L'Università di Padova con 91,2 punti (era 90,3 nella precedente edizione), l'Alma Mater di Bologna con 87,8 e la Luiss con 95,8 (prima tra le grandi non statali) restano ai vertici della classifica Censis università 2026/2027, presentata il 14 luglio 2026. Padova consolida per il terzo anno consecutivo la vetta tra i mega atenei statali. Sale in terza posizione tra i mega atenei la Sapienza di Roma (86,0), che scavalca l'Università di Pisa (85,5). La ventiseiesima edizione del ranking, curata dal Centro Studi Censis, conferma la geografia consolidata dei primi posti tra gli atenei statali con oltre 40mila iscritti, ma i dati sulle immatricolazioni raccontano un sistema che si muove a velocità molto diverse tra Nord, Centro e Sud.
Immatricolazioni in crescita, ma con divari territoriali
Negli ultimi dieci anni gli immatricolati agli atenei tradizionali sono cresciuti del 19,8%, secondo i dati provvisori dell'Anagrafe Nazionale degli Studenti Universitari - MUR citati nel rapporto. Nell'anno accademico 2025-2026 la variazione resta positiva allo 0,9%. Il segno più interessa tutte le aree del Paese, ma con intensità molto diverse. Gli atenei del Centro registrano un +2,3%, quelli del Nord-Ovest un +0,8%, del Nord-Est un +0,4%. Al Sud e nelle isole la crescita si ferma a +0,2%: circa undici volte inferiore rispetto agli atenei del Centro. Il differenziale territoriale non si riduce nemmeno nell'anno con la migliore performance nazionale del decennio, e resta uno dei tratti strutturali del sistema universitario italiano.
Cambia il profilo delle matricole
Cambia anche la composizione degli iscritti. Nell'anno accademico 2025-2026 i liceali rappresentano il 57,9% delle matricole, contro il 68,4% del 2015-2016: dieci punti in meno in un decennio. Del totale degli iscritti, il 28,6% proviene dal liceo scientifico. Sale al 7,3% la quota di diplomati degli istituti professionali (era il 5,5%) e al 6,7% quella degli studenti con diploma estero (era il 2,5%, quasi un terzo del valore attuale). Tra gli internazionali cresce soprattutto la componente africana, quasi raddoppiata dal 15,9% al 28,3%, mentre resta stabile intorno al 30% la quota asiatica. Nelle altre graduatorie confermano il vertice l'Università della Calabria tra i grandi atenei statali (91,7), Sassari tra i medi (93,2), Camerino tra i piccoli (95,3), il Politecnico di Milano tra i tecnici (unico ateneo a superare quota 100 punti, 100,8) e la Lumsa tra i medi atenei non statali (89,2).
Per famiglie e studenti in fase di orientamento, il ranking rende disponibili 70 graduatorie basate su oltre 960 variabili, con serie storiche consultabili per ogni indicatore. I dati provvisori dell'ANS pubblicati dal MUR fotografano un sistema che si allarga ma non riequilibra le distanze tra Nord, Centro e Mezzogiorno, e che nel decennio ha cambiato profondamente il profilo di chi arriva all'università italiana. Nell'anno accademico appena avviato il termine di paragone naturale per gli atenei sarà la capacità di intercettare i diplomati non liceali e gli studenti internazionali, oggi il segmento più dinamico della base.