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Tasse internazionali a Torino: il rincaro tocca 80 studenti su 79mila

Unito rivede la contribuzione per gli studenti internazionali: rincaro per 80 iscritti da Paesi ricchi, fino a 1.500€. In Francia si paga quasi il doppio.

Ottanta studenti internazionali iscritti all'Università di Torino vedranno la contribuzione annua salire da 1.000 a 1.500 euro. Tutti provengono da Paesi ad alto reddito: Stati Uniti, Irlanda, Danimarca, Lussemburgo, Svizzera, Paesi Bassi, Norvegia e San Marino. La modifica al regolamento è stata approvata dal Senato accademico e riguarda una platea ridotta sui circa 6.000 iscritti internazionali dell'ateneo, in larga maggioranza protetti dalla revisione.

Come funziona il modello PIL di Unito

Per gli studenti residenti all'estero o con familiari residenti fuori Italia, Unito non usa l'ISEE ma il PIL pro capite a Parità di Potere d'Acquisto del Paese di residenza. Il Regolamento contribuzione studenti internazionali Unito divide i Paesi in quattro fasce: fino a 26mila euro di PIL si pagano 300 euro, fra 26 e 40mila si versano 500 euro, fra 40 e 60mila la quota è 700 euro, oltre i 60mila si arriva a 1.000 euro. A questi importi si aggiungono 156 euro di tassa regionale per il diritto allo studio e bollo, identici per tutti.

Con la revisione approvata dal Senato accademico la fascia alta sale a 1.500 euro e la seconda fascia passa da 500 a 600 euro. Resta invariata la quota minima di 300 euro per chi proviene da Paesi con PIL sotto i 24mila euro. La modifica nasce dal lavoro della commissione didattica, che ha guardato cosa fanno gli altri atenei italiani e ha cercato di superare il sistema dell'ISEE parificato, considerato troppo oneroso per le famiglie e di difficile gestione amministrativa.

Quanto si paga davvero altrove in Europa

Il rincaro avvicina la contribuzione internazionale a quella italiana, ma non porta Torino ai livelli di Parigi. In Francia, in base ai droits d'inscription différenciés del Ministero università francese, gli studenti extra-UE pagano 2.895 euro per la sola Licence e 3.941 euro per il Master, contro i 184 euro versati dagli europei nello stesso ateneo. Un americano iscritto a Torino sborserà 1.500 euro: meno della metà del costo francese, e in linea con i 1.500 euro a semestre del Baden-Württemberg, l'unico Land tedesco che applica tasse agli studenti non-UE. Negli altri Länder la formazione universitaria pubblica resta gratuita anche per chi viene da fuori Unione.

Anche dentro l'Italia il quadro è disomogeneo. Ca' Foscari Venezia chiede agli internazionali da Paesi OCSE selezionati una flat fee di 2.100 euro per il triennio e 2.300 euro per la magistrale, senza fasce PIL. La differenza con il modello torinese è strutturale: dove altri atenei applicano una tariffa unica per tutti gli extra-UE, Unito modula la retta sul reddito medio nazionale del Paese d'origine, ottenendo importi più bassi per la maggior parte degli iscritti internazionali. Il modello PIL resta quindi fra i più contenuti d'Europa per chi proviene da Paesi ricchi, anche dopo l'aumento del Senato accademico.

Chi paga di più e chi resta fermo

Gli 80 studenti colpiti dall'aumento massimo rappresentano poco più dell'1% della popolazione internazionale dell'ateneo, che conta circa 79mila iscritti totali. L'impatto economico complessivo è limitato: a regime sono circa 40mila euro l'anno in più dalla fascia alta, una cifra simbolica sul bilancio della contribuzione. Salgono di 100 euro anche le rette per chi viene da Russia, Lettonia, Grecia, Bulgaria e Turchia, fascia di Paesi tra 26 e 34mila euro di PIL pro capite.

Restano sostanzialmente invariati i 300 euro pagati da chi proviene da Paesi con redditi medi sotto i 24mila euro: in questa fascia rientrano la comunità iraniana, la più numerosa dell'ateneo con circa 900 iscritti, oltre a Marocco e Albania. La maggioranza degli studenti internazionali continuerà quindi a pagare meno di mille euro l'anno, mentre il riallineamento riguarda solo le fasce alte. Il vicerettore alla didattica Matteo Milani ha precisato che gli incassi complessivi dell'ateneo non cambieranno: l'obiettivo non è fare cassa ma riequilibrare la contribuzione fra italiani e internazionali con redditi familiari paragonabili.

Le richieste di riduzione del contributo onnicomprensivo unico sulla base del PIL si presentano sulla piattaforma MyUniTo entro il 21 novembre. Dopo questa data scatta una mora di 150 euro che resta valida fino al 27 febbraio, poi non è più possibile ottenere la riduzione e si paga l'importo pieno previsto dal regolamento.

Pubblicato il: 8 giugno 2026 alle ore 13:19