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Trenta scuole Elkann in trent'anni: cosa manca al patrimonio italiano

Elkann rivendica 30 scuole ricostruite in 30 anni. Sono lo 0,08% degli edifici italiani, il 59% senza agibilità: servono 4,4 miliardi PNRR.

John Elkann rivendica trenta scuole costruite o ricostruite dalla sua famiglia in trent'anni. Nello stesso arco di tempo il patrimonio scolastico italiano è passato da 40.151 a 39.351 edifici pubblici, oltre la metà dei quali oggi ancora senza certificato di agibilità.

L'annuncio all'apertura dell'anno scolastico

All'inaugurazione dell'anno scolastico ad Amatrice, accanto al presidente Sergio Mattarella, il presidente della Fondazione Agnelli ha rilanciato il ruolo della sua famiglia nell'edilizia scolastica: «Negli ultimi trent'anni, tra le attività delle nostre fondazioni e delle nostre società, abbiamo costruito o ricostruito trenta scuole solo in Italia». Elkann ha promosso il metodo scientifico come chiave per affrontare le grandi trasformazioni tecnologiche, citando il progetto Scintillab che avvicina gli studenti delle elementari alle materie STEM con esperimenti pratici in classe.

Nella stessa intervista Elkann cita Eduscopio, la piattaforma di orientamento della Fondazione Agnelli, sostenendo che «sei famiglie italiane su dieci» la usino per scegliere la scuola dopo le medie. La statistica non compare nel comunicato ufficiale sull'edizione 2025, che parla invece di circa 3 milioni di utenti totali dal 2014 e di 1.355.000 diplomati analizzati per l'ultima classifica.

Trenta scuole su 39.351: quanto pesa il contributo privato

Il dato va letto in scala. L'Anagrafe nazionale dell'edilizia scolastica del Ministero dell'Istruzione, aggiornata all'anno scolastico 2024/2025, censisce 39.351 edifici scolastici attivi. Le trenta scuole ricostruite dalla filiera Agnelli-Ferrari in trent'anni valgono lo 0,076% del patrimonio, meno di una scuola all'anno su tutto il territorio nazionale.

Nello stesso periodo il XXIV Rapporto di Cittadinanzattiva ha fotografato la voragine strutturale. Il 59% degli edifici è privo del certificato di agibilità, il 58% non ha la certificazione antincendio, il 42% non ha il collaudo statico. Il 44% si trova in zona sismica elevata e solo il 4% ha ricevuto un adeguamento antisismico. Tra settembre 2025 e agosto 2026 si sono contati 68 crolli e 12 feriti negli edifici scolastici, dato in crescita rispetto al biennio precedente.

Il confronto con il PNRR mostra la scala che servirebbe alla scuola pubblica. Il piano di sostituzione degli edifici scolastici finanzia circa 195 nuove scuole con 1 miliardo di euro, mentre l'intero pacchetto istruzione del piano arriva a 12,1 miliardi complessivi, come ricordato dal ministro Zangrillo in Parlamento. Trent'anni di attività filantropica di una singola famiglia valgono meno di un decimo di ciò che il piano pubblico prevede di realizzare in cinque anni.

Cosa cambia per dirigenti, famiglie e territori

Per un dirigente scolastico la lezione operativa è duplice. La prima: le donazioni private, quando arrivano, coprono singoli casi simbolici e non risolvono la manutenzione ordinaria, che resta a carico dei Comuni proprietari degli edifici. La seconda: le famiglie tendono a dare per scontato il ruolo dei privati e a sottovalutare l'indicatore di sicurezza dell'edificio, che pesa più della facciata rifatta.

Per le famiglie il dato utile è l'anagrafe MIM aperta: consente di verificare, edificio per edificio, se la scuola scelta ha certificato di agibilità, adeguamento antisismico e certificazione antincendio. Sul fronte orientamento, la nuova edizione di Eduscopio resta lo strumento gratuito più consultato basato sui risultati dei diplomati. L'autonomia scolastica prevista dal DPR 275/1999 resta il quadro in cui le singole scuole possono valorizzare progetti come Scintillab o come il programma UNICEF sui diritti dell'infanzia che coinvolge oltre mille scuole, ma senza un investimento pubblico strutturale sull'edilizia il margine di manovra resta corto.

Le trenta scuole di Elkann restano un contributo prezioso e replicabile per i territori colpiti da sismi e disastri. Diventano una risposta al problema strutturale solo se accompagnate dai 4,4 miliardi del piano di messa in sicurezza del PNRR e dai fondi comunali per la manutenzione ordinaria, che restano l'anello debole della catena.

Pubblicato il: 24 settembre 2026 alle ore 15:20