Le scuole hanno 32 giorni per completare l'aggiornamento dell'Anagrafe Nazionale degli Studenti sul portale SIDI: dal 24 settembre 2026, con l'apertura della Fase A, al 26 ottobre 2026, termine ultimo per statali e paritarie. La cornice operativa è fissata dalla Circolare MIM n. 6170 del 24 settembre 2026, che introduce un cronoprogramma più compresso rispetto allo scorso anno e allinea le scadenze alla riapertura della piattaforma Unica prevista per il 14 ottobre.
Il cronoprogramma su SIDI, fase per fase
L'accesso alle funzioni resta nell'area "Gestione Alunni" del SIDI e il ministero ha diviso l'avvio in due momenti consecutivi. La Fase A, attiva dal 24 settembre, chiede ai dirigenti di definire l'architettura di base dell'istituto: sedi, sezioni, tempi scuola, indirizzi e quadri orari. Per gli indirizzi professionali resta facoltativa la caratterizzazione con codici ATECO e il collegamento a Settori Economico Professionali (SEP) e Nomenclatura delle Unità Professionali (NUP), coerente con il PTOF.
La Fase B parte il 28 settembre e riguarda la comunicazione dei dati anagrafici e della posizione scolastica dei frequentanti. Prima di attivarla occorre passare per la sezione "Utilità" e scegliere una sola modalità operativa tra due alternative esclusive.
La finestra si accorcia: sei giorni in meno rispetto al 2025
Il confronto con la nota ministeriale sull'aggiornamento 2025/2026 è puntuale: un anno fa le scuole avevano dal 16 settembre al 24 ottobre 2025 per completare l'operazione, cioè 38 giorni; questa volta ne restano 32. Sei giorni in meno, praticamente una settimana operativa, e con una novità che riduce ulteriormente lo spazio di manovra.
La Fase A e la Fase B non partono più insieme: tra l'apertura delle funzioni sulla struttura di base e quella sui dati alunni corrono quattro giorni. Chi aveva l'abitudine di lavorare in parallelo su sezioni e frequentanti deve rivedere il flusso di segreteria, perché senza le sedi definite in SIDI il pacchetto locale non trasmette. Il vincolo diventa stringente per gli istituti comprensivi con molti plessi e per le secondarie di secondo grado con più indirizzi, dove la sola configurazione dei quadri orari richiede giorni di lavoro tecnico.
Chi è a capo di una scuola può trarne una conseguenza pratica: la Fase A va chiusa entro i primi giorni di ottobre per lasciare almeno tre settimane utili alla trasmissione delle frequenze. Sullo sfondo restano gli altri adempimenti tecnici che segnano l'anno scolastico, dal varo delle nuove Indicazioni per il primo ciclo all'apertura degli oltre duecento nuovi plessi finanziati dal PNRR.
AscoltaMI, contributo paritarie e piattaforma Unica
L'anticipo della Fase B al 28 settembre non è una scelta gratuita: il ministero l'ha collegata alla riapertura della piattaforma Unica, programmata per il 14 ottobre 2026. Solo con l'anagrafica aggiornata studenti e famiglie potranno accedere ai servizi collegati, a partire dallo sportello psicologico gratuito "AscoltaMI", riattivato per l'a.s. 2026/2027 dal decreto ministeriale 30 marzo 2026, n. 56. Sulla stessa piattaforma corre anche la richiesta di accesso al contributo per le famiglie che iscrivono i figli alle scuole paritarie, nei termini fissati dalla nota MIM 4107 del 21 settembre 2026.
Restano poi le partizioni ordinarie, che vanno aggiornate senza soluzione di continuità: assenze mensili per primaria e secondaria, sezione "Certificazioni/Attività" per la costruzione del Curriculum dello Studente, aggiornamento dei fascicoli degli alunni con disabilità nella partizione riservata (D.M. 162/2016) per le sole scuole statali. Anche i plessi senza studenti devono passare per la "Dichiarazione previsione frequenze", pena la mancata chiusura formale dell'avvio.
Non è un semplice adempimento tecnico: la correttezza dei dati incide su servizi sensibili, dalle richieste di supporto psicologico alle scelte di orientamento veicolate da Unica, e si somma alle nuove attenzioni educative introdotte nel decreto Valditara sul rispetto. Le segreterie che vogliono arrivare al 26 ottobre senza affanno hanno una sola strada: chiudere la Fase A prima che scada l'ultima settimana di settembre e usare i primi dieci giorni di ottobre per far girare la sincronizzazione con il pacchetto locale.