È in libreria "La gentilezza come linguaggio della responsabilità sociale. Autenticità, azione e parola", il primo manuale della gentilezza pensato per un pubblico non specialistico, firmato da Natalia Re, presidente del Movimento italiano per la gentilezza (MIG), e dall'editore Antonio Di Bartolomeo per Pluriversum. Il volume non è un saggio filosofico: raccoglie strategie pratiche contro hate speech e cyberbullismo, un glossario di 36 lemmi e un'appendice destinata a insegnanti ed educatori.
Un glossario di 36 lemmi e strumenti contro l'hate speech
Il cuore del lavoro dei due autori è un glossario che ordina 36 parole chiave della convivenza, da "relazione" ad "ascolto", da "empatia" a "mitezza", fino a "mabruk", termine di origine araba che significa benedizione, non in ordine alfabetico ma secondo un percorso di senso relazionale. Per ogni voce gli autori indicano origine etimologica, ambito d'uso e rischi di abuso. Accanto al glossario, il libro dedica una sezione alla gentilezza come strumento di difesa. Contro l'hate speech e i meccanismi di echo chamber, quegli ambienti digitali in cui gli utenti incontrano solo opinioni che confermano le loro, Re e Di Bartolomeo suggeriscono cinque leve concrete: proteggere la vittima, delegittimare chi offende, rendere manifesti i presupposti screditanti, condurre azioni di fact checking e, se necessario, sottrarsi al gioco bloccando o non condividendo. "Sospendere l'automatismo che sottende all'offesa e disabilitare la performance d'odio sono forme complementari di resistenza", scrivono gli autori. Chiude il volume un percorso interdisciplinare pensato per la scuola: lezioni, laboratori, simulazioni ed esercizi per misurare gli effetti di un cambio di paradigma sul clima di classe.
Il percorso del MIG: proposta di legge e ingresso tra i BES Istat
Il libro si inserisce nel percorso più ampio portato avanti dal MIG. In Parlamento è stata depositata una proposta di legge per istituzionalizzare una giornata nazionale dedicata alla gentilezza, e il movimento chiede l'inserimento del tema fra gli indicatori del Rapporto BES Istat, il framework di dodici domini e 152 indicatori con cui l'istituto misura il benessere del Paese oltre il PIL. Sul fronte economico è in corso un progetto di misurazione degli effetti della gentilezza sulle organizzazioni, che intende quantificare l'impatto delle pratiche relazionali sul rendimento dei gruppi di lavoro e sulla qualità del clima interno. "La scuola è il primo luogo in cui la gentilezza va sperimentata e appresa come strumento di interazione e cambiamento", spiega Natalia Re, "società più gentili sono anche più sostenibili".
Il volume esce mentre il dibattito su cyberbullismo e violenza verbale online resta al centro delle politiche educative italiane, dopo le nuove linee guida ministeriali degli ultimi anni. Portare la gentilezza fuori dal terreno degli slogan e dentro un manuale operativo, con parole codificate e procedure passo passo, è la scommessa che Re e Di Bartolomeo affidano a insegnanti, educatori e famiglie. La prossima verifica sarà capire quante scuole italiane adotteranno l'appendice didattica già dal prossimo anno scolastico.