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Un'ora di filosofia alle medie: la proposta Scicolone e la P4C

La petizione di Raffaele Scicolone chiede filosofia alle scuole medie. Ma dal 1991 esiste già la P4C e le Nuove Indicazioni 2025 hanno scelto il latino.

Un'ora settimanale di filosofia nelle scuole medie italiane, sul modello tedesco. La propone Raffaele Scicolone, insegnante, con una petizione su Change.org lanciata il 12 settembre 2026 dopo il ritorno in classe. La proposta arriva a otto mesi dall'entrata in vigore delle Nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo, che sul terreno del pensiero critico hanno scelto un'altra strada.

La petizione: filosofia per imparare a fare domande

Scicolone parte da una diagnosi generazionale: gli adolescenti sono esposti quotidianamente a una massa di informazioni, immagini e opinioni su social e piattaforme digitali, ma non sempre hanno gli strumenti per distinguerle, valutarle e contestarle. La filosofia, scrive il promotore, non serve a produrre piccoli accademici a undici o dodici anni. Serve a offrire uno spazio in cui ascoltare un'opinione diversa senza considerarla un nemico, distinguere un fatto da un'opinione, riconoscere una contraddizione, cambiare idea se emergono nuovi elementi.

La petizione cita esplicitamente il modello tedesco, dove nella Sekundarstufe I l'insegnamento di Ethik o Philosophie è previsto in molti Länder come materia curricolare, spesso in alternativa alla religione. La richiesta è che qualcosa di analogo entri anche nella scuola media italiana, un'ora alla settimana. Il testo è circolato dopo il rilancio della Tecnica della Scuola del 15 settembre 2026: al momento le firme sono ancora poche, ma il tema riapre un dibattito che nel nostro sistema torna ciclicamente da almeno vent'anni.

Filosofia alle medie c'è già dal 1991: si chiama P4C

Il primo dato che la proposta non menziona è che un'ora di filosofia alle medie in Italia esiste già, anche se fuori dal curricolo obbligatorio. Si chiama Philosophy for Children, la metodologia ideata negli anni Settanta dal filosofo statunitense Matthew Lipman e portata nel nostro Paese dal 1991 dal Centro di Ricerca sull'Indagine Filosofica (CRIF). Il modello prevede un'ora settimanale di filosofia dalle ultime classi della primaria fino a tutti e tre gli anni della secondaria di primo grado, in forma di comunità di ricerca: si parte da una domanda, un racconto, un problema, e i ragazzi argomentano fra loro. Le scuole medie coinvolte in decenni di sperimentazione vanno da Bergamo a Casoria, da Genova a Merate. Restano però singole esperienze d'istituto, non un insegnamento generalizzato.

Il secondo dato è che il Ministero, sul pensiero critico alla scuola media, si è appena mosso, ma in una direzione diversa. Le Nuove Indicazioni Nazionali per la scuola dell'infanzia e il primo ciclo, approvate col decreto ministeriale 221 del 9 dicembre 2025 e pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 27 gennaio 2026, entrano in vigore dall'anno scolastico 2026-2027. Nel testo depositato sul sito del MIM compare una nuova disciplina, il Latino per l'educazione linguistica (LEL), pensata in forma opzionale alle medie come strumento di precisione del pensiero, analisi sintattica e ragionamento. Accanto arrivano più informatica e una prima alfabetizzazione all'intelligenza artificiale. La filosofia, come materia autonoma, non c'è.

Il vero nodo è nel quadro orario

Qualsiasi nuova materia alle medie sbatte contro un vincolo di ferro: il monte ore. Il DPR 89 del 20 marzo 2009 fissa in 30 ore settimanali (990 annue) l'orario ordinario della secondaria di primo grado, elevabile a 36 o 40 con il tempo prolungato. Aggiungere un'ora settimanale di filosofia significa toglierla a qualcos'altro o ampliare il calendario. Esiste però una scorciatoia normativa che il dibattito pubblico ignora quasi sempre: il Regolamento sull'autonomia scolastica del 1999 consente a ogni istituto di riservare fino al 20% del monte ore complessivo per rafforzare insegnamenti esistenti o attivarne di nuovi legati al proprio Piano triennale dell'offerta formativa. È una leva usata poco e male.

Tradotto in pratica, un collegio docenti oggi può già deliberare un modulo di filosofia dentro l'orario ordinario, senza attendere una riforma nazionale. La petizione di Change.org fa da cassa di risonanza, ma la partita si gioca nei collegi, non solo al MIM.

Pubblicato il: 15 settembre 2026 alle ore 13:36