Donne, Guerra e Narrazione: Il Valore del Racconto al Femminile all’Università Statale di Milano
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’Università degli Studi di Milano ospiterà un evento di rilevanza nazionale e culturale: un incontro dal titolo "Donne e guerra", che vedrà la partecipazione di Pegah Moshir Puhur e Widad Tamimi. Il dialogo, che si svolgerà il 9 marzo 2026 alle ore 18:30 nell’Aula Magna dell’ateneo, rappresenta per la comunità universitaria e per tutta la cittadinanza un’opportunità straordinaria per riflettere sulle sfide, le ferite e le responsabilità di raccontare i conflitti contemporanei dal punto di vista delle donne.
Indice dei paragrafi
1. Introduzione: il significato dell’evento 2. L’Università Statale di Milano e il suo ruolo culturale 3. Pegah Moshir Puhur e Widad Tamimi: voci di donne tra guerra e narrazione 4. Il valore della testimonianza femminile nei conflitti attuali 5. Donne, guerra e racconto: temi e prospettive dell’incontro 6. Marina Brambilla: la rettrice e l’impegno per una cultura inclusiva 7. La moderazione di Agnese Pini: giornalismo e responsabilità nel narrare i conflitti 8. Il contesto internazionale e locale: riflessioni sulla Giornata Internazionale della Donna 9. Impatto e rilevanza per la comunità accademica e cittadina 10. Conclusioni e prospettive future 11. Sintesi finale
1. Introduzione: il significato dell’evento
L’incontro "Donne e guerra, alla Statale di Milano l’incontro con Pegah Moshir Puhur e Widad Tamimi" non è solo un evento culturale, ma un’occasione di confronto serio e attualissimo sui temi dei conflitti e del ruolo delle donne nella società contemporanea. L’iniziativa, in calendario per il 9 marzo 2026, si inserisce all’interno degli eventi culturali di Milano per marzo 2026 e arricchisce il panorama delle riflessioni universitarie legate alla Giornata Internazionale della Donna. Quest’edizione, inoltre, pone l’accento sulla necessità di affrontare con consapevolezza la responsabilità di raccontare il dolore, l’impegno civile e le conseguenze dei conflitti attuali.
2. L’Università Statale di Milano e il suo ruolo culturale
L’Università degli Studi di Milano, una delle più prestigiose istituzioni accademiche italiane, continua nella sua missione di promozione della cultura, del confronto e della crescita civile. Eventi come "Donne e guerra" contribuiscono a rafforzare il legame tra accademia e territorio, favorendo la diffusione di pensiero critico ed esperienza diretta sulle dinamiche internazionali e locali. Aprendo le sue porte a relatrici e relatori di spicco, la Statale si conferma luogo privilegiato di incontri su temi cardine come i diritti umani, la pace e la dimensione di genere nelle crisi globali.
3. Pegah Moshir Puhur e Widad Tamimi: voci di donne tra guerra e narrazione
Le protagoniste dell’incontro sono due figure di grande rilievo nel panorama culturale nazionale e internazionale.
* Pegah Moshir Puhur: intellettuale, attivista e scrittrice, nota per il suo impegno nella promozione dei diritti umani e per il suo lavoro di narrazione sulle guerre e le conseguenze che queste hanno sulle donne. Attraverso le sue opere, Puhur offre uno sguardo lucido e intenso sulle ferite che i conflitti lasciano nella vita delle donne e sulle strategie di resilienza messe in atto.
* Widad Tamimi: scrittrice e voce autorevole sulle tematiche della memoria, dell’identità e del rapporto con la guerra. Tamimi porta avanti un dialogo tra culture e generazioni attraverso i suoi racconti, spesso intrecciati ai temi della diaspora e della narrazione al femminile.
La presenza di tali relatrici garantisce all’incontro una profondità interdisciplinare e una prospettiva veramente inclusiva, fondamentali per comprendere appieno il significato del racconto come atto di responsabilità civile.
4. Il valore della testimonianza femminile nei conflitti attuali
Parlare di donne e guerra, nel contesto delle università italiane, significa riconoscere il peso e la centralità delle testimonianze femminili nelle crisi attuali. Le guerre moderne non sono mai eventi lontani e circoscritti: colpiscono direttamente la società civile, stravolgono i ruoli, ridefiniscono relazioni e spazi della quotidianità. Le donne, spesso prime vittime dei conflitti ma anche protagoniste attive nei processi di pace e ricostruzione, portano in dote una narrazione specifica, troppo spesso marginalizzata nei media tradizionali e nei dibattiti pubblici.
Le storie raccolte e raccontate da Pegah Moshir Puhur e Widad Tamimi mostrano quanto i vissuti femminili siano fondamentali per comprendere la portata reale della guerra: dalla perdita alla resistenza, dalla cura al ruolo politico nei movimenti per la pace. Questi racconti rendono testimonianza non solo del dolore, ma anche della forza e della capacità di trasformazione insita nell’esperienza femminile.
5. Donne, guerra e racconto: temi e prospettive dell’incontro
L’incontro "Donne e guerra" verterà su alcuni macro-temi di grande attualità e complessità:
* La potenza delle parole nei conflitti: come il racconto può diventare uno strumento di resistenza e di consapevolezza collettiva. * Le ferite invisibili della guerra: il trauma, la memoria e la necessità di elaborare collettivamente il dolore. * La responsabilità civile di chi narra: giornalisti, scrittori, attivisti e cittadini sono chiamati a una narrazione etica e rispettosa dei vissuti. * La specificità dell’esperienza femminile nei conflitti: il ruolo delle donne oltre gli stereotipi di vittima o pacificatrice, come soggetti storici agenti di cambiamento.
