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Sei su dieci rinunciano al sonno a maggio: la circolare non basta

A un anno dalla circolare Valditara, sei su dieci dormono meno di 8 ore a maggio. Il divario di genere è il dato che manca al dibattito.

Con la maturità 2026 alle porte, sei studenti su dieci rinunciano al sonno a maggio per tenere il passo con le verifiche: è il dato che emerge da un sondaggio di Skuola.net su oltre 2.000 studenti delle superiori. Non si tratta di stanchezza stagionale: per più del 40% degli intervistati la privazione del riposo si protrae per buona parte dell'anno scolastico. L'immagine che ha fatto il giro dei social - ragazzi addormentati sui materassini durante educazione fisica - è diventata il simbolo di una condizione che i numeri già documentano da tempo.

Il sondaggio: non è solo maggio

Il sondaggio restituisce tre categorie di studenti. Il 20% concentra la privazione del sonno nell'ultimo mese prima degli scrutini, quando i docenti accelerano per completare il registro voti. Più del 40% convive con il sonno ridotto durante tutto l'anno scolastico. L'OMS raccomanda 8-10 ore di sonno per i ragazzi tra 14 e 17 anni: dormire 4-5 ore per prepararsi a un'interrogazione del giorno successivo non è un'eccezione, ma la norma per una parte consistente degli studenti delle superiori.

Sotto i post sui social il commento più condiviso è diretto: "I professori si ricordano tutti insieme a maggio di non avere abbastanza voti per chiudere il quadrimestre". Il tema non è nuovo: coinvolge la pianificazione delle attività di verifica nel corso dell'intero anno scolastico, non solo le ultime settimane prima degli scrutini.

Un anno dopo la circolare, le ragazze pagano il prezzo più alto

Il Ministero è già intervenuto. Il 28 aprile 2025, con la circolare n. 2443/2025 del Ministero dell'Istruzione.0002443.28-04-2025.pdf/), il ministro Valditara ha raccomandato ai dirigenti scolastici di garantire una distribuzione più equilibrata delle verifiche durante la settimana, vietando i compiti consegnati sul registro elettronico "in serata per l'indomani". A un anno di distanza, il sondaggio di Skuola.net mostra che la raccomandazione non ha prodotto cambiamenti visibili.

Il dato che il dibattito sui social non mostra è quello di genere. Secondo l'indagine HBSC 2022 dell'Istituto Superiore di Sanità, oltre l'80% delle ragazze di 15-17 anni dichiara di soffrire di almeno due sintomi psicosomatici ricorrenti - cefalea, difficoltà ad addormentarsi, nervosismo, sentirsi giù di morale - contro il 52% dei coetanei maschi. Le studentesse che si preparano alla maturità 2026 portano un carico psicofisico quasi doppio rispetto ai compagni di classe.

La circolare del 2025 è un atto di indirizzo senza valore prescrittivo: non prevede sanzioni né meccanismi di verifica. L'autonomia scolastica lascia ai singoli docenti la decisione finale su come distribuire le verifiche durante l'anno. Il sovraccarico a fine anno è il risultato diretto di questa assenza di coordinamento. La questione dei carichi di lavoro in eccesso ha animato anche lo sciopero nazionale del 7 maggio, con INVALSI e carichi scolastici sotto accusa.

Dormire poco prima degli esami: cosa succede al cervello

Il consolidamento della memoria - il processo che fissa i contenuti appresi durante la veglia - avviene principalmente nelle fasi REM del sonno, concentrate nelle ultime ore della notte. Chi studia fino a mezzanotte e si sveglia alle 5 interrompe esattamente quella fase: il cervello registra l'informazione ma non la consolida in memoria a lungo termine. Per un maturando che accumula settimane di sonno ridotto, l'effetto non si misura sull'interrogazione del giorno dopo ma sulla preparazione complessiva alle prove scritte di giugno.

Le pressioni organizzative nella scuola non riguardano solo i carichi di lavoro dei singoli studenti: un'indagine sulle difficoltà che spingono i docenti a rinunciare alle gite scolastiche mostra come il sistema scolastico produca tensioni strutturali che ricadono sugli studenti in modi diversi. Il sovraccarico di maggio è uno di questi effetti.

Per chi si prepara agli scritti della maturità 2026, le ultime settimane di maggio sono quelle in cui la qualità del sonno pesa di più. Anticipare i picchi di carico - pianificando lo studio in modo autonomo invece di aspettare che le verifiche arrivino tutte insieme - resta la leva concretamente disponibile per arrivare all'esame in condizioni adeguate. La circolare del 2025 ha riconosciuto il problema. Risolverlo dipende ancora dalle scelte di ogni singolo consiglio di classe.

Pubblicato il: 26 maggio 2026 alle ore 09:08