Il ministero della Cultura e la Farnesina hanno adottato il decreto interministeriale che istituisce il Premio Mattei per la cooperazione culturale. Lo stanziamento è di 1 milione di euro l'anno fino al 2028 e sostiene progetti realizzati insieme a Paesi africani e a partner del Mediterraneo allargato. Per il Mic si tratta di un tassello del Piano Mattei per l'Africa, in cui la cultura diventa leva riconosciuta di dialogo, formazione e sviluppo economico condiviso.
Come funziona il Premio Mattei
Il decreto interministeriale, siglato da MiC e MAECI, ripartisce le risorse su due direttrici. Almeno 500 mila euro l'anno sono destinati alle arti visive e performative, al design, al cinema, alla musica e alla letteratura. Almeno 300 mila euro sono riservati alla formazione e allo sviluppo professionale di operatori culturali, artisti, curatori e ricercatori. Il supporto tecnico-organizzativo è affidato all'Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale. Possono accedere alle risorse istituzioni culturali, enti pubblici e privati, fondazioni, università e organismi di ricerca, insieme a intellettuali e operatori impegnati in iniziative comuni con partner internazionali. La cornice geografica è ampia: sedici Paesi africani indicati nel Piano Mattei, dall'Algeria al Sudafrica, tra cui Egitto, Etiopia, Ghana, Kenya, Marocco, Mozambico, Senegal e Tunisia. Il decreto delinea criteri e beneficiari; i futuri avvisi definiranno tempi, importi minimi e scadenze annuali. La scelta di dividere il budget tra produzione artistica e formazione apre la possibilità di un doppio binario, che unisce circolazione delle opere e crescita di competenze locali.
L'alleanza culturale euro-africana
Il Premio si inserisce nel Piano Mattei per l'Africa, la strategia di cooperazione avviata dal governo con Paesi partner del continente. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli parla di una nuova alleanza culturale euro-africana costruita su conoscenza, tutela del patrimonio e formazione, e riconosce alla cooperazione con l'Africa una priorità della sua agenda. È un approccio in cui la cultura non è ornamento diplomatico ma leva concreta di sviluppo condiviso, in continuità con la linea di diplomazia culturale già annunciata dal ministro. Il coinvolgimento della Farnesina e la triennalità dello strumento consegnano al progetto una stabilità che rappresenta un passo verso una programmazione pluriennale della diplomazia culturale italiana, con un orizzonte finanziario chiaro per artisti e istituzioni. Se confermato nel calendario dei bandi, l'accordo può ridefinire il ruolo dell'Italia come ponte tra sponda europea e sponda africana del Mediterraneo.
Per artisti, curatori e istituzioni culturali la finestra si apre nel breve periodo: il decreto e gli avvisi in arrivo indicheranno importi minimi, requisiti e scadenze annuali. La partita, dal punto di vista italiano, non è solo culturale ma anche di posizionamento internazionale, in una stagione in cui il Mediterraneo torna a essere un asse portante delle politiche di cooperazione europee.