Si chiude venerdì 26 giugno a Catania il progetto Ripensarsi - Uno spazio di tregua per un racconto possibile, dedicato alla prevenzione delle dipendenze e alla rilevazione precoce del disagio giovanile. L'evento conclusivo si tiene alle ore 10 nella Sala di notte del Palazzo della Cultura, in via Vittorio Emanuele 119, con istituzioni, partner, docenti e studenti.
Cosa ha fatto Ripensarsi: 1.200 studenti tra Catania e Siracusa
L'iniziativa, finanziata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri tramite il Dipartimento per le Politiche contro la Droga, è promossa dall'associazione Amici di San Patrignano Sicilia in partenariato con la cooperativa Mosaico e l'associazione Oltre le Parole Roma ETS. Negli ultimi mesi ha coinvolto 1.200 ragazzi delle scuole di Solarino, Floridia, San Pietro Clarenza, Librino e Pedara attraverso gli Spazi di tregua: laboratori di hip hop, scrittura creativa, teatro sociale e podcast. La mattinata presenterà i risultati con testimonianze degli studenti e un contributo speciale di Fiorello, accanto a Eliana Chiavetta (Amici di San Patrignano Sicilia), Pascal La Delfa, Claudia Pasqualino (Mosaico) e al sindaco di Catania Enrico Trantino.
Il quadro ESPAD 2024: la dipendenza che cambia volto
I 1.200 ragazzi raggiunti dal progetto sono una frazione minima del bacino su cui agire. Secondo la Relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze 2025, basata sullo studio ESPAD Italia 2024 e su 20.201 questionari, 910 mila studenti tra 15 e 19 anni (37%) hanno usato una sostanza illegale almeno una volta nella vita e 620 mila (25%) nell'ultimo anno. La cannabis scende dal 22% al 21% e la cocaina dal 2,2% all'1,8%, ma due fenomeni vanno in direzione opposta: psicofarmaci senza prescrizione al record storico (180 mila ragazzi 15-18enni nell'ultimo anno, prevalenza più che doppia tra le ragazze) e gioco d'azzardo al massimo storico (62% degli studenti, oltre 1,5 milioni nella vita).
Sono questi i numeri che spiegano perchè i laboratori di teatro, scrittura e podcast scelti da Ripensarsi puntano sull'espressione e non sulla sola informazione frontale: il disagio adolescenziale passa sempre meno dalle droghe classiche e sempre più da ansiolitici autoprescritti e schermate di scommesse online. Il tema della costruzione di spazi di racconto in età scolare ricorre anche in altre esperienze siciliane, come quelle ricordate nell'evento catanese contro la violenza di genere e nella presentazione palermitana di Cinquantanni di mafia, fino al filo che lega arte e resistenza delle artiste afghane.
L'appuntamento del 26 giugno è aperto al pubblico: scuole e famiglie possono partecipare dalle ore 10 in via Vittorio Emanuele 119 per ascoltare gli studenti che hanno animato gli Spazi di tregua, vedere gli elaborati prodotti dai laboratori artistici e capire se il modello che incrocia hip hop, teatro e podcast sarà replicato nel prossimo anno scolastico nelle province di Catania e Siracusa con un nuovo bando del Dipartimento.