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Terme, 521mila arrivi tra settembre e ottobre: crescita ferma allo 0,5%

Federterme prevede 521mila arrivi termali tra settembre e ottobre: +0,5%, permanenza 4 giorni. Il termale cresce meno del resto del turismo.

Federterme stima 521mila arrivi negli hotel termali italiani nel bimestre settembre-ottobre 2026, con una crescita dello 0,5% e una permanenza media di quattro giorni. Sono le previsioni diffuse il 7 settembre 2026 dal presidente Renzo Iorio, che descrive un comparto "solido" oltre la stagione estiva.

I numeri del bimestre autunnale

Il dato Federterme riguarda solo il segmento alberghiero termale e va letto insieme al quadro macro. Le località termali italiane, secondo le stime dell'Osservatorio Unioncamere-Isnart sull'economia del turismo, hanno chiuso il 2025 a quota 24 milioni di presenze e oltre 5 miliardi di euro di fatturato diretto, con la spesa dei turisti internazionali che pesa per il 60% del totale.

Su questa base, i 521mila arrivi previsti da qui a fine ottobre valgono circa 2,08 milioni di presenze (arrivi per permanenza media): un contributo importante ma sotto la quota "teorica" del bimestre, se rapportato ai 24 milioni annui. La curva autunnale, in altre parole, resta sotto media rispetto alla stagione piena.

L'angolo: termale a rilento mentre il turismo corre

Il +0,5% stimato da Federterme stride con il ritmo del turismo italiano complessivo. I dati Istat sui flussi turistici del primo trimestre 2026 segnano +4,2% negli arrivi e +7,5% nelle presenze sul 2025, trainati dagli stranieri (+12,3% di presenze) e dall'extra-alberghiero (+14,7%). Il differenziale è netto: il termale cresce a un decimo del ritmo delle presenze nazionali.

Il confronto non è solo statistico. Fotografa un settore che vive di clientela abitudinaria e cure convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, mentre il boom del turismo 2026 è guidato da citta d'arte e mercati esteri di lungo raggio. Sul mercato interno, secondo Federalberghi Terme, le Terme Euganee di Abano e Montegrotto hanno chiuso il 2025 a 2,94 milioni di presenze (+0,8%) e 916mila arrivi (+3,2%), con permanenza scesa da 3,3 a 3,2 notti: crescono gli italiani, calano gli stranieri (-1,7%). La geografia dei mercati esteri è concentrata: Germania al 31% delle presenze internazionali del distretto, Austria al 17%, Svizzera 11% e Francia 8,5%. Fuori da questi bacini di prossimità, l'attrazione termale italiana intercetta quote residuali.

Perchè la permanenza vale più della crescita

I quattro giorni di permanenza media citati da Federterme sono il dato più rilevante. L'Istat nel primo trimestre 2026 misura una permanenza media di 3,12 notti su tutto il comparto ricettivo: il termale sta quasi un giorno sopra. Tradotto in economia locale, ogni arrivo termale attiva quattro giorni di ristorazione, commercio, servizi e cultura del territorio.

Con un fatturato Unioncamere-Isnart che equivale a circa 208 euro di spesa per presenza (5 miliardi su 24 milioni di presenze), i 2,08 milioni di presenze autunnali stimabili valgono un indotto potenziale intorno ai 430 milioni di euro nel bimestre. Non è un dato ufficiale, ma un ordine di grandezza che spiega perchè Iorio parli di "contributo alla destagionalizzazione e alla crescita delle economie locali".

Il tema di fondo è l'attrattività internazionale. Il settore termale italiano conta 317 stabilimenti attivi e 11mila addetti secondo i dati di Confindustria Federterme, e la sua clientela estera arriva soprattutto da Germania, Austria e Svizzera. Sul fronte della promozione culturale ed economica dell'Italia, iniziative come l'accordo tra l'Istituto italiano di cultura di Pechino e la Fondazione Italia Cina o la presenza italiana a IFA 2026 con 12 startup aprono canali su mercati di lungo raggio che il turismo termale, oggi, intercetta poco.

Il vero snodo per la stagione autunnale 2026 non è quindi il segno positivo, ma la capacità delle destinazioni termali di trattenere clientela ad alto valore aggiunto oltre i mercati di prossimità storici. Il prossimo indicatore utile arriverà con i dati consuntivi Istat del terzo trimestre, previsti a inizio 2027.

Pubblicato il: 8 settembre 2026 alle ore 10:03