Indice: In breve | Le quattro rivendicazioni dello sciopero | La protesta internazionale contro la leva militare | Le piazze del 7 maggio in Italia | Errori comuni da non fare | Domande frequenti
Il 7 maggio 2026, per la seconda giornata consecutiva, il personale delle scuole di ogni ordine e grado ha incrociato le braccia su convocazione dell'USB (Unione Sindacale di Base). Lo sciopero copre le giornate del 6 e del 7 maggio, con motivazioni che spaziano dal contratto di lavoro alla riforma degli istituti tecnici fino a una protesta di respiro internazionale contro la reintroduzione della leva militare.
In breve
* USB ha indetto sciopero per il 6 e il 7 maggio 2026 per tutto il personale scolastico di ogni ordine e grado
* Il 6 maggio, il personale aderente ha boicottato i test INVALSI della scuola primaria (italiano, classi seconda e quinta)
* Il 7 maggio, lavoratori e studenti si sono mobilitati in oltre 40 città in tutta Italia
* Le rivendicazioni principali: contratto 2025-2027 giudicato insufficiente, ritiro della riforma degli istituti tecnici, stop ai tagli all'inclusione
* La protesta si collega all'assemblea internazionale "We do not enlist" svoltasi a Milano il 21 marzo 2026 contro la proposta di leva militare obbligatoria
Le quattro rivendicazioni dello sciopero
USB articola la protesta attorno a quattro assi distinti, ciascuno con motivazioni specifiche.
1. Contratto 2025-2027: il CCNL Istruzione e Ricerca è stato firmato all'ARAN il 1° aprile 2026 dalla maggioranza delle sigle sindacali. L'accordo prevede un aumento medio di 143 euro lordi mensili a regime (dal 1° gennaio 2027), con arretrati stimati tra 815 e 1.250 euro per categoria. USB non ha aderito alla firma: secondo i dati OCSE 2025, gli stipendi dei docenti italiani restano il 15% inferiori alla media europea, con un calo reale del 4,4% nell'ultimo decennio.
1. Riforma degli istituti tecnici e professionali: la legge approvata dal Governo Meloni introduce il modello 4+2 per gli istituti tecnici e professionali, in vigore per le prime classi da settembre 2026. USB e la Rete nazionale Istituti Tecnici ne chiedono il ritiro, contestando la riduzione delle discipline umanistiche e la ridenominazione dei percorsi in "licei chimici", "licei agrari" e simili. Per approfondire la norma si può consultare il Ministero dell'Istruzione e del Merito - MIM.
1. Tagli all'inclusione: per l'anno scolastico 2025-2026, i dati ufficiali registrano il taglio di 5.660 posti comuni nell'organico. L'incremento di 1.886 posti di sostegno rispetto all'anno precedente è considerato dai sindacati insufficiente rispetto alla domanda crescente, anche per la mancata stabilizzazione dei posti in deroga.
1. Test INVALSI: il 6 maggio il personale aderente allo sciopero non ha somministrato le prove INVALSI previste per la scuola primaria (italiano per le classi seconda e quinta). Il calendario completo delle prove è disponibile sul sito INVALSI. USB considera i test standardizzati privi di adeguato valore pedagogico.
La protesta internazionale contro la leva militare
Il 7 maggio si è inserito in un percorso di mobilitazione internazionale. Il 21 marzo 2026 si era svolta a Milano l'assemblea "We do not enlist" ("Noi non ci arruoliamo"), con circa 200 partecipanti provenienti da organizzazioni giovanili di Italia, Francia, Germania, Svizzera e Paesi Baschi. L'incontro ha risposto all'aumento degli impegni di spesa militare nell'ambito NATO e alle ipotesi di reintroduzione della leva obbligatoria discusse in diversi paesi europei.
Le organizzazioni studentesche OSA e Cambiare Rotta hanno partecipato alle manifestazioni del 7 maggio fianco a fianco con il personale scolastico. La coesistenza di rivendicazioni lavorative (contratto, organico) e politiche (opposizione alla leva militare, al riarmo) distingue questa tornata di protesta dagli scioperi sindacali ordinari.
