Sommario
* Il quadro emerso dai 324.000 test di accesso * Comprensione del testo: il punto debole degli aspiranti universitari * Orientamento universitario: chi decide e come si sceglie * Il TOLC come bussola: quando il test di ingresso diventa strumento di consapevolezza
Il quadro emerso dai 324.000 test di accesso
La seconda edizione di _Orientarsi al Futuro_, svoltasi il 15 aprile 2025, ha restituito una fotografia preoccupante della preparazione con cui gli studenti italiani si affacciano al mondo universitario. Il CISIA, il consorzio che riunisce 63 università statali e gestisce lo sviluppo dei TOLC, i test online più diffusi per l'accesso ai corsi di laurea, ha analizzato i risultati di 324.000 prove sostenute nel 2025, mettendo in evidenza un trend che non può essere ignorato: nel triennio considerato, i punteggi sono mediamente in calo. Non si tratta di una flessione circoscritta a una singola disciplina o a un'area geografica, ma di un fenomeno trasversale che attraversa quasi tutte le aree del sapere. Le uniche eccezioni riguardano i TOLC per i corsi di ingegneria, psicologia e biologia, dove i risultati hanno tenuto o mostrato segnali di stabilità. Giorgio Filippi, responsabile divulgazione del consorzio, ha illustrato i numeri con dovizia di dettagli, tracciando un quadro che ha alimentato un dibattito serrato tra i rappresentanti delle principali istituzioni accademiche e ministeriali italiane. La giornata, moderata dal giornalista Eugenio Bruno de _Il Sole 24 Ore_, ha visto la partecipazione di figure di primo piano provenienti da ANVUR, MUR, CUN, CNSU, MIM e CRUI, a testimonianza di quanto il tema sia percepito come urgente e strategico per il sistema Paese.
Comprensione del testo: il punto debole degli aspiranti universitari
Il dato che ha catalizzato maggiore attenzione è quello relativo alla comprensione del testo in lingua italiana. Tra il 2024 e il 2025, le prove che misurano questa competenza hanno registrato un arretramento significativo, presente in maniera più o meno uniforme in tutti i TOLC somministrati. Non si parla di grammatica o sintassi in senso stretto, ma della capacità di leggere un testo, estrarne il significato, coglierne le sfumature. Una competenza fondamentale, trasversale a qualsiasi percorso di studio. Il campanello d'allarme è stato raccolto dalla tavola rotonda con toni diversi ma con una preoccupazione condivisa. Marilena Maniaci di ANVUR e Valentina Cataldi del MUR hanno sottolineato la necessità di interventi coordinati tra scuola e università. Paolo Vincenzo Pedone del CUN ha richiamato l'attenzione sulla qualità della didattica, mentre Francesca Carbone del MIM ha evidenziato come il problema nasca ben prima dell'iscrizione universitaria. Giovanni Betta, in rappresentanza del CISIA, ha chiuso con parole nette: _"La situazione va gestita ed è necessario fare scelte strategiche sul futuro dell'istruzione universitaria"_. Laura Ramaciotti, presidente della CRUI, ha ribadito nel suo intervento conclusivo che il dialogo tra istituzioni non può più essere occasionale, ma deve tradursi in politiche concrete e misurabili nel tempo.
Orientamento universitario: chi decide e come si sceglie
La seconda parte della giornata ha spostato il fuoco sull'orientamento, un terreno su cui il CISIA opera da anni con progetti diffusi su scala nazionale. Piero Salatino, della commissione scientifica _Orientazione_, e Maria del Mar Huerta Moran, responsabile orientamento del consorzio, hanno presentato i risultati del sondaggio "Orientarsi dopo la scuola", a cui hanno risposto oltre 3.500 studenti da tutta Italia. I numeri parlano chiaro. Il 76,7% degli intervistati dichiara di aver ascoltato i consigli di familiari o amici per orientare la propria scelta, confermando il dato già emerso l'anno precedente. Meno incisivo, invece, il ruolo dei docenti scolastici nella dinamica decisionale, con una distinzione interessante: gli insegnanti di materie scientifiche risultano più influenti rispetto a quelli di discipline umanistiche. Le motivazioni alla base della scelta restano stabili, dominate dall'amore per le materie e dalla speranza di trovare il lavoro desiderato. Gli open day universitari si confermano lo strumento più efficace per raccordare aspettative e offerta formativa, permettendo agli studenti di scegliere con maggiore consapevolezza. Chi già frequenta un corso di laurea esprime una soddisfazione diffusa per la scelta compiuta. L'unica nota dolente riguarda la burocrazia universitaria, indicata come l'aspetto più ostico dell'esperienza accademica.
Il TOLC come bussola: quando il test di ingresso diventa strumento di consapevolezza
Un dato particolarmente significativo emerge dall'incrocio tra orientamento e test di accesso. Gli studenti che affermano di aver maturato la propria scelta anche grazie al TOLC, sostenendolo già al penultimo anno di scuola superiore, si dichiarano più soddisfatti del corso di laurea intrapreso. Il test, nato come strumento di selezione, sta assumendo progressivamente una funzione diversa e complementare: quella di bussola orientativa, capace di aiutare ragazze e ragazzi a comprendere le proprie attitudini prima ancora di formalizzare l'iscrizione. Questa evidenza rafforza la tesi, sostenuta dal CISIA e condivisa da diversi relatori della giornata, secondo cui orientarsi non significa semplicemente raccogliere informazioni sui corsi disponibili. Significa innanzitutto capire sé stessi, le proprie inclinazioni, i propri punti di forza e le aree di fragilità. Significa anche comprendere come funziona l'università, quali competenze richiede, quali scenari professionali apre. L'evidenza complessiva restituita da Orientarsi al Futuro 2026 è duplice. Da un lato, un sistema formativo che mostra crepe nella preparazione di base, con la comprensione del testo come spia di un disagio più profondo. Dall'altro, la conferma che quando gli strumenti di orientamento vengono utilizzati in modo precoce e strutturato, le scelte risultano più solide, più centrate e più gratificanti. La sfida, ora, è trasformare queste evidenze in azioni sistemiche.