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Terzo sciopero generale di maggio nella scuola: si ferma il 29

Sciopero generale venerdì 29 maggio nella scuola, terzo di maggio 2026. Dati ARAN: -9,2% di potere d'acquisto in 9 anni. Cosa fare prima di venerdì.

Venerdì 29 maggio la scuola si ferma ancora. Il personale scolastico - docenti, ATA, dirigenti - è coinvolto nel terzo sciopero generale di maggio 2026: una frequenza senza precedenti in un singolo mese, dopo le astensioni del 6-7 e del 15-16 maggio. A proclamare la mobilitazione per l'intera giornata: CUB, ADL Varese, SGB, SI Cobas e USI CIT, con l'adesione di USI 1912, SBN, CUB PI e FI-SI. La scuola è parte di uno stop che riguarda tutti i settori pubblici e privati, ma resta uno dei più visibili per l'impatto diretto sulle famiglie e sulla gestione degli istituti.

Chi ha proclamato lo sciopero del 29 maggio e le richieste

Il avviso ufficiale pubblicato dal MIM il 22 maggio 2026 conferma che la sospensione del lavoro interessa l'intero Comparto e Area Istruzione e Ricerca - settore scuola, da docenti e personale ATA fino ai dirigenti scolastici di ogni ordine e grado, per l'intera giornata dalle 00:01 alle 23:59. Lo sciopero è aperto a tutti i profili del comparto, senza esclusioni per ruolo o tipologia di contratto.

Le rivendicazioni delle sigle promotrici puntano su quattro fronti: salario minimo a 12 euro l'ora, reintroduzione della scala mobile per agganciare automaticamente i salari all'inflazione, contrasto alla precarietà lavorativa e maggiori investimenti in scuola, sanità e trasporto pubblico. Come già nello sciopero nazionale del 7 maggio contro prove INVALSI e Indicazioni Nazionali, le sigle di base portano al tavolo della protesta anche temi di politica di bilancio e scelte di spesa pubblica nazionale.

Il dato ARAN che spiega la sequenza degli scioperi

La radice economica di questa sequenza di scioperi è documentata dall'ARAN. Dal 2016 al 2025, l'inflazione cumulata nel comparto Istruzione e Ricerca ha raggiunto il 22,6%, mentre gli aumenti salariali negoziati si sono fermati al 13,4%. La differenza - 9,2 punti percentuali - è pubblicata dall'Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni: non da un sindacato, ma dalla stessa istituzione che rappresenta lo Stato nelle trattative contrattuali. Un dato che difficilmente può essere contestato da entrambe le parti.

Il calcolo pratico: su uno stipendio netto di 1.700 euro mensili - la retribuzione tipica di un docente di ruolo nella scuola secondaria - quella percentuale equivale a circa 156 euro al mese di potere d'acquisto perso, ovvero oltre 1.800 euro l'anno che i rinnovi contrattuali non hanno recuperato. Non si tratta di mancati aumenti, ma di salario reale già eroso e non restituito. I Cobas avevano già sollecitato il personale scolastico a mobilitarsi contro le stesse problematiche salariali; il 29 maggio la stessa rivendicazione entra in uno sciopero generale a più sigle, con una base più ampia.

Il rinnovo contrattuale è in corso: la trattativa sulla parte normativa del CCNL 2025-2027 è aperta dal 26 maggio. Quanto la parte economica riuscirà a colmare quella forbice di 9,2 punti - e con quali tempi - definirà le basi delle relazioni nel settore per i prossimi anni scolastici.

Cosa devono fare famiglie e studenti

Per famiglie e studenti, il riferimento sono le comunicazioni dei singoli istituti scolastici, che per norma devono informare il personale e le famiglie prima della giornata di sciopero, rispettando la normativa sui servizi pubblici essenziali. Il canale da monitorare è il sito istituzionale o il registro elettronico del proprio istituto. In caso di adesioni elevate, alcune scuole potrebbero non garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche per l'intera giornata.

Le percentuali di partecipazione effettiva saranno rese pubbliche dal Ministero nei giorni successivi alla giornata. I dati definitivi del MIM sull'adesione allo sciopero del 4 aprile 2025 mostrano come le percentuali varino sensibilmente tra ordini di scuola e tra regioni: il Ministero li pubblica distinti per scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado, con dettaglio regionale. Dati analoghi saranno disponibili nelle settimane successive al 29 maggio.

I dati di adesione al 29 maggio saranno consultabili sul Cruscotto Scioperi della PA nelle settimane successive. Fino ad allora, la forbice tra inflazione e stipendi certificata dall'ARAN resta il principale motore di un ciclo di proteste che, al ritmo di maggio 2026, ha già toccato la scuola tre volte in un solo mese.

Pubblicato il: 27 maggio 2026 alle ore 08:47