La Fondazione Cesvi ha presentato il 10 giugno a Roma la settima edizione dell'Indice regionale sul maltrattamento e la cura all'infanzia in Italia. Il rapporto registra che i servizi a sostegno della genitorialità raggiungono al Nord 741 utenti ogni 100.000 abitanti target, contro i 271 del Mezzogiorno e i 322,1 del Centro. Il divario sull'offerta di servizi alle famiglie sfiora il triplo tra le due aree del Paese.
Italia a due velocità nei servizi alle famiglie
Il rapporto, intitolato 'Generazione sola', fotografa un'Italia spaccata sulla capacità di prevenire e contrastare il maltrattamento all'infanzia. Emilia-Romagna guida la classifica delle regioni più attrezzate, seguita da Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia. In coda si collocano Puglia, Sicilia e Campania, dove la fragilità economica si somma a una minore disponibilità di servizi sociali e a un tessuto comunitario più debole. Anche fra Nord e Centro il divario resta marcato: 741 utenti ogni 100.000 abitanti target nelle regioni settentrionali contro i 322,1 del Centro. La copertura nazionale dei servizi a sostegno della genitorialità si attesta in media a 495 utenti ogni 100.000 abitanti target, per un totale di oltre 144mila utenti raggiunti. L'Indice si basa su 65 indicatori statistici regionali e valuta le regioni rispetto a sei capacità fondamentali: cura di sé e degli altri, vivere una vita sana, vivere una vita sicura, acquisire conoscenza, lavorare, accedere a risorse e servizi.
Povertà relazionale e antenne sociali
L'edizione 2026 introduce il concetto di povertà relazionale: l'assenza di figure di riferimento, legami significativi e spazi protetti che priva i minorenni di ogni rete di tutela. Solitudine, fragilità dei legami familiari, bullismo e scarsa presenza di adulti capaci di intercettare il disagio si traducono in un fattore di rischio aggiuntivo, accanto alla precarietà economica e al crescente disagio psicologico tra i minorenni. 'Il maltrattamento non è confinato alle mura domestiche', ha dichiarato il direttore generale Stefano Piziali, che ha chiesto di rafforzare 'antenne sociali' tra pediatri, insegnanti e operatori sociali per cogliere i segnali di sofferenza prima che si traducano in danno. La presentazione si è svolta alla presenza della ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, della presidente Cesvi Ilaria Dallatana e del chief social impact officer di Intesa Sanpaolo Paolo Bonassi. Nei quattro focus group con bambini fra i 9 e i 12 anni svolti nelle Case del sorriso di Cesvi sono emersi tristezza, senso di abbandono e ansia, legati ai conflitti familiari, alle tensioni economiche e a episodi di bullismo collegati a body shaming, razzismo e omofobia.
Il quadro tracciato dall'Indice sposta l'attenzione dalle emergenze familiari alle condizioni strutturali del territorio. Senza un riequilibrio dell'offerta di servizi nel Mezzogiorno e un investimento continuativo nella formazione di pediatri, insegnanti e operatori sociali, il divario fotografato rischia di consolidarsi nelle prossime edizioni del rapporto.