{/* Extracted from Header.astro - Use appropriate classes/styles if animations needed */}

Riforma 4+2, sfiorati i 12mila nuovi iscritti: Valditara punta a 100mila studenti in cinque anni

Il ministro Valditara annuncia quasi 12.000 nuove iscrizioni al percorso 4+2 per il prossimo anno scolastico, superando complessivamente i 20.000 studenti. Risultati significativi anche nelle regioni del Sud.

La riforma del percorso 4+2, il modello che ridisegna l'istruzione tecnica e professionale accorciando il ciclo scolastico a quattro anni e collegandolo direttamente agli ITS Academy, registra numeri in netta crescita. A due anni dal suo avvio, le iscrizioni per il prossimo anno scolastico sfiorano quota 12.000, portando il totale complessivo degli studenti coinvolti oltre la soglia dei 20.000.

A comunicare i dati è stato il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, intervenuto a margine del 25° Forum Confcommercio a Roma.

I numeri della riforma 4+2

Il percorso 4+2 prevede un ciclo di istruzione secondaria superiore di quattro anni, seguito da due anni di specializzazione presso gli Istituti Tecnologici Superiori (ITS Academy). L'obiettivo dichiarato è duplice: ridurre i tempi di ingresso nel mondo del lavoro e offrire competenze tecniche immediatamente spendibili nel mercato occupazionale.

I quasi 12.000 nuovi iscritti rappresentano un incremento significativo rispetto al primo anno di sperimentazione. Se si considera che il programma è stato avviato soltanto due anni fa, il dato complessivo di oltre 20.000 studenti coinvolti segna una traiettoria che il ministero giudica incoraggiante. Non si tratta ancora di numeri da capogiro, se confrontati con la platea complessiva degli studenti delle scuole superiori italiane, che supera i 2,6 milioni. Ma la tendenza è chiara.

La proiezione quinquennale

_"Se andiamo avanti di questo passo entro cinque anni potremmo avere 100.000 iscritti al percorso"_, ha dichiarato Valditara. Una stima ambiziosa, che presuppone un tasso di crescita costante e un ampliamento progressivo dell'offerta formativa su tutto il territorio nazionale.

Il traguardo dei 100.000 studenti trasformerebbe il 4+2 da sperimentazione a pilastro strutturale del sistema scolastico italiano. Per raggiungerlo servirà però un lavoro capillare: più istituti coinvolti, più aziende partner, più docenti formati. Proprio su quest'ultimo fronte, il ministero ha già avviato iniziative specifiche, come dimostra il recente stanziamento di 267 milioni per valorizzare i docenti tutor e orientatori, un investimento che punta a rafforzare la qualità dell'accompagnamento degli studenti nei percorsi formativi.

Il Sud sorprende: Campania, Calabria e Puglia in crescita

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dalle parole del ministro riguarda la geografia delle iscrizioni. _"Mi fa molto piacere che questa riforma abbia avuto uno straordinario successo anche in quelle Regioni che hanno sempre più bisogno di sviluppare competitività"_, ha sottolineato Valditara, citando esplicitamente Campania, Calabria e Puglia.

Il dato non è scontato. Storicamente, il Mezzogiorno ha registrato tassi di iscrizione agli istituti tecnici e professionali inferiori rispetto al Nord, dove il tessuto produttivo offre sbocchi occupazionali più immediati. Che il 4+2 stia attecchendo proprio nelle regioni meridionali potrebbe indicare un cambiamento nella percezione delle famiglie, sempre più orientate verso percorsi che garantiscano un collegamento diretto con il lavoro.

Questa dinamica si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione dell'offerta formativa italiana, che ha visto crescere anche l'interesse verso nuovi indirizzi come il Liceo Made in Italy, segno di una domanda crescente di percorsi scolastici più aderenti alle esigenze del sistema produttivo.

La sfida della dispersione scolastica

Valditara ha collegato il successo del 4+2 nel Meridione a un altro dato positivo: il calo della dispersione scolastica in quelle stesse regioni. _"Per la prima volta raggiungono livelli straordinariamente bassi di dispersione scolastica"_, ha affermato il ministro.

La correlazione non è casuale. Un percorso più breve, con prospettive occupazionali concrete, può funzionare come argine all'abbandono, soprattutto in contesti dove la scuola fatica a competere con la tentazione di un ingresso precoce, e spesso precario, nel mercato del lavoro. La dispersione scolastica resta una delle emergenze del sistema educativo italiano: secondo gli ultimi dati Eurostat, l'Italia si attesta ancora sopra la media europea, con un tasso di abbandono precoce intorno al 10,5%, con punte molto più alte in alcune aree del Sud.

Se il 4+2 riuscirà davvero a incidere su questo indicatore, la riforma avrà centrato un obiettivo che va ben oltre i numeri delle iscrizioni.

Un percorso ancora da consolidare

Lo stesso Valditara ha riconosciuto che i tempi della riforma _"necessariamente non sono brevissimi"_. Due anni sono pochi per valutare l'impatto reale di un cambiamento strutturale nel sistema scolastico. I primi diplomati del percorso 4+2 non sono ancora usciti, e sarà il loro inserimento nel mondo del lavoro, o la prosecuzione negli ITS Academy, a fornire il vero banco di prova.

Restano aperte diverse questioni. La copertura territoriale è ancora disomogenea. Non tutti gli istituti tecnici e professionali hanno aderito alla sperimentazione, e la rete degli ITS Academy, pur in espansione, presenta ancora significative disparità tra Nord e Sud. Inoltre, il coinvolgimento delle imprese, essenziale per garantire stage e tirocini di qualità, richiede un coordinamento che non può essere improvvisato.

I quasi 12.000 nuovi iscritti rappresentano comunque un segnale. La riforma del 4+2 sta guadagnando terreno, le famiglie cominciano a considerarla un'opzione credibile e il Sud mostra una reattività che pochi avevano previsto. Se la crescita si confermerà nei prossimi anni, e se i risultati occupazionali dei primi diplomati saranno all'altezza delle aspettative, il percorso 4+2 potrebbe effettivamente diventare uno dei cardini dell'istruzione tecnica italiana. I numeri, per ora, danno ragione a chi ci ha scommesso. Ma la partita è appena iniziata.

Pubblicato il: 18 aprile 2026 alle ore 10:18