Un neolaureato in ingegneria chimica guadagna in media 37.693 euro lordi l'anno, un neolaureato in medicina si ferma a 34.166 euro: 3.527 euro di differenza, quasi il 10% in meno. È il paradosso che emerge dall'ottava edizione dell'University Report dell'Osservatorio JobPricing, diffuso il 30 luglio 2026 e ripreso dalle principali testate italiane.
Il dato ribalta lo stereotipo del "medico ricco": nella fascia 25-34 anni, medicina è sotto la media nazionale dei laureati (34.445 euro), mentre in vetta si piazzano quasi tutte le lauree tecniche.
La classifica per corsi di laurea nei primi 10 anni
Il report analizza le retribuzioni annue lorde dei laureati tra i 25 e i 34 anni, cioè nella fase di ingresso e primo consolidamento professionale. Nelle prime posizioni compaiono solo ingegnerie e scienze economico-statistiche.
* Ingegneria chimica e dei materiali: 37.693 euro (+9,4% sulla media)
* Ingegneria meccanica, navale e aerospaziale: 37.334 euro (+8,4%)
* Ingegneria gestionale: 36.935 euro (+7,2%)
* Ingegneria nucleare: 36.927 euro (+7,2%)
* Ingegneria informatica ed elettronica: 36.562 euro (+6,1%)
* Scienze economiche: 36.246 euro (+5,2%)
* Scienze mediche: 34.166 euro (-0,8%)
Scienze storiche e filosofiche chiude la graduatoria con 32.049 euro (-7,0%). Ma il dato che colpisce è quello di medicina: una laurea considerata prestigiosa e selettiva finisce sotto la media, staccata di oltre 3.500 euro dalla vetta.
Perché medicina resta sotto la media tra i 25 e i 34 anni
La spiegazione non è nella domanda di lavoro, che per medicina è strutturalmente alta, ma nel percorso formativo. Dopo la laurea magistrale a ciclo unico (sei anni), la stragrande maggioranza dei medici affronta una scuola di specializzazione che dura tra i quattro e i cinque anni, durante i quali percepisce una borsa fissa.
Nel 2026 la borsa dello specializzando vale circa 1.700 euro netti al mese nei primi due anni e 1.795 euro dal terzo, con un aumento del 5% previsto dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024, n. 207). Le specializzazioni carenti come anestesia, medicina d'urgenza e geriatria arrivano a 1.895 euro netti. Non ci sono tredicesima, straordinari, indennità notturne.
Tradotto in RAL: uno specializzando resta tra i 25.000 e i 27.000 euro lordi l'anno fino a circa 30-31 anni. Solo dopo, con l'ingresso da strutturato nel Servizio Sanitario Nazionale o l'apertura della libera professione, gli stipendi crescono in modo netto. La fascia 25-34 del report cattura quindi tutti i medici ancora in specializzazione, e questo abbassa la media.
Cosa cambia dopo i 35 anni
Il divario cambia radicalmente con l'età. Chi ha una laurea guadagna il 21% in più di chi non l'ha nella fascia 25-34 anni, ma il gap sale al 49% dopo i 45 anni e tocca il +68% dopo i 55. Il ritorno economico del titolo si vede sul lungo periodo, non nel primo lavoro.
Il fenomeno è particolarmente marcato per le lauree specialistiche e per medicina: uno specialista SSN con 20 anni di anzianità supera stabilmente i 70.000 euro lordi, un primario oltre i 100.000. Ma per arrivarci servono almeno 10-12 anni oltre il diploma, contro i 5 di un ingegnere che entra subito in azienda.
I dati ISTAT sui livelli di istruzione e ritorni occupazionali confermano la dinamica sul piano occupazionale: nel 2024 il tasso di occupazione dei 25-64enni con titolo terziario è all'84,7%, contro il 74,0% dei diplomati e il 55,0% di chi ha al massimo la licenza media. E l'Italia resta penultima in Ue per quota di laureati adulti (22,3% contro il 36,1% della media Ue27).
Le università che pagano di più i neolaureati
La graduatoria per ateneo, sempre nella fascia 25-34, vede in testa la Bocconi con 42.007 euro (+22%), seguita da Politecnico di Milano (37.873 euro), Politecnico di Torino (37.649 euro), Cattolica del Sacro Cuore (37.606 euro) e Università di Parma (37.461 euro). L'unica pubblica del Sud in top 10 è Palermo, decima con 35.769 euro.
Il criterio che accomuna i primi posti è la specializzazione dell'offerta formativa: politecnici, business school, atenei con corsi tecnici e scientifici forti. Chi punta su medicina o discipline umanistiche resta indietro nei primi anni, indipendentemente dal prestigio dell'ateneo.
Per chi sta scegliendo il corso di laurea oggi il messaggio è duplice: l'ingegneria paga subito, medicina paga dopo. Il costo-opportunità di 10 anni tra laurea e specializzazione va messo in conto e a 30 anni può valere anche 100.000 euro di RAL cumulata in meno rispetto a un coetaneo entrato in un'azienda tecnica a 25.