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Visita fiscale docenti: perché il settore pubblico è nel mirino INPS

Scuola al 39,6% del pubblico impiego: con i nuovi controlli INPS 2026, ecco gli orari per i docenti e le sanzioni per chi manca alla visita fiscale.

Con 16,5 milioni di certificati di malattia nel primo semestre del 2025, un aumento del 5% sul 2024, l'INPS ha deciso di stringere le maglie: più medici ispettori, una nuova piattaforma digitale per le richieste e fasce orarie di reperibilità uniformate tra settore pubblico e privato. Per i docenti le fasce non cambiano. Quello che aumenta è la frequenza e la velocità dei controlli.

Le fasce di reperibilità restano 10-12 e 17-19

Per il personale scolastico, nulla di nuovo sugli orari: anche nel 2026, le visite fiscali si svolgono dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, ogni giorno compresi sabato, domenica e festivi. Queste fasce erano già applicate al pubblico impiego prima dell'uniformazione prevista dalla Legge di Bilancio 2025.

La novità dell'anno riguarda il settore privato, finalmente allineato alle stesse fasce orarie. Dal 2026 non esiste più una distinzione tra dipendenti pubblici e privati: tutti devono essere reperibili nei medesimi orari. Il cambiamento recepisce orientamenti giurisprudenziali che avevano già superato la precedente differenziazione tra categorie.

Restano valide le esenzioni documentate: visite mediche programmate, accertamenti sanitari, patologie gravi, terapie salvavita, invalidità riconosciute e infortuni sul lavoro. In questi casi l'assenza durante le fasce di reperibilità è giustificata, ma richiede documentazione da presentare entro le successive 24 ore.

La scuola: il 39,6% del pubblico, con più assenze nel 2025

Il dato che spiega perché i docenti sono esposti ai nuovi controlli viene dall'Osservatorio INPS tutela della malattia - primo semestre 2025: la scuola concentra il 39,6% dei dipendenti pubblici italiani, circa 1,5 milioni di persone su 3,7 milioni totali. È la categoria più numerosa del pubblico impiego, seguita dalla sanità (20%) e dalle amministrazioni locali (14,9%).

Nel primo trimestre del 2025, il settore pubblico ha registrato 10,1 milioni di giornate di malattia, con un incremento del +10,5% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un tasso superiore al settore privato, che nello stesso trimestre ha segnato +7,3%.

Con questi numeri, l'INPS ha giustificato il potenziamento del sistema ispettivo: più medici incaricati, procedure accelerate da strumenti digitali e una piattaforma integrata nella PDND che permetterà anche alle scuole di richiedere controlli domiciliari in tempi più rapidi. Le visite potranno essere disposte sistematicamente, anche in modo ripetuto nel corso della stessa malattia.

Cosa rischia un docente che non risponde

Le conseguenze di un'assenza ingiustificata alla visita fiscale sono economicamente rilevanti e progressive. Alla prima assenza non giustificata, il docente perde il 100% della retribuzione per i primi 10 giorni di calendario dall'inizio della malattia.

Alla seconda assenza la perdita scende al 50% dell'indennità per il periodo residuo della stessa malattia. Alla terza assenza, l'intero trattamento economico viene sospeso fino alla fine della prognosi. A queste conseguenze economiche si aggiungono possibili procedimenti disciplinari, che nei casi più gravi o reiterati possono arrivare al licenziamento.

L'assenza rileva anche se il medico trova il lavoratore fuori casa: non è sufficiente essere raggiungibili al telefono, occorre essere fisicamente presenti all'indirizzo comunicato. In caso contrario, la visita viene registrata come andata a vuoto e il docente deve giustificarsi con documentazione nelle ore successive.

Le stesse regole si applicano ai docenti con incarico a tempo determinato, compresi quelli che operano tramite le graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) 2025: le assenze ingiustificate hanno lo stesso peso disciplinare ed economico dei colleghi di ruolo.

Chi rientra prima della scadenza della prognosi deve comunicare la guarigione al dirigente scolastico, per evitare che i controlli continuino a essere programmati. Con il nuovo sistema digitale che velocizza le richieste, la finestra tra la disposizione del controllo e la visita si accorcia: essere a casa nelle fasce di reperibilità non è più solo un obbligo formale, ma una necessità pratica.

Pubblicato il: 26 maggio 2026 alle ore 15:27