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Tabella crediti scolastici 2026: il triennio che vale fino al 40% del voto

Tabella A del Dlgs 62/2017 e regola del nove in condotta. Tra Calabria e Lombardia il divario di lodi è oltre cinque a uno.

Il credito scolastico vale fino a 40 punti su 100 alla Maturità 2026, calcolati nel triennio finale e applicati con la Tabella A del Dlgs 62/2017. Lo stesso impianto normativo produce però risultati territoriali molto diversi: in Calabria il 6,1% degli studenti esce con 100 e lode, in Lombardia solo l'1,1%.

Come si compone il voto: 60 per le prove, 40 per il triennio

All'esame di Stato lo studente parte già con un punteggio in tasca. Il voto finale in centesimi è la somma di due blocchi: 60 punti per le tre prove (20 per la prima scritta, 20 per la seconda, 20 per il colloquio) e 40 punti di credito accumulato negli ultimi tre anni. Il credito non è una variabile minore: vale quanto due intere prove d'esame. È un cambio di paradigma rispetto al passato, quando il triennio pesava solo 25 punti su 100.

Tabella A: media voti e fasce di credito

L'attribuzione segue una griglia stretta. Per ogni anno il consiglio di classe assegna un punteggio in una fascia determinata dalla media dei voti. Al quinto anno una media oltre il 7 vale 11-12 punti, oltre l'8 sale a 13-14, oltre il 9 arriva al massimo di 14-15. Il terzo anno vale fino a 12 punti, il quarto fino a 13, il quinto fino a 15. La fascia è fissa, i punti minimo-massimo pure: non si esce dal range previsto dalla Tabella A del credito scolastico - MIM. Per chi al quinto anno parte con una media inferiore al 6 la fascia base è 7-8 punti, unica eccezione al meccanismo standard.

Comportamento e PCTO: cosa decide tra minimo e massimo della fascia

Dentro ogni fascia c'è uno scarto di un punto e la differenza tra prendere il minimo o il massimo dipende da regole esplicite. Il punteggio più alto può essere attribuito solo se il voto di comportamento è pari o superiore a nove decimi. Chi resta a otto o sette in condotta, anche con una media buona, prende il minimo della fascia. Pesano poi le esperienze di formazione scuola-lavoro, ex PCTO, valutate dall'intero consiglio di classe, religione cattolica e attività alternative incluse. Il Decreto legislativo 62 del 2017 in Gazzetta Ufficiale fissa anche questa partecipazione piena alla decisione finale.

Calabria 6,1%, Lombardia 1,1%: stesso sistema, esiti opposti

Sulla carta la Tabella A è uguale dappertutto. I dati MIM sulla Maturità 2025 raccontano qualcosa di diverso. Calabria al 6,1% di studenti con 100 e lode, Puglia al 5,5%, Sicilia 4,7%, Campania 4,0% con 2.898 lodi in valore assoluto. Sul lato opposto Lombardia all'1,1% (782 lodi), Piemonte 1,4%, Veneto 1,3%, Valle d'Aosta 0,3%. Il rapporto tra Calabria e Lombardia supera il cinque a uno.

Il quadro si rovescia guardando il voto minimo: il 60/100 tocca il 6,8% dei diplomati in Lombardia, il 6,4% in Liguria, il 6,0% in Veneto, mentre Calabria si ferma al 2,9%, Puglia al 3,0%, Campania al 3,3%. Lo stesso paradosso compare nei risultati INVALSI: le competenze massime in italiano e matematica si concentrano nelle regioni del Nord, ma il Sud porta a casa più lodi alla Maturità.

Il nodo è la discrezionalità con cui ogni consiglio di classe applica la stessa griglia. La soglia del nove in condotta è una valutazione del collegio, così come il peso dei PCTO o di una media a un decimale sopra la fascia. Una voce che vale fino al 40% del voto finale, lasciata a un'applicazione territoriale così divergente, è uno dei punti che il nuovo sistema di valutazione per i dirigenti scolastici voluto dal ministro Valditara dovrà toccare, dopo lo stop seguito al decreto sulla valutazione dei dirigenti del 2017.

Per lo studente del quinto anno la conseguenza è concreta: senza un nove in condotta il massimo della fascia non arriva, e una media a un decimale sopra la soglia può valere due punti in più al diploma. Lo scrutinio finale chiude i giochi prima ancora che inizino le prove.

Pubblicato il: 10 giugno 2026 alle ore 16:48