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I 25 punti base di Lagarde pesano più sui BTP che sui mutui variabili

BCE al 2,50%, spread BTP a 88 punti e rendimenti al 4,38%: cosa cambia per la manovra 2027 del governo Meloni e per gli interessi sul debito italiano.

Il tasso sui depositi della Banca centrale europea sale al 2,50% dal 16 settembre 2026, dopo il rialzo di 25 punti base deciso dal Consiglio direttivo riunito a Berlino il 10 settembre. Il timing è chirurgico: manca meno di un mese alla presentazione del Documento programmatico di bilancio e il costo del debito italiano è già il più alto dal novembre 2023.

La decisione di Francoforte e la lettura dell'inflazione

Il secondo rialzo del 2026, dopo quello di giugno e la pausa di luglio, porta il tasso principale di rifinanziamento al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. La motivazione ufficiale è un'inflazione dell'area euro al 3,3%, sopra il target del 2%. Ma la fotografia è meno drammatica del titolo: l'inflazione core, quella che esclude energia e alimentari non lavorati, oscilla tra il 2,1% e il 2,2%. La spinta al rialzo arriva quasi tutta dai prezzi del petrolio, impennati dopo il blocco dello Stretto di Hormuz.

Christine Lagarde ha rivendicato che l'economia dell'area euro si è "dimostrata resiliente" nel secondo trimestre e ha rivisto al rialzo le stime di crescita: PIL 2026 allo 0,9% (dallo 0,8%), 2027 all'1,4% (dall'1,2%). Proprio la resilienza, però, indebolisce l'argomento del rialzo: se la crescita tiene e la core inflation è ancorata, alzare i tassi per contrastare uno shock petrolifero significa combattere una guerra sbagliata con l'arma sbagliata.

Il conto vero è a Roma: BTP, spread e servizio del debito

Il rialzo BCE si scarica direttamente sul rifinanziamento del debito italiano, salito a 3.207,2 miliardi a giugno 2026. Lo spread BTP-Bund ha toccato 88 punti base l'11 settembre, il secondo massimo dell'anno, e il rendimento del decennale è volato al 4,38%: livelli che non si vedevano dal novembre 2023. Nel calendario di settembre il Tesoro ha già collocato BTP a 7 anni con cedola annua del 3,35% e Bot a 12 mesi con rendimento al 3%.

Nel 2026 la spesa per interessi sul debito è stimata a 104 miliardi, pari al 4,6% del PIL. Ogni punto base in più sui nuovi collocamenti si traduce in centinaia di milioni di oneri aggiuntivi a regime. Il governo dovrà rifinanziare oltre 400 miliardi di titoli in scadenza nei prossimi dodici mesi ai tassi che la BCE ha appena deciso di tenere più alti. Non è la stangata da 213 euro al mese sui mutui a fare notizia (i mutui a tasso variabile sono appena il 3,6% dei nuovi contratti stipulati nei primi otto mesi del 2026, contro il 92,2% del fisso): è il buco che si apre nel bilancio dello Stato.

Cosa cambia per la manovra 2027

La distanza dell'Italia dall'uscita dalla procedura d'infrazione europea è di soli 0,15 punti di PIL: il deficit 2025 è al 3,1% secondo la notifica ISTAT del 22 aprile, mentre Eurostat richiede il 2,95% per formalizzare la chiusura. Il debito è salito al 137,1% del PIL, 2,4 punti in più rispetto al 2024. Il rialzo di Lagarde sottrae ossigeno esattamente al ministro Giorgetti che sta chiudendo la manovra 2027, con richieste già sul tavolo per 5 miliardi al Fondo Sanitario Nazionale, il rinnovo dei contratti pubblici e la conferma della riduzione IRPEF.

In Manovra 2027 e il vincolo del 3,1%: cosa può davvero fare il governo abbiamo mostrato come lo spazio effettivo della prossima legge di bilancio si giochi su margini di pochi miliardi. I 25 punti base di Francoforte non entrano nella spesa primaria, ma erodono il denominatore: più spesa per interessi vuol dire meno risorse per sanità, scuola, pensioni. Non a caso il nuovo think tank fondato da Mario Draghi con Patrick Collison (Rhine Group, l'agenda dell'ex presidente BCE per rilanciare l'UE) insiste sulla competitività come priorità: alzare i tassi mentre la manifattura tedesca arranca e l'Italia rifinanzia il debito al 4% è il contrario dell'agenda Draghi.

La scelta della BCE, come ricorda Gianfranco Fabi sul Sussidiario, evoca il luglio 2008 di Jean-Claude Trichet: un rialzo alla vigilia della crisi finanziaria, corretto subito dopo con tagli precipitosi. Se il precedente si ripete, la vera partita non sarà a Francoforte ma a Roma, dove le coalizioni comunitarie e il perimetro sociale della manovra dovranno assorbire un costo che nessuno ha votato.

Il comunicato BCE sulle decisioni di politica monetaria e la notifica ISTAT sull'indebitamento 2022-2025 sono i due documenti da tenere sul tavolo nelle prossime settimane: fissano i due vincoli, quello monetario e quello fiscale, dentro i quali si giocherà la Legge di Bilancio 2027.

Pubblicato il: 11 settembre 2026 alle ore 14:52