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Viaggi d’istruzione e responsabilità dei docenti: l’allarme del Coordinamento Diritti Umani tra diritti negati e precarietà contrattuale

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani denuncia criticità sulla gestione dei viaggi d’istruzione: carichi di responsabilità, mancanza di tutele giuridiche e retributive, e una contrattazione collettiva da rivedere.

Viaggi d’istruzione e responsabilità dei docenti: l’allarme del Coordinamento Diritti Umani tra diritti negati e precarietà contrattuale

Indice

1. Introduzione 2. L’allarme sistemico sollevato dal Coordinamento Docenti Diritti Umani 3. Le prestazioni non obbligatorie dei docenti nei viaggi d’istruzione 4. Responsabilità giuridica dei docenti accompagnatori: un quadro complesso 5. Riflessioni sulla sospensione delle attività extrascolastiche 6. Contratto collettivo e tutele: le richieste del Coordinamento 7. Implicazioni retributive e diritto alla giusta remunerazione 8. Proposte e possibili soluzioni 9. Conclusioni e prospettive future

Introduzione

I viaggi d’istruzione e le attività extrascolastiche rappresentano da sempre una delle esperienze formative più significative per il mondo della scuola italiana. Tuttavia, negli ultimi anni, diversi fattori hanno contribuito a una progressiva sospensione di tali attività, soprattutto negli istituti di scuola media superiore. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ha recentemente acceso i riflettori su una situazione definita come “allarme sistemico”, segnalando gravi criticità nel rapporto di lavoro dei docenti chiamati a ricoprire il ruolo di accompagnatori in viaggi e uscite scolastiche.

L’articolo intende analizzare, con un taglio rigorosamente informativo e puntuale, le problematiche relative alle responsabilità giuridiche dei docenti nei viaggi d’istruzione, agli obblighi e ai diritti dei docenti accompagnatori, e alle proposte di adeguamento del contratto collettivo nazionale per garantire una maggiore tutele e giusto riconoscimento economico a chi presta servizi aggiuntivi non obbligatori.

L’allarme sistemico sollevato dal Coordinamento Docenti Diritti Umani

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, voce autorevole impegnata nella tutela dei diritti all’interno degli ambienti scolastici, ha recentemente diffuso una nota pubblica in cui si affronta la questione delle prestazioni aggiuntive richieste ai docenti nei viaggi d’istruzione e nelle attività extrascolastiche. L’espressione “allarme sistemico” utilizzata dal Coordinamento non è casuale: si evidenzia una criticità di natura strutturale che rischia di compromettere la qualità stessa dell’offerta formativa e, soprattutto, le condizioni di lavoro degli insegnanti.

I fattori che concorrono a questo quadro di crisi sono molteplici: assenza di obbligatorietà formale per alcune prestazioni_, _responsabilità personali e patrimoniali crescenti in contesti esterni alla scuola, remunerazione spesso non congrua rispetto all’impegno richiesto. La questione è tanto più urgente alla luce delle numerose segnalazioni di sospensione dei viaggi d’istruzione in molte scuole sul territorio nazionale, con ripercussioni anche sugli studenti e sulla funzione educativa della scuola.

Le prestazioni non obbligatorie dei docenti nei viaggi d’istruzione

La normativa vigente distingue in modo molto chiaro tra compiti obbligatori dei docenti e mansioni aggiuntive. Accompagnare una classe in viaggio d’istruzione o in attività extrascolastiche _non è una prestazione obbligatoria_, secondo quanto ribadito dal Coordinamento. La scelta di partecipare come docente accompagnatore è sempre su base volontaria.

Questa distinzione, apparentemente formale, ha enormi ricadute pratiche. Infatti, gli insegnanti si trovano spesso sotto la pressione morale delle famiglie e della dirigenza scolastica, oppure costretti da un clima generale che considera il viaggio d’istruzione come parte integrante dell’offerta educativa, a farsi carico di oneri aggiuntivi.

In assenza di una obbligatorietà giuridica, la partecipazione ai viaggi d’istruzione dovrebbe essere sempre oggetto di contrattazione chiara, sia in termini di remunerazione dei viaggi d’istruzione che di tutela legale dei docenti accompagnatori.

Responsabilità giuridica dei docenti accompagnatori: un quadro complesso

Uno degli aspetti più critici, sottolineato dal Coordinamento, riguarda la responsabilità giuridica dei docenti durante le uscite didattiche e i viaggi d’istruzione. Mentre all’interno del perimetro scolastico vigono regole chiare in materia di vigilanza e di sicurezza, nei contesti esterni l’insegnante accompagnatore è chiamato a rispondere civilmente e penalmente per eventuali incidenti o incidenti occorsi agli studenti.

Occorre sottolineare alcuni punti chiave:

* La responsabilità giuridica dei docenti nei viaggi d’istruzione si estende a tutti i momenti della giornata e non si limita all’orario scolastico canonico. * La tutela assicurativa spesso non copre integralmente i rischi legati a contesti esterni, esponendo i docenti a potenziali rivalse patrimoniali. * In caso di incidenti, la giurisprudenza si mostra spesso molto severa con i docenti accompagnatori, causando un effetto dissuasivo rispetto alla partecipazione volontaria.

Queste criticità sono ben note agli addetti ai lavori e rappresentano uno dei principali motivi alla base della crescente _sospensione delle attività extrascolastiche nella scuola italiana_.

