Dal 18 luglio al 27 settembre 2026 la rassegna Ierofania - Sulle vie del Sacro attraversa sei parchi archeologici tra Palestrina e Giardini Naxos con incontri, concerti e installazioni a ingresso libero. Cinque tappe su sei si tengono nel Mezzogiorno, l'area dove ISTAT registra ogni anno la più bassa partecipazione culturale del Paese: solo il 24 per cento dei residenti visita un museo o una mostra.
Sei tappe da Palestrina a Giardini Naxos
Il calendario del Ministero della Cultura, elaborato dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale (DiVa) e organizzato dall'Istituto Centrale IC-VEPP, apre il 18 e 19 luglio a Palestrina con l'installazione 'Alla Luna' di Nicola Verlato e il concerto Synaulia nella Cavea del Santuario della Fortuna Primigenia. Le altre date confermate: Paestum il 25 e 26 luglio, Lecce l'1 e 2 agosto, poi Matera, Locri e la chiusura a Giardini Naxos il 26 e 27 settembre. Ogni tappa dura due giornate: la prima con seminari accademici e uno spettacolo serale nel sito, la seconda con visita guidata e reading poetici della sezione 'Pietre che cantano'. Direzione artistica di Fulvia Toscano, curatore scientifico Alberto Samonà, sezione arte contemporanea affidata a Giorgio Calcara. Tutto il progetto rientra nel Piano Olivetti per la Cultura, la strategia di valorizzazione territoriale voluta dal Ministro Alessandro Giuli.
Il divario ISTAT che la rassegna prova a colmare
La geografia del cartellone segue esattamente la mappa dei territori dove si va meno al museo. Nel 2023 il 38,5 per cento dei residenti nel Centro-Nord ha visitato musei o mostre, contro il 24,0 per cento del Mezzogiorno, secondo l'Annuario statistico ISTAT 2024, capitolo Cultura e tempo libero. Sono quattordici virgola cinque punti percentuali di distanza. Per i siti archeologici e i monumenti la forbice resta ampia: 34,4 per cento al Centro-Nord, 23,5 al Sud e nelle Isole. Le tre regioni indicate come fanalino di coda dallo stesso rapporto sono Calabria, Puglia e Basilicata, le stesse che ospitano tre delle sei tappe di Ierofania. E la sproporzione tra offerta e consumo è nota: aree e parchi archeologici italiani si concentrano per il 79 per cento tra Centro, Sud e Isole, ma i visitatori arrivano soprattutto altrove. In Italia i lettori restano una minoranza, come mostra il caso Ungaretti a Brescia con i lettori in Italia al 57,1 per cento, e la partecipazione culturale segue la stessa curva.
Il programma tra Dalí, Sparagna e Mahabharata
Il cartellone punta su nomi conosciuti per attrarre pubblico non abituale. A Matera arriva 'L'angelo del trionfo' di Salvador Dalí, inserito nella mostra diffusa curata da Giorgio Calcara. A Paestum Stefania Pennacchio propone 'Mater - l'energia del divino femminile', seguita in serata dallo spettacolo teatrale Mahabharata prodotto da STN Studionovecento. Lecce ospita al Castello di Carlo V il concerto di Ambrogio Sparagna con l'Orchestra Popolare Italiana. La sezione 'Pietre che cantano' affida i reading poetici a tre attori: Fabrizio Ferracane, Roberto Latini e Cinzia Maccagnano. A Palestrina Elio Crifò legge il libro VI dell'Eneide, a Paestum Roberto Latini porta in scena Dino Campana. Il primo weekend leccese propone anche il vernissage 'De Via Lactea' di Alessandro Valeri. Tra le regioni coinvolte, la Sicilia arriva ultima nel calendario ma con lo stesso schema di due giornate a Giardini Naxos, area già segnata dalla riflessione sul patrimonio culturale come motore identitario del Sud.
Un test sull'accesso alla cultura del Sud
La scommessa dichiarata dal Ministero e' che l'ingresso libero e i nomi in cartellone bastino a portare nei siti archeologici anche chi normalmente non li frequenta. E' lo stesso approccio del Piano Olivetti: usare la cultura come infrastruttura civile, non come consumo occasionale per pochi. Vale anche per il modo in cui il patrimonio parla ancora alle generazioni più giovani, come ricorda il romanzo di Andreolli sui ragazzi di Montecassino. Il programma completo con tutte le date e gli orari è online sul sito ministeriale. Chi abita nelle sei regioni interessate ha 71 giorni per verificare se una rassegna gratuita basta a ridurre quel divario di 14,5 punti che ISTAT misura da anni tra Centro-Nord e Mezzogiorno.