Il ministro dell'Università Anna Maria Bernini rivendica a Montesilvano i numeri della riforma di medicina, annunciando che dopo il primo semestre l'80% degli studenti iscritti è rimasto all'università, pur non tutti nella facoltà scelta inizialmente. La dichiarazione è arrivata a margine della festa nazionale di Forza Italia Giovani, in provincia di Pescara, ed è stata pronunciata in risposta alle contestazioni sui social sulla riforma.
Dal test d'ingresso al semestre aperto
La riforma introdotta lo scorso anno accademico ha sostituito il numero chiuso ex ante con un semestre iniziale aperto: 60mila studenti hanno potuto iscriversi e seguire per sei mesi lezioni gratuite su una piattaforma dedicata prima di misurarsi con gli esami. Il primo filtro selettivo è stato spostato dopo la sessione invernale di gennaio, ribaltando la sequenza tra ammissione e prova.
Secondo Bernini, al vecchio test selettivo entrava solo il 10% degli studenti, mentre con il nuovo assetto entrano tutti e alla fine del semestre l'80% è rimasto dentro l'università. Chi non ha superato le prove per medicina si è potuto iscrivere ad altre facoltà a febbraio, portando con sé i crediti formativi già maturati durante il semestre, senza perdere l'anno accademico.
Sul fronte dei posti, la ministra ha rivendicato la crescita dell'offerta pubblica: dal 2022 i posti disponibili per medicina sono cresciuti da 11mila a 27mila, con la nuova offerta concentrata negli atenei pubblici. Il numero di posti nel privato è passato da circa mille a cinquemila. Bernini ha invitato a consultare le graduatorie pubblicate dalle università e dal ministero come verifica del dato.
Posti letto: superato il target Pnrr
Sull'housing universitario, il ministero rivendica il superamento del target del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Bernini indica 63.220 posti letto realizzati grazie ai fondi Pnrr, ai quali si aggiungono 10mila posti attivati in cofinanziamento tra atenei e ministero, per un totale di 73.220 unità immesse sul mercato dal 2022.
Il confronto proposto dalla ministra è con i 40mila posti letto creati nei 25 anni precedenti al Piano di ripresa e resilienza. Bernini ha richiamato le proteste degli studenti con le tende contro il caro affitti dello scorso anno, definendo non un'offerta immobiliare le locazioni da 600 euro al mese per otto metri quadrati, e ha collegato la nuova disponibilità alla progressiva riduzione della pressione sul mercato locativo delle città universitarie. La ministra ha sostenuto che l'aumento dell'offerta abbassa il valore degli immobili, rendendo gli affitti più accessibili anche per famiglie e lavoratori non universitari.
Il bando resterà attivo fino alla fine del 2027 e sarà affiancato da ulteriori fondi già accantonati per aumentare i posti letto negli anni successivi. La ministra ha aggiunto che le nuove strutture nasceranno in gran parte dal recupero di immobili dismessi nei centri urbani, con l'obiettivo dichiarato di servire tutte le città universitarie, comprese le sedi degli atenei minori.