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Regno Unito in Erasmus+ dal 2027: dopo il -50% degli iscritti italiani

Il Regno Unito rientra in Erasmus+ dal 1° gennaio 2027 con sconto del 30%. Ma le iscrizioni italiane nelle università UK sono già scese del 50%.

Alyn Smith, nuovo ministro scozzese per innovazione, tecnologia e istruzione terziaria, ha aperto il proprio mandato alla conferenza EAIE di Glasgow con un impegno preciso: la Scozia vuole restare dentro Erasmus+ oltre il primo anno di rientro del Regno Unito, fissato per il 1° gennaio 2027.

L'accordo Erasmus Regno Unito firmato ad aprile 2026 e i suoi limiti

L'intesa tra Londra e Bruxelles è stata siglata il 15 aprile 2026 e riporta il Regno Unito dentro Erasmus+ dopo sei anni di assenza. Il contributo britannico per l'anno accademico 2027/28 sarà di 570 milioni di sterline, con uno sconto del 30% sul tasso di contribuzione standard negoziato dal governo Starmer. Il Comunicato del governo britannico sull'accordo Erasmus+ 2027 indica il British Council come National Agency, dopo aver gestito tra il 2014 e il 2020 oltre 8.000 progetti con 580.000 partecipanti e circa 1,1 miliardi di euro assegnati.

Il primo anno vedrà oltre 100.000 beneficiari britannici tra studenti, apprendisti, gruppi scolastici e organizzazioni. Smith, ex europarlamentare e a sua volta ex studente Erasmus, ha però messo in guardia dal palco EAIE sul fatto che l'accordo copre inizialmente un solo ciclo: la Scozia, ha spiegato il ministro, vuole essere presente in ogni anno del programma e non solo nel 2027/28, quando si aprirà anche il negoziato sul prossimo quadro finanziario pluriennale europeo.

Il conto italiano della Brexit: iscritti dimezzati in un anno

Il rientro Erasmus Regno Unito arriva su un mercato radicalmente diverso da quello del 2020. Le Statistiche HESA sugli studenti nell'higher education UK registrano un crollo del 50,1% delle iscrizioni italiane al primo anno delle università britanniche tra l'anno accademico 2020/21 e il 2021/22: da 6.220 a 3.105 nuovi studenti dall'Italia in dodici mesi. È la caduta più netta tra i primi dieci paesi UE di provenienza, tutti in flessione dopo la perdita dello status di 'home student' per gli europei.

La ragione è economica e diretta. Dal 2021 gli studenti italiani nelle università britanniche pagano rette internazionali, che nei corsi umanistici oscillano tra 15.000 e 25.000 sterline all'anno e superano 30.000 sterline nelle scuole di medicina e nei corsi STEM di prestigio. Prima della Brexit, gli iscritti UE beneficiavano delle stesse tuition dei residenti britannici: 9.250 sterline in Inghilterra e zero in Scozia, dove il governo di Edimburgo copriva integralmente il costo dell'undergraduate anche per gli europei. La fine del regime gratuito è stata decisa dal governo scozzese il 9 luglio 2020 e applicata alle coorti iscritte dal 2021/22.

Anche il flusso Erasmus in entrata verso il Regno Unito si è azzerato. Nel 2018/19, ultimo anno pieno di partecipazione al programma, i soli atenei scozzesi ospitavano 2.755 studenti Erasmus inbound: un flusso che il piano sostitutivo Turing Scheme, che verrà chiuso dopo l'anno accademico 2026/27, non ha replicato perché quasi interamente indirizzato all'outbound britannico.

Cosa cambia in concreto per gli studenti italiani dal 2027

Chi vorrà passare un semestre a Edimburgo, Glasgow o in altri atenei del Regno Unito partirà con le regole già collaudate del programma: iscrizione mantenuta presso l'ateneo italiano, pagamento delle sole tasse in Italia, riconoscimento dei crediti al rientro e una borsa Erasmus mensile a copertura parziale delle spese di vitto e alloggio. Le rette britanniche piene, oggi il vero deterrente per un'iscrizione all'intero corso di laurea, non si applicheranno al periodo di mobilità.

Il calendario, però, richiede pazienza. Il 2027 sarà l'anno del primo bando con partecipazione britannica formalizzata, dopo la conferma del British Council come agenzia nazionale che la Commissione Europea perfezionerà entro fine 2026. Le università italiane potranno aprire le selezioni per l'anno accademico 2027/28 solo dopo la firma o il rinnovo degli accordi interistituzionali con i singoli atenei del Regno Unito: un processo che nel primo anno partirà con volumi ridotti rispetto ai livelli pre-Brexit.

Il primo semestre utile per una partenza verso il Regno Unito sarà quello autunnale del 2027/28: i bandi degli atenei italiani sono attesi tra autunno 2026 e primavera 2027.

Pubblicato il: 11 settembre 2026 alle ore 15:21