Il 21 maggio 2026, con l'Intesa Stato-Regioni (repertorio n. 69/CSR), il Governo ha adottato il Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031. Il documento, frutto di un accordo tra il Governo, tutte le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, riconosce la scuola come "setting strategico" per la promozione della salute. Il piano punta su un programma specifico, "Scuole che Promuovono Salute", con interventi sulla ristorazione scolastica, sulla qualità dell'aria nelle aule e sullo sviluppo delle competenze individuali. L'intenzione è corretta. Ma i dati dell'ISS mostrano che il problema che il piano vuole affrontare è già strutturale, geograficamente polarizzato e sostanzialmente fermo da dieci anni.
Un plateau che dura dal 2014
La sorveglianza OKkio alla Salute 2023 dell'ISS, condotta su oltre 46.000 bambini e bambine delle terze classi primarie, restituisce questo quadro: il 19% dei bambini di 8-9 anni è in sovrappeso e il 9,8% è obeso, incluso il 2,6% con obesità grave. I maschi registrano valori di obesità leggermente superiori alle femmine (10,3% vs 9,4%). Il trend, però, è la notizia più rilevante: dal 2014 ad oggi i valori di obesità oscillano senza mai scendere significativamente. Quasi un decennio senza progressi reali.
L'iniziativa COSI (Childhood Obesity Surveillance Initiative) dell'OMS, che misura il sovrappeso nei bambini di 7-9 anni in tutta Europa, colloca l'Italia costantemente tra le nazioni con i valori più elevati di eccesso ponderale, insieme ad altri Paesi dell'area mediterranea. Un posizionamento rimasto invariato nelle ultime tre rilevazioni, nonostante i Piani Nazionali della Prevenzione si siano succeduti dal 2005 a oggi.
Il divario geografico: Campania al 43,2%, Alto Adige al 15,3%
I dati regionali dell'OKkio alla Salute 2023 rendono visibile ciò che la media nazionale nasconde. In Campania, la prevalenza combinata di sovrappeso e obesità nei bambini di terza elementare arriva al 43,2%: quasi 1 su 2. Nella Provincia Autonoma di Bolzano, la stessa misura è al 15,3%. Il divario sull'obesità pura è ancora più netto: 18,6% vs 3,3%, un rapporto di quasi 6 a 1.
L'ISS collega direttamente le prevalenze più alte alle famiglie in condizioni socioeconomiche più svantaggiate. Campania, Molise, Calabria e Basilicata guidano la classifica dell'eccesso ponderale infantile. Il confronto con i Piani Nazionali della Prevenzione precedenti, che avevano obiettivi analoghi, suggerisce che senza criteri espliciti di allocazione prioritaria per le aree critiche il divario geografico non si chiude.
Cosa prevede il Piano Nazionale della Prevenzione per le scuole
Il Programma Predefinito 1 del PNP 2026-2031, "Scuole che Promuovono Salute", interviene sulla ristorazione scolastica (dieta mediterranea e sale iodato per contrastare l'obesità), sulla qualità dell'aria indoor nelle aule, sul contrasto alle dipendenze comportamentali e sul benessere mentale. Per i PCTO, il piano prevede che gli studenti ricevano le stesse tutele dei lavoratori in materia di sicurezza sul lavoro. La governance richiede accordi tra Ministero della Salute, Ministero dell'Istruzione e del Merito, Regioni, Uffici Scolastici Regionali e ASL.
L'ISS ha attivato un minisito dedicato alla salute e al benessere scolastico, punto di riferimento operativo per le scuole che aderiscono alla rete SPS. Lo strumento è già operativo. Il nodo cruciale è la traduzione a livello regionale: i Piani Regionali della Prevenzione, che ogni Regione dovrà adottare entro il 2026, determineranno se le risorse arriveranno dove il problema è più acuto.
Il PNP 2026-2031 parte da basi scientifiche solide: la connessione tra salute e rendimento scolastico è confermata dalle evidenze. Ma i numeri del 2023 mettono in fila due sfide concrete che il piano dovrà affrontare esplicitamente: rompere un plateau decennale sull'obesità infantile e colmare un divario regionale che vale quasi 6 a 1 sull'obesità pura. Il successo dipenderà dalla capacità di concentrare le risorse nelle aree dove il problema è più grave.