Le piazze del 7 maggio in Italia
USB ha comunicato manifestazioni in oltre 40 città, con una distribuzione capillare dal Nord al Sud. Tra i punti di raccolta principali: Milano (Prefettura, Largo XI Settembre, ore 10:00), Roma (Ministero dell'Istruzione e del Merito, ore 9:30), Napoli (Piazza dei Martiri, ore 11:00), Torino (Piazza Arbarello, ore 9:00), Firenze (Piazza Santa Maria Novella, ore 10:00), Bari (Piazza Umberto, ore 9:00) e Palermo (Piazza Castelnuovo, ore 9:00). In alcune città la mobilitazione ha coinvolto anche le sedi degli Uffici Scolastici Regionali.
Errori comuni da non fare
Confondere i due giorni di sciopero: il 6 e il 7 maggio hanno finalità distinte. Il 6 maggio è la giornata di sciopero con boicottaggio delle prove INVALSI alla scuola primaria e sospensione delle attività amministrative. Il 7 maggio è la giornata di piazza, con manifestazioni aperte anche agli studenti. Il personale che aderisce al solo 7 maggio esercita comunque il diritto di sciopero per l'intera giornata lavorativa, compresi gli eventuali impegni pomeridiani.
Ridurre la protesta al solo tema contrattuale: le rivendicazioni includono la riforma degli istituti tecnici, la gestione dell'organico di sostegno e la posizione contro la proposta di leva militare. Il CCNL 2025-2027, firmato il 1° aprile 2026 da altre sigle, rappresenta per USB un accordo da contestare, non da accettare.
Ritenere che la firma ARAN del 1° aprile chiuda la partita salariale: la firma della parte economica è un atto formale, ma la trattativa sulla parte normativa del contratto prosegue. USB, che non ha siglato l'accordo, considera gli aumenti previsti insufficienti a recuperare la perdita di potere d'acquisto accumulata negli ultimi anni, a fronte di stipendi già il 15% sotto la media OCSE.
Domande frequenti
Chi può scioperare il 6 e il 7 maggio 2026?
Tutte le lavoratrici e i lavoratori in servizio presso le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, inclusi docenti, personale ATA e dirigenti. Lo sciopero copre l'intera giornata lavorativa, compresi gli eventuali impegni pomeridiani.
Il CCNL 2025-2027 è già in vigore per tutti i dipendenti?
La parte economica del contratto è stata firmata all'ARAN il 1° aprile 2026. Gli aumenti vengono applicati in tre tranche: dal 1° gennaio 2025, dal 1° gennaio 2026 e dal 1° gennaio 2027. Gli arretrati, compresi tra 815 e 1.250 euro in base alla categoria, sono previsti per l'estate 2026. La parte normativa è ancora in fase di trattativa.
Perché USB non ha aderito al contratto firmato da FLC CGIL e altre sigle?
USB ritiene che l'aumento medio di 143 euro lordi mensili non recuperi la perdita di potere d'acquisto degli ultimi anni. I dati OCSE 2025 mostrano che gli stipendi dei docenti italiani sono il 15% inferiori alla media europea, con un calo reale del 4,4% nell'ultimo decennio. Per il sindacato, firmare l'accordo significherebbe legittimare una retribuzione giudicata strutturalmente inadeguata.
Il boicottaggio INVALSI del 6 maggio è consentito dalla legge?
Sì. Il personale in sciopero non è tenuto a svolgere le attività lavorative previste quel giorno, inclusa la somministrazione dei test. Le prove INVALSI non rientrano tra i servizi essenziali ai sensi della legge 146/1990 sulla regolamentazione del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali.
Lo sciopero del 7 maggio 2026 fotografa uno stato di tensione strutturale tra il personale scolastico e le scelte del Governo su almeno quattro fronti: retribuzione, organico, riforma curriculare e sicurezza internazionale. La mobilitazione in oltre 40 città, con una componente studentesca che si richiama a una rete europea anti-leva, indica che il dibattito sulla scuola si è intrecciato con questioni più ampie che riguardano il modello di istruzione pubblica e le scelte di politica estera.