Riflessioni sulla sospensione delle attività extrascolastiche

La decisione di sospendere viaggi d’istruzione, uscite sul territorio e attività integrative non è soltanto una misura difensiva da parte dei docenti, ma una vera e propria spia di un disagio che riguarda l’intero sistema scuola. Le iniziative extracurricolari arricchiscono il percorso scolastico dei ragazzi, favorendo la socializzazione, la conoscenza del territorio e l’apprendimento esperienziale.

Tuttavia, l’assenza di tutele giuridiche specifiche e di un chiaro riconoscimento dei carichi di lavoro aggiuntivi rischia di trasformare queste opportunità didattiche in fonti di stress e di esposizione a rischi per il personale docente. La remunerazione dei viaggi d’istruzione e l’adeguamento del contratto collettivo nazionale dei docenti sono dunque elementi non più rimandabili.

Contratto collettivo e tutele: le richieste del Coordinamento

Alla luce di tale quadro, il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani ha formulato alcune proposte concrete che mirano a colmare l’attuale vuoto normativo e garantire un corretto equilibrio tra diritti e doveri. Le principali richieste possono essere così sintetizzate:

* Inserimento esplicito delle prestazioni non obbligatorie dei docenti (accompagnamento viaggi d’istruzione e uscite) tra le attività oggetto di contrattazione integrativa a livello di istituto. * Riconoscimento della specificità della responsabilità giuridica nei viaggi d’istruzione, con adeguata copertura assicurativa e garanzie patrimoniali. * Revisione del profilo retributivo per i docenti accompagnatori, con un compenso congruo e proporzionato alla durata e alle responsabilità dell’attività svolta. * Implementazione di percorsi formativi obbligatori per docenti accompagnatori su sicurezza, primo soccorso e gestione delle emergenze.

Questi punti rappresentano, secondo la posizione del Coordinamento, condizioni imprescindibili per la ripresa in sicurezza di attività che recano valore formativo ma che, nella situazione attuale, espongono i docenti a rischi eccessivi e a un evidente disagio professionale.

Implicazioni retributive e diritto alla giusta remunerazione

Il tema della remunerazione dei viaggi d’istruzione è considerato essenziale dal Coordinamento e trova ampio riscontro tra gli addetti ai lavori. Oggi, il compenso previsto per i docenti accompagnatori è spesso occasionale, non riconosciuto come vero e proprio lavoro aggiuntivo, oppure gestito attraverso fondi di istituto o progetti PON quando disponibili.

In questo contesto si assiste a distorsioni che minano l’equità e l’efficacia del sistema:

* Diversità di trattamento retributivo da scuola a scuola, a seconda delle risorse disponibili o della lungimiranza della dirigenza scolastica. * Mancanza di trasparenza nella definizione dei criteri di assegnazione del compenso. * Inadeguatezza delle somme corrisposte rispetto al reale impegno richiesto dal ruolo, specie in caso di viaggi prolungati o con classi numerose.

Secondo quanto riportano diverse testimonianze raccolte nelle scuole secondarie di secondo grado, la carenza di tutele e la remunerazione non proporzionata stanno spingendo un numero crescente di docenti a rifiutare l’incarico di accompagnatore, con le ovvie ripercussioni sul funzionamento dell’attività didattica.

Proposte e possibili soluzioni

In uno scenario così complesso, appaiono urgenti proposte innovative e concrete per garantire una ripresa responsabile e sicura delle attività extrascolastiche:

1. Adeguare il contratto collettivo nazionale dei docenti inserendo una sezione dedicata ai viaggi di istruzione e alle attività extrascolastiche, ove siano definite responsabilità, tutele giuridiche e criteri retributivi trasparenti. 2. _Introdurre una polizza assicurativa obbligatoria estesa a tutela dei docenti accompagnatori_, coprendo anche i rischi patrimoniali legati a contesti esterni. 3. Implementare un fondo nazionale di sostegno per le scuole che intendano investire in attività extracurricolari, vincolando parte delle risorse all’adeguata retribuzione dei docenti coinvolti. 4. Favorire la formazione specifica dei docenti designati come accompagnatori, anche in collaborazione con enti locali o organizzazioni dedicate alla sicurezza dei minori.

Queste misure, adottate in modo organico ed integrato, potranno restituire dignità alla funzione del docente accompagnatore, eliminando quelle disparità che attualmente penalizzano sia gli insegnanti sia gli studenti.

Conclusioni e prospettive future

In conclusione, la situazione evidenziata dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani riguarda un nodo irrisolto della scuola italiana: quello del rapporto tra _responsabilità giuridica dei docenti nei viaggi d’istruzione_, _diritti e obblighi dei docenti accompagnatori_, e una _contrattazione collettiva insufficiente a governare la complessità delle nuove sfide scolastiche_.

La sospensione delle attività extrascolastiche non deve essere letta solo come un segnale di disagio, ma come il sintomo di una crisi profonda del sistema. È interesse di tutto il mondo della scuola – studenti, famiglie, docenti, dirigenti e istituzioni – restituire valore e sicurezza a un’esperienza didattica fondamentale come i viaggi d’istruzione, garantendo pari diritti, giuste tutele legali e un riconoscimento economico commisurato all’impegno richiesto.

La riforma del contratto collettivo dei docenti della scuola, la definizione di nuove cornici normative e l’attuazione di misure di sostegno concrete sono passi indispensabili per superare un “allarme sistemico” che, se inascoltato, rischia di compromettere non solo il ruolo professionale dei docenti, ma la stessa qualità dell’educazione scolastica.

Pubblicato il: 24 gennaio 2026 alle ore 13:27