La discussione permetterà di affrontare queste tematiche da molteplici prospettive, valorizzando la multidisciplinarità dell’approccio universitario e l’urgenza di una riflessione più ampia nella società contemporanea.
6. Marina Brambilla: la rettrice e l’impegno per una cultura inclusiva
Ad aprire la serata sarà Marina Brambilla, rettrice dell’Università degli Studi di Milano. Il suo intervento darà un segnale importante di attenzione da parte dell’ateneo alle tematiche di genere e di inclusione, sottolineando come solo attraverso una conoscenza condivisa e multidisciplinare si possano costruire società più giuste e consapevoli. La sua presenza rappresenta anche il riconoscimento istituzionale della necessità di affrontare i temi dei conflitti e della narrazione al femminile all’interno dell’università, spazio tradizionale di elaborazione del pensiero critico.
L’impegno della rettrice Brambilla nell’organizzazione e nella promozione di tali eventi segna una continuità nella volontà dell’università di essere non solo luogo di studio, ma anche di partecipazione attiva al dibattito cittadino, nazionale e globale. La sua azione mira a rendere sempre più inclusivi gli spazi e le occasioni di confronto, offrendo agli studenti e alle studentesse fisiche e simboliche opportunità di crescita.
7. La moderazione di Agnese Pini: giornalismo e responsabilità nel narrare i conflitti
Modererà il dialogo Agnese Pini, giornalista di esperienza e profonda conoscitrice dei linguaggi contemporanei. La figura della moderatrice è centrale nell’equilibrare le posizioni, stimolare il dibattito e salvaguardare la delicatezza dei temi trattati. Nel mondo della comunicazione odierna, la responsabilità di chi narra e la capacità di dare spazio alle voci silenziate sono aspetti cruciali.
La moderazione di Pini assicurerà agli interventi ritmo, coerenza e attenzione alle specificità personali delle ospiti, stimolando nei presenti un ascolto attivo e una riflessione critica sul ruolo della narrazione, specie quando riguarda esperienze di marginalità, sofferenza e lotta. La presenza di una moderatrice esperta come Agnese Pini è anche garanzia di qualità e profondità per un evento che aspira a tracciare nuovi percorsi di consapevolezza e impegno civile.
8. Il contesto internazionale e locale: riflessioni sulla Giornata Internazionale della Donna
La Giornata Internazionale della Donna rappresenta ogni anno un momento di sintesi tra memoria storica e impegno civile. Nel 2026, la ricorrenza assume particolare valore alla luce dei conflitti contemporanei che vedono le donne in prima linea sia come vittime che come agenti di trasformazione. In Italia, eventi come quello organizzato dall’Università Statale di Milano richiamano all’importanza di mantenere sempre alta l’attenzione sull’uguaglianza di genere, sui diritti civili e sull’inclusione.
A livello locale, Milano si conferma così capitale del dibattito culturale e sociale, città che accoglie e valorizza il contributo delle donne nella narrazione pubblica. Il legame tra l’evento e la città è testimoniato anche dalla scelta dell’Aula Magna dell’Università, luogo simbolo della cultura milanese, come cornice di un dialogo destinato a lasciare segno profondo nella memoria collettiva cittadina.
9. Impatto e rilevanza per la comunità accademica e cittadina
L’incontro con Pegah Moshir Puhur e Widad Tamimi avrà sicuramente un impatto rilevante all’interno della comunità universitaria. L’ateneo, attraverso questo appuntamento, si apre al territorio e invita cittadine e cittadini a confrontarsi, insieme a studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, su questioni urgenti che toccano la società globale.
Di particolare interesse è la possibilità, per le nuove generazioni, di incontrare modelli di impegno e di studio che valorizzano la dimensione internazionale e la prospettiva di genere, elementi sempre più richiesti nel percorso di formazione personale e professionale. Uno degli obiettivi principali di eventi simili è stimolare la partecipazione attiva, offrendo strumenti utili di comprensione e azione nel quotidiano.
La Statale di Milano intende così confermare la propria funzione sociale e culturale, promuovendo una cittadinanza davvero responsabile e consapevole delle sfide, dei rischi e delle opportunità del nostro tempo.
10. Conclusioni e prospettive future
La serata del 9 marzo 2026 si preannuncia come un momento di alto spessore umano e intellettuale, capace di lasciare una traccia duratura nell’immaginario accademico e cittadino. Il valore aggiunto dell’incontro risiede nella pluralità dei contributi e nella concretezza delle esperienze, che potranno fornire stimoli per ulteriori approfondimenti, ricerche e forme di attivismo.
Guardando al futuro, l’auspicio è che il dialogo tra Pegah Moshir Puhur, Widad Tamimi e la comunità della Statale possa divenire fonte di ispirazione per nuove iniziative. La narrazione delle donne nei conflitti, oltre ad arricchire il dibattito culturale, è un tassello imprescindibile per la costruzione di una società più equa e inclusiva.
11. Sintesi finale
L’incontro "Donne e guerra" organizzato dall’Università degli Studi di Milano per la Giornata Internazionale della Donna 2026 rappresenta un appuntamento di rilievo per la città, la comunità accademica e tutto il paese. Grazie all’apporto di figure di spicco come Pegah Moshir Puhur, Widad Tamimi, la rettrice Marina Brambilla e la giornalista moderatrice Agnese Pini, saranno affrontati temi cruciali come la responsabilità della narrazione, il trauma della guerra e la centralità delle donne nei processi di cambiamento.
L’evento invita cittadini e cittadine a partecipare in prima persona alla riflessione, proponendo un momento di condivisione, memoria e indagine critica, affinché il racconto delle donne sia riconosciuto come patrimonio di tutti e base per un futuro più giusto e pacifico.