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Addio a Fulvio Lucisano, protagonista per oltre 70 anni del cinema italiano

Il produttore di 'Ricomincio da tre' e 'Il grande cocomero' lascia tre film in lavorazione. Il gruppo, quotato dal 2014, resta guidato dalle figlie.

Fulvio Lucisano è morto a 98 anni. L’annuncio arriva il 18 agosto 2026 dalle figlie Federica e Paola, che con lui hanno raccolto l’eredità della Italian International Film, fondata dal produttore romano nel 1958 e confluita nel 2014 nel Lucisano Media Group quotato in borsa.

Settant’anni di produzione, oltre 130 titoli

Nato a Roma il 1° agosto 1928 e laureato in Giurisprudenza nel 1954, Lucisano firma la sua prima produzione, il documentario ‘Anno Santo’ dedicato al Giubileo, già nel 1949. Collabora con l’Istituto Luce per i cinegiornali destinati all’America Latina e con Documento Film, per un totale di circa 300 documentari, cui affianca oltre 130 lungometraggi come produttore e distributore. Con la sua società ha rischiato capitali propri lungo tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, dalla televisione all’esercizio in sala.

Tra i titoli prodotti il più identitario resta ‘Ricomincio da tre’ (1981), che Lucisano convince Massimo Troisi a dirigere di persona dopo averlo visto al Teatro Tenda di Roma. Seguono ‘Il grande cocomero’ (1993) di Francesca Archibugi e ‘Ninfa plebea’ (1996). Sul fronte della distribuzione porta in Italia ‘Quattro matrimoni e un funerale’ e ‘Drive’ del danese Nicolas Winding Refn. Il produttore aveva sempre citato due mancate acquisizioni come rimpianti: ‘Rambo’ nel 1982, giudicato troppo violento per la censura, e ‘Dio perdona… io no’ del 1967, primo film della coppia Terence Hill-Bud Spencer.

I film sul set e la reazione del ministro

Lucisano lascia tre produzioni ancora in lavorazione: ‘Bentornati al sud’ di Luca Miniero con Claudio Bisio e Alessandro Siani, ‘La ballata della Coppa Davis’ dei Manetti Bros. e ‘La regola dell’amico’ di Giampaolo Morelli. Il Lucisano Media Group, guidato dalle figlie, prosegue le tre lavorazioni. In un lungo post pubblicato sul profilo della Italian International Film, i dipendenti del gruppo lo hanno salutato come «una presenza, una guida, un esempio», ricordandone «la forza, l’ironia, la determinazione».

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli lo definisce «uno dei grandi artefici del cinema italiano», riconoscendogli un modo di produrre «fondato sulla passione, sull’intuito, sul coraggio e sulla capacità di riconoscere il valore». Il palmarès personale del produttore comprende cinque David di Donatello, incluso il David Speciale alla carriera del 2009, quattro Nastri d’Argento e due nomination agli Oscar. Lucisano è stato presidente dell’ANICA dal 1998 al 2001 e nel 2007 è stato nominato Cavaliere del Lavoro; nel 2005 la Mostra di Venezia gli ha dedicato un omaggio, e nel 2018, per il suo novantesimo compleanno, la giornalista Laura Delli Colli ne ha raccontato il percorso nel volume ‘Fulvio Lucisano, sotto il segno del cinema’.

La successione all’interno del gruppo era già avviata: la quotazione in borsa del 2014 e il passaggio graduale delle deleghe operative alle figlie mantengono l’assetto societario. I tre film ora in produzione restano l’ultima programmazione firmata direttamente dal fondatore, in un modello di gestione familiare che il produttore ha praticato fino agli ultimi anni.

Pubblicato il: 18 agosto 2026 alle ore 12:14