La ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha annunciato il 26 giugno al Tecnopolo Dama di Bologna lo stanziamento di 50 milioni di euro aggiuntivi per il Fondo di finanziamento ordinario delle università italiane. La cifra integra la dotazione complessiva del FFO, che per il 2025 ammontava a 9,4 miliardi di euro ripartiti dal MUR fra gli atenei statali. La ministra ha definito "buona" la condizione attuale del sistema universitario, citando l'Università di Bologna fra i casi con performance migliori.
Il Fondo di finanziamento ordinario è la quota di bilancio che lo Stato trasferisce ogni anno alle università pubbliche per coprire stipendi, ricerca e funzionamento ordinario. La sua distribuzione segue un modello che pesa la quota premiale sui risultati di didattica, ricerca e internazionalizzazione raggiunti dai singoli atenei. Nella prima ripartizione 2025 il MUR aveva già distribuito 8,3 miliardi su 9,4 totali, lasciando circa 1,1 miliardi alle assegnazioni successive (Prima ripartizione FFO 2025 - MUR).
Un correttivo agli atenei in difficoltà
L'integrazione da 50 milioni serve a temperare gli effetti dell'algoritmo che ridistribuisce le risorse fra le sedi. Bernini ha precisato che lo stanziamento aggiuntivo è pensato per chi rischia di perdere fondi se la formula venisse applicata in modo automatico, mentre le sedi più performanti come Bologna restano premiate dal meccanismo ordinario. La logica indicata è quella di solidarietà e sostenibilità verso gli atenei in difficoltà strutturale. La quota base, premiale e perequativa copre la maggior parte delle assegnazioni, mentre i piani straordinari per reclutamento del personale e ricerca seguono canali separati con risorse vincolate. La misura non altera l'impianto complessivo del FFO ma agisce come correttivo nella fase di assegnazione finale.
Borse e studentati nel 2026
Sul diritto allo studio la ministra ha indicato che le risorse del prossimo anno accademico non torneranno al picco di 880 milioni raggiunto nel 2024/2025, importo allora composto dal Fondo Integrativo Statale (593 milioni) e dai fondi PNRR (288 milioni). La dotazione, secondo le dichiarazioni di Bologna, resterà comunque sopra i 600 milioni. Sul fronte delle residenze prosegue il piano studentati finanziato dal PNRR: l'avviso del MUR gestito da Cassa Depositi e Prestiti riserva almeno il 30% dei posti letto agli studenti inseriti nelle graduatorie regionali per il diritto allo studio, con tariffe calmierate sui restanti. L'obiettivo dichiarato della Riforma 1.7 della Missione 4 del PNRR è arrivare a 60.000 nuovi posti letto entro il 30 giugno 2026, traguardo da cui dipende il rispetto degli impegni europei sull'housing universitario.
Il prossimo passaggio operativo riguarda la ripartizione del prossimo esercizio del FFO e l'esito dello sportello PNRR per gli alloggi universitari, aperto dal 20 gennaio fino al 29 giugno 2026 salvo esaurimento delle risorse. Da quel calendario dipende l'effettiva distribuzione delle risorse annunciate dalla ministra a Bologna e l'eventuale conferma del livello sopra i 600 milioni per le borse di studio del prossimo anno accademico.
"È un segnale di attenzione verso studenti, personale e comunità accademiche e conferma la linea di Forza Italia: considerare l'università non un costo, ma un investimento strategico per la crescita e la competitività del Paese”, è il commento del senatore di Forza Italia, Mario Occhiuto, componente della Commissione cultura