasporti e Attività produttive. Sul futuro assetto della governance IA in Italia, il Garante Privacy e l'Agcom hanno chiesto più poteri, correttivi puntuali al testo e stanziamenti adeguati alle nuove funzioni. L'AI Act diventa pienamente applicabile dal 2 agosto e il passaggio parlamentare, secondo gli esperti auditi in commissione, è considerato determinante per chiudere il recepimento italiano prima dell'entrata in vigore piena del quadro europeo di riferimento.
Agcom, il nodo dell'articolo 12
Per il presidente Agcom Giacomo Lasorella la principale criticità del decreto riguarda l'articolo 12, dedicato al comitato di coordinamento della vigilanza. La trasversalità dell'intelligenza artificiale, ha spiegato in audizione, rischia di sovrapporsi alle competenze già attribuite all'Autorità in materia di servizi digitali, con il pericolo di duplicazioni operative e di ambiti applicativi contesi tra più organismi.
Lasorella ha citato il caso di Google AI Overview e AI Mode, segnalato all'Unione europea per verificare l'impatto sul pluralismo dell'informazione e le eventuali misure di mitigazione adottate dalla società statunitense. Ha ricordato inoltre due fronti già presidiati dall'Agcom: la tutela del diritto d'autore, che richiede un raccordo fra sistemi di IA e piattaforme digitali, e la protezione dei minori online, competenza affidata all'Autorità dal Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi.
Garante Privacy: linee guida, sanzioni e più risorse
Il presidente del Garante Privacy Pasquale Stanzione ha chiesto di integrare il testo sui rapporti tra l'Autorità e gli altri organi coinvolti nella governance IA. Il riferimento è all'articolo 74 del Regolamento europeo: al Garante andrebbe riconosciuto il potere di adottare linee guida e raccomandazioni, oggi non previsto in modo esplicito. Manca inoltre, secondo Stanzione, un richiamo diretto al sistema sanzionatorio, presente invece per le altre Autorità coinvolte.
Stanzione ha infine sollevato il tema delle risorse economiche, definendo gli stanziamenti attuali insufficienti rispetto alle nuove funzioni previste e auspicando una revisione organica del capitolo di bilancio dedicato all'Autorità. Tra gli esperti auditi, l'avvocato Guido Scorza ha ribadito che il rafforzamento delle Autorità nazionali è imposto dallo stesso AI Act. La docente di Filosofia della Tecnologia dell'Università Roma Tre Teresa Numerico ha sollecitato una revisione della didattica scolastica per adattarla ai nuovi strumenti, mentre l'esperto di diritto e tecnologia Antongiulio Lombardi ha insistito sulla tempestività dell'approvazione.
Il decreto proseguirà l'iter parlamentare mentre il quadro europeo entra a regime: dal 2 agosto le norme del Regolamento diventano pienamente applicabili, sistema sanzionatorio incluso. Il tempo per completare il recepimento italiano si accorcia e le richieste avanzate dalle due Autorità pesano ora sulla fase finale del testo. La Camera è chiamata a decidere se accogliere gli emendamenti tecnici indicati o mantenere l'impianto attuale, mentre il calendario europeo non prevede sospensioni.