{/* Extracted from Header.astro - Use appropriate classes/styles if animations needed */}

Università UK 2026: il record UCAS nasconde il crollo italiano

UCAS segna 148.350 candidati internazionali, +7,1%. Ma le domande italiane sono crollate da 3.840 a 1.560 in quattro anni.

Le domande internazionali per le università britanniche via UCAS hanno toccato il record di 148.350 nel ciclo 2026, il 7,1% in più del 2025. Ma dietro il numero storico l'Italia è la grande assente: dal picco del 2019 le richieste dei liceali italiani sono crollate del 59%, e Roma non compare più tra i cinque principali mercati di provenienza.

Il quadro UCAS 2026

UCAS ha diffuso il 16 luglio i Dati UCAS ciclo 2026 chiusura 30 giugno chiusi alla scadenza ordinaria del 30 giugno. I candidati internazionali salgono da 138.460 a 148.350, con la Cina che da sola porta 4.140 nuove domande (+12%) e resta prima piazza con 38.000 richieste. Seguono India (11.470), Stati Uniti (8.270), Irlanda (6.880) e Hong Kong (4.990).

Anche i 18enni britannici che si candidano crescono del 5% a 344.760, spinti dall'aumento della coorte demografica. La chief executive Jo Saxton ha parlato di domanda forte nonostante un contesto economico incerto. UCAS avverte però che i suoi numeri catturano solo una parte del quadro internazionale, perché non tutte le lauree triennali passano dalla piattaforma.

Le domande italiane crollate del 59% in quattro anni

Nel confronto tra i primi cinque paesi di provenienza l'Italia non c'è. Non è un dato marginale: nel 2019, prima che la Brexit modificasse lo status degli europei, gli aspiranti undergraduate italiani erano 3.840. Nel 2020 sono scesi a 3.380, nel 2021 a 2.150, nel 2022 a 1.610, nel 2023 a 1.560. Meno 59% in soli quattro cicli.

Il briefing del Migration Observatory dell'Università di Oxford calcola una contrazione simile per tutta l'Unione Europea: le domande UE per le triennali erano circa 22.000 nel 2024, il 58% in meno rispetto al 2020. Le nuove immatricolazioni UE sono passate da 67.000 nel 2020/21 a 32.000 nel 2021/22 e a 28.400 nel 2023/24. Gli iscritti italiani al primo anno si sono dimezzati: circa 3.100 nel 2021/22 contro 6.220 dell'anno precedente, secondo i dati HESA rielaborati dalla Farnesina.

La causa è quasi tutta economica. Fino al 2020 gli studenti UE pagavano la retta calmierata dello status home, 9.250 sterline all'anno. Dal 2021 sono classificati come international e le triennali costano tra 11.400 e 32.000 sterline, senza accesso allo student loan britannico. Il colpo non ha risparmiato nessuno dei grandi paesi UE: nel primo anno post-Brexit i nuovi iscritti da Francia, Germania, Italia e Spagna sono calati tra il 34% e il 50%, con l'Italia nella parte peggiore della forbice. Molti liceali hanno dirottato le candidature verso Paesi Bassi, Irlanda e università pubbliche tedesche, dove la retta annuale resta sotto i 3.000 euro.

Cosa cambia per chi valuta il Regno Unito nel 2027

Per una famiglia italiana che sta pianificando la candidatura al ciclo 2027 il conto è netto: tre anni in un ateneo del Russell Group possono superare le 96.000 sterline di sole tasse (circa 114.000 euro al cambio attuale), a cui aggiungere il visto Student da 490 sterline e la Immigration Health Surcharge di 776 sterline annue. Nessuna borsa automatica compensa lo scarto, e le scholarship dedicate agli europei restano limitate a pochi atenei con posti contati.

Il quadro peggiora dal 1 agosto 2028, quando entrerà in vigore l'International Student Levy: 925 sterline per ciascuna matricola internazionale, versate dagli atenei allo Stato britannico. L'analisi d'impatto pubblicata dal governo stima 14.000 iscritti internazionali in meno nel primo anno di applicazione e una perdita di ricavi di 270 milioni di sterline per il settore: parte del costo verrà quasi certamente scaricata sulle rette, colpendo per prime le famiglie dei paesi price-sensitive.

Chi vuole comunque provare deve muoversi presto. Le domande UCAS per l'ingresso a settembre 2027 aprono a settembre 2026, con scadenza equal consideration al 14 gennaio 2027 e termine anticipato al 15 ottobre 2026 per Oxford, Cambridge, medicina, odontoiatria e veterinaria.

Pubblicato il: 17 luglio 2026 alle ore 09:11