Per entrare gratis in un museo statale, a un docente la tessera AT verde non serve. Basta un foglio su carta intestata della scuola, firmato dal dirigente, che attesti l'incarico. La tessera personale di riconoscimento, il documento decennale riservato al personale di ruolo, è altra cosa e non è il pass culturale che molti immaginano.
Cos'è la tessera AT e chi può richiederla
La card è disciplinata dal DPR 28 luglio 1967, n. 851 e dal DPR 28 dicembre 2000, n. 445. L'articolo 1 del DPR 851 stabilisce che spetta ai dipendenti civili dello Stato "di ruolo e non di ruolo", ai militari e ai pensionati. Nella scuola, però, la prassi amministrativa degli Uffici Scolastici Territoriali la riconosce solo al personale di ruolo, ai pensionati e ai loro familiari. Il modello verde (AT) identifica il dipendente, quello celeste (BT) i familiari conviventi.
La validità è decennale per i maggiorenni, quinquennale fino ai 18 anni, triennale per i bambini fino ai 3 anni. Il documento vale ai fini dell'identità personale a tutti gli effetti civili e, in base al DPR 851, può essere usato anche per riscuotere mandati di pagamento e vaglia postali statali entro determinati limiti. Una funzione concreta, ma non quella di ticket museale.
Per i musei statali il documento vero è un altro
L'accesso gratuito dei docenti ai musei, alle aree archeologiche e ai complessi monumentali statali è regolato dal decreto interministeriale MiBACT-MIUR del 19 febbraio 2014, successivamente modificato dal decreto Franceschini n. 111 del 14 aprile 2016 e reso operativo dalla nota ministeriale del 20 marzo 2017. Il beneficio vale per tutto il personale docente, di ruolo e con contratto a tempo determinato, come specifica la pagina MIM sull'ingresso gratuito dei docenti ai musei.
Per usufruirne basta presentare in biglietteria due cose: un'attestazione della scuola su carta intestata, firmata dal dirigente, che riporti dati anagrafici, qualifica e tipo di contratto del docente; un documento d'identità qualunque (carta d'identità, patente o passaporto). Per i docenti di ruolo l'attestazione non scade fino al trasferimento; per i supplenti vale per la durata dell'incarico e va rifatta a ogni nuova nomina.
La tessera AT, quindi, può fungere da documento d'identità in biglietteria ma non sostituisce l'attestazione del dirigente, che è il vero requisito. Senza quel foglio l'ingresso non è gratuito, tessera o non tessera. Il decreto del 2014 lascia inoltre fuori dalla gratuità le mostre temporanee e gli eventuali diritti di prenotazione: gli sconti per eventi speciali vanno verificati caso per caso. L'unica categoria esplicitamente esclusa dal beneficio strutturale è quella del personale ATA e dei dirigenti scolastici, come ricorda l'elenco delle agevolazioni del Ministero della Cultura.
I precari restano fuori da metà del beneficio
Per l'anno scolastico 2025/2026 il Ministero dell'Istruzione ha annunciato 41mila nuove assunzioni a tempo indeterminato e la conferma di circa 58mila supplenti di sostegno, su una platea complessiva di docenti precari stimata oltre le 200mila unità tra annuali e fino al termine delle attività. Tutti questi insegnanti rientrano nel diritto all'ingresso gratuito nei musei statali, perché il decreto del 2014 li equipara ai colleghi di ruolo. Ma nessuno di loro può ottenere la tessera AT, che dal 1967 dovrebbe spettare anche al "personale non di ruolo" secondo il DPR 851.
La conseguenza pratica è che, dopo dieci o più anni di supplenze, un docente precario non ha alcun documento di servizio rilasciato dallo Stato. Deve continuare a richiedere attestazioni alla scuola ogni volta che serve dimostrare lo status, per i musei come per le tutele su graduatorie interne e diritti di docenti e ATA. La normativa europea sul divieto di discriminazione tra lavoratori a termine e a tempo indeterminato (direttiva 1999/70/CE) suggerisce che la prassi avrà vita corta, ma per ora il muro amministrativo regge. Il personale ATA resta invece tagliato fuori del tutto: né tessera AT, né ingresso gratuito ai musei, dato che il decreto del 2014 cita solo il personale docente.
Per richiedere la card il personale di ruolo deve rivolgersi al proprio Ufficio Scolastico Territoriale, che pubblica modulistica e istruzioni dedicate. Per i musei, però, conviene partire dall'attestazione del dirigente: è più rapida, vale anche per i supplenti, e basta un passaggio in segreteria.