Nel Mezzogiorno gli iscritti di età compresa tra 18 e 21 anni agli atenei telematici crescono del 30,9% nell'anno accademico 2025/2026 rispetto al precedente, dieci punti sopra la media nazionale della stessa fascia, ferma al +20,8%. Il dato è contenuto nell'elaborazione dell'Osservatorio del Polo Italiano Formazione Lavoro, diffusa all'avvio dell'anno accademico 2026/2027 su un campione di circa 3.500 studenti.
Il divario territoriale che si riduce
La forbice tra Sud e resto del Paese è la variazione più marcata del rapporto. La formazione online, secondo l'Osservatorio, sta ampliando l'accesso agli studi in aree in cui la mobilità universitaria pesa in modo consistente sul bilancio familiare. Fino a pochi anni fa la modalità telematica veniva scelta soprattutto da lavoratori adulti e professionisti che intendevano completare o aggiornare il titolo; l'anno accademico in corso mostra invece un ingresso strutturale dei neodiplomati nella fascia 18-21 anni, con una progressione che si concentra nelle regioni meridionali.
Il presidente Francesco Genovese descrive gli atenei digitali come una scelta sempre più consapevole tra chi ha appena finito le superiori, non più una soluzione alternativa: le università telematiche, spiega, stanno abbattendo le barriere geografiche e ampliando le opportunità concrete di accesso agli studi. Le università telematiche riconosciute dal decreto ministeriale del 17 aprile 2003 figurano nell'Elenco MUR delle università non statali legalmente riconosciute. Le rilevazioni del Polo si concentrano su questo perimetro autorizzato, escludendo l'offerta non accreditata.
Donne nelle Stem e discipline creative in crescita
La rilevazione registra un incremento del 74,3% delle iscrizioni femminili nei percorsi Stem rispetto all'anno accademico 2024/2025. La componente di genere, storicamente sotto rappresentata nelle facoltà scientifiche e tecnologiche, avanza quindi in modo netto anche nella modalità online, in linea con il fabbisogno di competenze richieste dal mercato del lavoro. Cresce parallelamente l'area di Arte, Design e Turismo, con un +15,4% sull'anno precedente, a conferma che la platea non è più concentrata solo sui percorsi economico-giuridici tradizionalmente prevalenti nell'offerta a distanza.
L'impatto territoriale del Polo, misurato sul totale degli iscritti provenienti dai territori di riferimento, passa dal 10,8% al 13,9% in dodici mesi, un aumento di oltre tre punti percentuali. L'Osservatorio precisa che il campione non copre l'intero universo degli iscritti agli atenei telematici italiani ma rappresenta il bacino monitorato dalla rete Polo, che raggruppa realtà attive nell'orientamento e nella formazione lavoro rivolte prevalentemente al Mezzogiorno.
Per il post-diploma di chi risiede lontano da un capoluogo universitario, il dato conferma l'ingresso stabile della modalità digitale nel ventaglio ordinario di scelta, non più residuale rispetto alla frequenza in presenza. Il prossimo riscontro utile arriverà con le immatricolazioni consolidate al termine del semestre autunnale, quando gli atenei depositeranno i totali sul portale ministeriale e sarà possibile leggere il trend sull'intera platea nazionale, oltre il perimetro del campione del Polo.