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Studiare Sordi a scuola? Il Piano Cinema del MiC-MIM esiste gia' dal 2016

20,1 milioni sul bando Cinema per la Scuola 2026: domande fino al 18 settembre. Dal 2018 il Piano ha gia' raggiunto 1,7 milioni di studenti.

"Alberto Sordi va studiato a scuola" ha scritto Claudio Riccadonna sulle pagine dei lettori di Tecnica della Scuola, rilanciando l'idea di portare in aula i film dell'Albertone come chiave per leggere "le storture del sistema, i vizi e i difetti degli italiani". La proposta ha una risposta operativa già scritta dieci anni fa: il Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, istituito dalla legge 220 del 2016 e giunto nel 2026 alla sesta edizione.

La proposta del lettore e la cornice normativa

Riccadonna sostiene che Sordi non sia stato un attore comico ma un drammatico versatile, capace di raccontare corruzione, gerarchie e vigliaccherie sociali attraverso film come "Detenuto in attesa di giudizio", "Un borghese piccolo piccolo" e "Il maestro di Vigevano". La richiesta è che quelle interpretazioni entrino nella didattica.

La cornice giuridica esiste. L'articolo 27, comma 1, lettera i) della legge 220 del 2016 prevede il sostegno al "potenziamento delle competenze nel cinema, nelle tecniche e nei media di produzione e di diffusione delle immagini". La legge 107 del 2015, la Buona Scuola, aveva già iscritto l'educazione all'immagine tra gli obiettivi del sistema di istruzione. Dal 2018 quel binario normativo si traduce ogni anno in un bando congiunto tra Ministero della Cultura e Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Cinema a scuola in numeri: cosa dice il Piano CIPS

Dal 2018 al 2026 il Piano ha finanziato circa 2.000 progetti per un investimento complessivo di 104 milioni di euro, coinvolgendo 1,7 milioni di studenti e 115.000 docenti in circa 9.400 plessi scolastici. Per il solo anno scolastico 2025/2026 sono stati selezionati 138 progetti, con 370 mila studenti, 13 mila docenti, 3.200 plessi e 563 sale cinematografiche coinvolte.

Il dato di adesione è significativo ma disomogeneo sul territorio: in un singolo anno scolastico il Piano tocca 3.200 plessi, mentre l'obiettivo dei nuovi avvisi 2026 è aumentare la presenza fuori dai centri metropolitani. La linea di premialità denominata "Visioni Fuori-Luogo" assegna un punteggio aggiuntivo ai progetti nelle aree periferiche e valuta i dati INVALSI e le analisi di contesto del PTOF degli istituti proponenti.

Bando 2026: 20,1 milioni e scadenza al 18 settembre

L'avviso 2026, pubblicato il 13 luglio, mette a disposizione 20,1 milioni di euro ripartiti in tre linee: 11,4 milioni per progetti presentati direttamente dalle istituzioni scolastiche, 7,2 milioni per progetti di rilevanza territoriale (contributo massimo 90 mila euro), 1,5 milioni per progetti di rilevanza nazionale (fino a 180 mila euro a progetto). Le domande si presentano sul portale Cinema per la Scuola del MIM dalle ore 15 del 13 luglio 2026 alle ore 15 del 18 settembre 2026. Le attività ammesse dovranno concludersi entro il 15 dicembre 2027.

Come per la formazione IA dei docenti in Italia, il salto qualitativo dipende meno dallo stanziamento e più dalla capacità delle scuole di intercettare i bandi con progetti strutturati. Il calendario è stretto: nove settimane per redigere e caricare la proposta.

Cosa cambia in aula rispetto alla lezione autonoma

Proiettare "Un borghese piccolo piccolo" o "Detenuto in attesa di giudizio" come lezione di educazione civica rientra già oggi nell'autonomia didattica delle scuole. Il Piano CIPS aggiunge però tre elementi che il singolo docente da solo non ha: un budget dedicato per progetto, la presenza in classe di un OEV, l'Operatore di Educazione Visiva (previsto in circa l'80% dei progetti finanziati nell'ultima edizione), e la possibilità di collegare la visione a sale cinematografiche partner sul territorio.

Il tema si intreccia con altri percorsi di educazione al pensiero critico: dalla scuola come argine ai femminicidi secondo Zaia al ruolo dell'istruzione contro il lavoro minorile secondo Mattarella, la lettura critica dei film di Sordi non sarebbe un esercizio estetico ma un lavoro sui "vizi italiani" invocati da Riccadonna. La differenza tra proposta editoriale e didattica finanziata passa dal 18 settembre.

Pubblicato il: 16 luglio 2026 alle ore 13:37