Il Ministero della Cultura ha ripartito 200 milioni di euro tra le 14 fondazioni lirico-sinfoniche italiane per il 2026, attingendo al Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo (FNSV), come comunicato dal MiC il 12 agosto 2026. Le risorse risultano già interamente erogate: l'80% è stato anticipato entro marzo, il restante 20% saldato entro luglio. Il decreto di riparto ricalca il peso storico di ciascuna fondazione sul fondo, con la Scala di Milano prima destinataria e l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia seconda tra le realtà con forma organizzativa speciale.
Come si dividono i 200 milioni FNSV
Il riparto separa tre voci distinte. La quota principale, pari a 192 milioni di euro, finanzia le attività istituzionali delle fondazioni ed è calcolata sulla media delle percentuali FNSV del triennio 2023-2025. A questa si aggiungono 7,25 milioni destinati al rilancio e alla stabilità del settore, ripartiti sulla base delle percentuali del triennio 2022-2024. Ulteriori 750mila euro vanno direttamente alla Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari per rafforzarne l'operatività istituzionale, come previsto dalla legge di bilancio. Il triennio di riferimento cambia in funzione della voce: le attività istituzionali guardano al 2023-2025, mentre il rilancio e la stabilità si agganciano al 2022-2024.
Due fondazioni operano con forma organizzativa speciale: la Fondazione Teatro alla Scala di Milano riceve 32,68 milioni di euro e l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia 13,37 milioni, per un totale che supera i 46 milioni. Il restante importo, pari a 153,21 milioni di euro, è distribuito tra le altre dodici fondazioni ordinarie.
Gli importi delle dodici fondazioni ordinarie
Dopo Scala e Santa Cecilia, il maggior stanziamento va al Teatro dell'Opera di Roma Capitale con 19,68 milioni di euro, seguito dal Teatro La Fenice di Venezia (17,19 milioni), dal Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (15,41 milioni), dal Teatro Massimo di Palermo (15,22 milioni) e dal Teatro di San Carlo di Napoli (14,35 milioni).
Nella seconda metà della graduatoria si collocano il Teatro Regio di Torino (13,50 milioni), l'Arena di Verona (11,58 milioni), il Teatro Lirico di Cagliari (9,52 milioni), il Teatro Comunale di Bologna (9,49 milioni), il Teatro Verdi di Trieste (9,41 milioni), la Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari (8,96 milioni) e il Teatro Carlo Felice di Genova (8,89 milioni). Considerando anche i 750mila euro aggiuntivi previsti dalla legge di bilancio, la Petruzzelli sale a 9,71 milioni complessivi. Il divario tra la prima ordinaria e l'ultima in graduatoria è di 10,79 milioni di euro.
'Le fondazioni lirico-sinfoniche sono un patrimonio della cultura italiana e rappresentano una rete di eccellenze artistiche, professionalità e lavoratori che merita stabilità e prospettive', ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, aggiungendo che i 200 milioni sostengono 'la programmazione e l'attività dei nostri teatri, rafforzandone la capacità di produrre cultura e di portare la grande tradizione musicale italiana a un pubblico sempre più ampio'. La tempistica di erogazione, con anticipo entro marzo e saldo entro luglio, consente alle fondazioni di chiudere il bilancio dell'anno senza attese sulle competenze 2026.