In libreria per Marsilio Firmamenti l'edizione critica de "Gli Atti degli Apostoli", 848 pagine con testo greco a fronte a cura di Adriana Destro e Mauro Pesce. La tesi dei curatori ribalta duemila anni di tradizione: l'autore del testo che racconta la nascita della Chiesa dopo la predicazione di Gesù non sarebbe l'evangelista Luca.
Il libro, la collana, il metodo
Il volume esce nella collana Firmamenti diretta da Maurizio Bettini, Massimo Cacciari e Luigi Garofalo, con il sostegno della Fondazione Cassamarca di Treviso. Costa 70 euro ed è il quattordicesimo titolo di una serie che rilegge i classici della cultura europea con apparato filologico e saggi di accompagnamento.
Prima di questo volume la collana ha affrontato Sallustio, Shakespeare, Ernesto Buonaiuti e i saggi di Jacob Grimm sulla poesia nel diritto. L'approccio di Destro e Pesce è antropologico e storico: analizza comportamenti, miracoli, rapporti con il potere romano, la questione della donna e degli schiavi, senza filtro teologico. Il testo greco a fronte e le note critiche seguono le indicazioni testuali che si sono depositate nei secoli, cercando una lettura che tenga insieme filologia e ricostruzione sociale.
L'autore non è Luca, ma un giudeo di lingua greca
La proposta più impegnativa è nell'introduzione dei curatori. Sulla base dell'analisi della struttura sintattica, del lessico e delle citazioni, Destro e Pesce sostengono che l'autore non sia il medico Luca, come vuole la tradizione dal secondo secolo, ma un ebreo colto della diaspora, formato sulla letteratura ellenistico-romana. Un intellettuale, non un evangelista, che scrive tra l'ottanta e il novanta dopo Cristo con l'obiettivo di far uscire il messaggio di Gesù dal mondo giudaico e portarlo dentro l'universo linguistico e culturale dell'Impero romano.
La conseguenza sul piano storico è pesante: il testo non è più il resoconto interno di un discepolo di Paolo, ma la costruzione narrativa di un letterato ellenistico che ricompone i pezzi. Cambia il valore documentario del racconto e cambia lo statuto stesso della tradizione. Il metodo è lo stesso che sta guidando altre riletture dei classici antichi, come il saggio di Gaetano Cosentini sulla Sicilia dei greci: un ritorno alle fonti che sposta l'asse dalla tradizione confessionale al documento.
Nel volume trovano posto anche l'analisi delle pratiche di contatto con il soprannaturale, il rapporto tra miracolo e magia nera, la posizione della donna e degli schiavi. I curatori ricordano che nel testo permane il ruolo subalterno della donna, mentre viene rifiutato il modello della schiavitù, con conseguenze concrete sulle prime forme di organizzazione comunitaria.
Cosa cambia per la scuola
L'edizione arriva in un anno scolastico in cui l'82,27% degli studenti italiani sceglie di frequentare l'ora di religione cattolica, secondo i dati della Presidenza CEI per il 2024/25. Il divario territoriale resta profondo: al Sud gli avvalentisi arrivano al 95,48%, alle superiori del Nord scendono al 66,13%. Rispetto all'anno precedente, circa 42 mila studenti in meno hanno scelto l'IRC. La materia continua a essere lo spazio principale, e spesso l'unico, in cui a scuola si legge un frammento del Nuovo Testamento.
In tutte quelle aule la questione dell'autore resta legata alla tradizione lucana. L'edizione Marsilio apre uno spazio filologico che tocca anche il liceo classico, dove il greco del Nuovo Testamento entra di rado nel programma. La lettura del testo con apparato critico consente di trattare la formazione della Chiesa come un tema storico e antropologico, non solo devozionale. Un ponte fra ricerca accademica e pubblico più largo lo aprono anche eventi come la biennale dello spettacolo annunciata da Mollicone a Spoleto.
Il volume è in catalogo a 70 euro. Chi insegna religione o lettere trova adesso uno strumento che nessuna traduzione confessionale offre: testo greco a fronte con apparato antropologico e storico. Nel calendario culturale del 2026, insieme a ricorrenze come la Giornata internazionale della Luna, torna al centro un dibattito che gli studiosi non chiudono da secoli: chi ha scritto davvero la nascita della Chiesa.