Alla maturità 2026 la Calabria diploma con lode il 6,1% dei maturandi, la Lombardia l'1%. In Campania i cento e lode sono 3.018, in Puglia 2.104, in Sicilia 1.928, in Lombardia 760, in Piemonte 491, in Valle d'Aosta 6. Poi arrivano le prove INVALSI dello stesso ciclo scolastico: al Sud solo il 36% degli studenti raggiunge la sufficienza in matematica, contro oltre il 60% del Nord.
I 100 e lode 2026 regione per regione
I dati rilasciati dal Ministero il 3 agosto 2026 fotografano 14.123 diplomati con lode in Italia, il 2,9% del totale contro il 2,8% dell'anno precedente. Il numero assoluto più alto è in Campania con 3.018 studenti. Seguono Puglia (2.104), Sicilia (1.928), Lazio (1.165), Calabria (1.042) ed Emilia-Romagna (687). La Lombardia si ferma a 760 su una popolazione scolastica molto più ampia, il Veneto a 523, il Piemonte a 491. I dati sono contenuti nel documento ufficiale MIM sugli esiti della maturità 2025/2026.
In termini percentuali il quadro si ribalta ancora di più. In Calabria il 15,9% dei diplomati esce con 100 o 100 e lode (9,8% con 100 pieno e 6,1% con lode), in Puglia il 13,8%, in Sicilia il 12,7%, in Campania il 12,3%. In Lombardia gli stessi voti massimi si fermano al 3,8%, in Piemonte al 5,3%, in Veneto al 4,9%. Un maturando calabrese ha oggi più del quadruplo delle probabilità di uscire dalla maturità con il voto massimo rispetto a un coetaneo lombardo.
Il paradosso INVALSI: chi diploma con lode non supera i test
Le stesse coorti che il Ministero valuta al vertice all'esame di Stato risultano in coda alle prove INVALSI 2025 del grado 13, somministrate agli oltre 507.000 studenti dell'ultimo anno. In matematica solo il 49,2% del campione nazionale raggiunge la sufficienza, con un calo di 3,3 punti sul 2024. Il divario territoriale è marcato: al Nord Ovest è adeguato oltre il 60% degli studenti, al Sud meno di 4 su 10. La Calabria chiude la classifica nazionale.
In italiano la fotografia è simile. A livello nazionale il 51,7% degli studenti raggiunge un risultato adeguato, con una contrazione di 4,8 punti rispetto al 2024. Dal Lazio in giù circa sei studenti su dieci non toccano il livello di accettabilità nella comprensione dei testi scritti.
Il punteggio medio di matematica al grado 13 nel 2025 è di 189,8 punti, in calo rispetto ai 193 del 2024 e ancora lontano dai valori del 2019, quando la sufficienza veniva raggiunta dal 61% del campione. Le regioni con più 100 e lode alla maturità sono quindi le stesse dove i test standardizzati misurano il livello più basso di competenze certificate.
Cosa cambia per famiglie, scuole e Carta del merito
Il voto di maturità non è più solo un titolo simbolico. Chi esce con 100 o 100 e lode riceve la Carta del merito da 500 euro, misura sostenuta dall'agenda del Ministro dell'Istruzione Valditara per premiare le valutazioni massime. La platea dei beneficiari 2026 include i 14.123 diplomati con lode più chi ha ottenuto il 100 pieno, con oltre la metà dei voti massimi nazionali concentrata nelle regioni del Sud e delle Isole.
Per le scuole i numeri restano la principale leva di marketing verso le famiglie. Un istituto che pubblica un lungo elenco di lodi ottiene visibilità sui quotidiani locali e attrae iscrizioni per l'anno successivo. Chi arriva poi all'università paga il conto: voti di uscita sovrastimati e competenze reali distanti da quelle certificate dalla pagella si traducono in difficoltà nei test d'ingresso, bocciature al primo anno accademico e abbandoni precoci.
Il Ministero pubblica le due tabelle, quella dei diplomi e quella INVALSI, senza commentare la contraddizione tra i due termometri. Il prossimo rapporto misurerà la coorte che oggi entra in quarta superiore con lo stesso metro doppio.