Marcello Fois vince la 64esima edizione del Premio Campiello con L'immensa distrazione (Einaudi) e dal palco del Lido di Venezia dedica il riconoscimento a Michela Murgia. Poi apre un fronte sulla scuola: nel centenario del Nobel di Grazia Deledda, la prima prova della maturità 2026 non l'ha nemmeno citata.
Il voto a Venezia e la dedica a Michela Murgia
La proclamazione, la sera del 3 ottobre, è arrivata al Palazzo della Mostra del Cinema del Lido, per la prima volta nella storia del premio promosso dalla Fondazione Il Campiello e Confindustria Veneto. La Giuria dei Trecento Lettori Anonimi ha espresso 282 voti effettivi: 83 per Fois, 80 per Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi), 54 per Elena Varvello con La vita sempre (Guanda), 33 per Valeria Parrella e 32 per Ermanno Cavazzoni. Scarto di tre preferenze.
Lo scrittore nuorese ha ringraziato a caldo "una persona che non c'è ma per me c'è, una donna bellissima, tutt'altro che livorosa, molto resiliente: Michela Murgia", scomparsa tre anni fa.
L'affondo sulla maturità del centenario
Fois è cresciuto "a duecento metri dalla casa di Grazia Deledda", unica italiana ad aver vinto il Nobel per la letteratura. Il premio arrivò nel 1926, con la cerimonia il 10 dicembre 1927: il 2026 è il centenario. Dal palco, lo scrittore ha chiesto perché Deledda non fosse "almeno nelle tracce dell'esame di maturità, cosa che quest'anno nel centenario non è avvenuta".
Il controllo è immediato. Il PDF ufficiale della prima prova pubblicato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito del 18 giugno conferma l'analisi del testo affidata a Cesare Pavese con Passerò per piazza di Spagna (A1) e a Vitaliano Brancati con I piaceri (A2). Nelle tipologie B e C compaiono Giuseppe Saragat, Piero Bianucci, Frank Furedi, Mario Calabresi e la giornalista tedesca Wenke Husmann. Nessuna autrice italiana, nessuna sarda, nessuna pagina di Deledda, la cui motivazione del Nobel 1926 resta pubblicata negli archivi della Fondazione Nobel.
Ventisette anni senza autrici italiane nell'analisi del testo
Il dato non è isolato. L'analisi del testo della maturità è senza autrici italiane nella tipologia A da 27 edizioni consecutive. Giuseppe Ungaretti detiene il record di apparizioni con cinque testi proposti, seguito da Salvatore Quasimodo a tre. Nelle sette tracce complessive del 2026 compare una sola firma femminile, quella di Husmann, giornalista di Die Zeit tradotta per Internazionale.
Nei manuali il quadro peggiora. Una ricognizione del quotidiano Domani sulle antologie di letteratura adottate nel triennio delle superiori rileva che le scrittrici antologizzate oscillano fra il 2,74% e l'8,83% del totale degli autori. Deledda, dentro queste percentuali, non è una figura minore da riscoprire: è l'unica italiana con il Nobel in bacheca, e resta più presente nei testi di ricerca che nei programmi d'esame.
La Sardegna manda i libri nelle scuole, il Ministero no
Mentre il Ministero dell'Istruzione e del Merito non ha corretto la rotta nel centenario, la Regione Sardegna sta distribuendo 1566 volumi di sei opere di Deledda, Canne al vento, La madre, Elias Portolu, Marianna Sirca, Cenere, Cosima, a 133 scuole del secondo ciclo dell'isola, su iniziativa dell'assessora Ilaria Portas. Fuori dalla Sardegna, però, il centenario rischia di passare senza una pagina obbligatoria.
Attorno alla scuola si muovono altre iniziative culturali indipendenti dalle tracce ministeriali: la scuola di Firenze che ha vinto il bando ARISS per parlare con la Stazione Spaziale, le cento ore di astronomia con Saturno all'opposizione il 4 ottobre, la riscoperta editoriale di figure dimenticate come Benedetto il Moro. Dal basso, insomma, la cultura circola. Dall'alto, nel 2026 il centenario di Deledda passa inosservato.
La prossima occasione utile per rimettere Deledda fra gli autori d'esame è la maturità 2027. Il PDF ministeriale del giugno 2026 resta la fotografia del centenario che la scuola italiana non ha celebrato.