L'Università Campus Bio-Medico di Roma sale al secondo posto tra i piccoli atenei non statali nella classifica Censis 2026/2027, con 92,4 punti complessivi: 5,6 in più rispetto agli 86,8 della scorsa edizione. Nella top 3 di categoria la Libera Università di Bolzano resta prima con 95,8 punti, mentre la Liuc-Università Cattaneo scende al terzo posto con 90,6 punti. La categoria raggruppa gli atenei privati con un numero di iscritti contenuto ed è tradizionalmente dominata dagli atenei del Nord.
Dove è cresciuta di più
Il salto più marcato riguarda le strutture, passate da 83 a 100 punti: diciassette punti in più in un solo anno, il miglioramento più significativo tra tutti gli indicatori valutati per il Campus Bio-Medico. È un risultato che riflette gli investimenti degli ultimi anni su spazi didattici, laboratori di ricerca e servizi per la vita universitaria.
Cresce anche l'area comunicazione e servizi digitali, che sale da 92 a 98 punti e colloca l'Ateneo tra i migliori della categoria per strumenti di orientamento, informazione e supporto rivolti a studenti e famiglie. Nell'indicatore dedicato a borse di studio e interventi a favore degli studenti il Campus Bio-Medico è primo tra i piccoli non statali con 87 punti, sei in più rispetto all'edizione 2025/2026.
Nei servizi agli studenti l'Ateneo raggiunge 105 punti, secondo miglior risultato della categoria, indicatore che pesa sull'accompagnamento durante l'intero percorso universitario. La Classifica Censis delle università italiane 2026/2027, giunta alla ventiseiesima edizione, valuta gli atenei su diritto allo studio, servizi, strutture, comunicazione digitale e internazionalizzazione, e per gli statali anche sull'occupabilità dei laureati.
Le reazioni dell'ateneo
Il rettore Rocco Papalia legge i dati come «una fotografia che va oltre il posizionamento», riconoscendo il contributo di docenti, personale tecnico amministrativo, ricercatori e studenti nella qualità della formazione e nell'attenzione alla persona. Il presidente Carlo Tosti parla di conferma di un modello universitario che «mette al centro la persona» e interpreta la formazione come servizio alla società, con un dialogo tra sapere scientifico, innovazione e cura.
L'amministratore delegato e direttore generale Andrea Rossi collega i risultati agli investimenti sviluppati negli ultimi anni e li inquadra dentro il Piano Strategico 2026-2030 dell'Ateneo, con focus su qualità dell'esperienza universitaria, innovazione, internazionalizzazione e servizi agli studenti. La programmazione prevede un consolidamento nei prossimi anni sugli stessi indicatori che oggi hanno spinto la crescita del punteggio complessivo.
Con questa scalata l'Ateneo romano torna nella parte alta del podio dopo il terzo posto della scorsa edizione e si posiziona come principale antagonista di Bolzano, distante ora 3,4 punti dal vertice della categoria. Per studenti e famiglie in fase di orientamento significa un riferimento in più tra gli atenei privati del centro-sud, in una graduatoria storicamente dominata dagli atenei del Nord. Il prossimo confronto sarà l'edizione 2027/2028 della classifica Censis, primo termometro utile dopo l'avvio del nuovo Piano Strategico dell'Ateneo.