* Il mandato di Valditara agli Uffici Scolastici Regionali * Par condicio nelle scuole: cosa prevede la normativa * Le segnalazioni e il nodo della neutralità degli istituti * Tensioni fuori dalle aule: tre identificati per i cartelli bruciati * Un precedente non isolato * La settimana decisiva verso il voto
Il mandato di Valditara agli Uffici Scolastici Regionali {#il-mandato-di-valditara-agli-uffici-scolastici-regionali}
A cinque giorni dal referendum sulla giustizia, fissato per il 21 e 22 marzo 2026, il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara alza il livello di attenzione sugli incontri organizzati nelle scuole italiane a tema referendario. Con una direttiva inviata a tutti gli Uffici Scolastici Regionali, il titolare di Viale Trastevere ha chiesto che vengano effettuati "i dovuti riscontri" ogni volta che perverranno segnalazioni di mancato rispetto della par condicio durante iniziative legate alla consultazione popolare.
Una mossa che arriva dopo diverse segnalazioni — provenienti da famiglie, docenti e rappresentanti politici — relative a incontri ritenuti sbilanciati a favore di una delle parti in causa. Il ministro, che non ha mai nascosto la propria posizione favorevole al sì, ha tuttavia ribadito la necessità che gli ambienti scolastici restino spazi di confronto equilibrato.
Par condicio nelle scuole: cosa prevede la normativa {#par-condicio-nelle-scuole-cosa-prevede-la-normativa}
La questione non è banale. Le scuole, in quanto istituzioni pubbliche, sono tenute a garantire pluralismo e neutralità. Se è vero che il dibattito sui temi referendari rappresenta un'occasione formativa per gli studenti — e in molti istituti vengono organizzati incontri con esperti, giuristi, rappresentanti delle diverse posizioni — è altrettanto vero che la par condicio impone che le ragioni del sì e quelle del no trovino eguale spazio.
Stando a quanto emerge dalle indicazioni ministeriali, gli USR sono ora chiamati a svolgere un ruolo attivo: non più semplici destinatari passivi delle lamentele, ma soggetti tenuti a intervenire concretamente con verifiche e, se necessario, con provvedimenti correttivi. Un passaggio significativo, che di fatto coinvolge gli uffici periferici del ministero nella vigilanza diretta sulle attività extracurriculari legate al referendum.
Va ricordato che il ministro Valditara ha recentemente rafforzato gli strumenti di controllo e valutazione a disposizione dell'amministrazione scolastica, come dimostra il percorso avviato con il Decreto sulla valutazione dei dirigenti scolastici, un provvedimento che ha introdotto criteri più stringenti per misurare l'operato di chi guida gli istituti.
Le segnalazioni e il nodo della neutralità degli istituti {#le-segnalazioni-e-il-nodo-della-neutralità-degli-istituti}
Ma quali sono, nel concreto, le violazioni segnalate? I casi variano da regione a regione. In alcuni istituti del Centro-Nord, come sottolineato da fonti vicine al ministero, sarebbero stati organizzati incontri in cui era presente un solo relatore schierato, senza che fosse data voce alla posizione opposta. In altri casi, il materiale informativo distribuito agli studenti sarebbe risultato orientato verso una specifica opzione di voto.
Si tratta di situazioni che, seppur circoscritte, rischiano di minare la credibilità della scuola come luogo di formazione critica. La linea del ministero appare chiara: nessuna censura sugli incontri in sé — che anzi vengono considerati un esercizio di cittadinanza attiva — ma obbligo di garantire l'equilibrio tra le posizioni.
Non è la prima volta che la distribuzione di materiale o l'organizzazione di eventi negli istituti scolastici finisce al centro di polemiche politiche. Basti pensare alla controversia scoppiata a Buccinasco per la distribuzione del libro di Veltroni nelle scuole, un caso che sollevò interrogativi analoghi sulla neutralità delle iniziative culturali promosse all'interno degli istituti.
Tensioni fuori dalle aule: tre identificati per i cartelli bruciati {#tensioni-fuori-dalle-aule-tre-identificati-per-i-cartelli-bruciati}
Il clima che circonda il referendum non si surriscalda soltanto dentro le scuole. Le forze dell'ordine hanno identificato tre persone ritenute responsabili del rogo di cartelli durante una recente manifestazione contro la consultazione referendaria. Un episodio che ha sollevato la condanna trasversale della politica e che restituisce la misura della tensione sociale legata al voto.
L'incidente, avvenuto nei giorni scorsi durante un corteo, è ora al vaglio della magistratura. La distruzione dei cartelli — gesto simbolico ma dai risvolti potenzialmente penali — aggiunge un ulteriore elemento di preoccupazione a una campagna referendaria che, a ridosso del voto, sta assumendo toni sempre più accesi.
Un precedente non isolato {#un-precedente-non-isolato}
La direttiva di Valditara si inserisce in un contesto più ampio. Il rapporto tra politica e scuola è da sempre un terreno scivoloso nel panorama italiano. Ogni volta che un tema divisivo irrompe nel dibattito pubblico — che si tratti di riforme costituzionali, quesiti referendari o campagne elettorali — si ripropone il dilemma: fin dove può spingersi il ruolo educativo dell'istituzione scolastica senza sconfinare nella propaganda?
La risposta, almeno sulla carta, è netta. Le circolari ministeriali che negli anni si sono succedute ribadiscono tutte lo stesso principio: la scuola può e deve essere luogo di dibattito, purché plurale. Ma il passaggio dalla teoria alla pratica resta il punto critico. E la scelta di coinvolgere direttamente gli USR nella verifica delle segnalazioni segna un cambio di passo rispetto al passato, quando il ministero tendeva a demandare la questione alla responsabilità dei singoli dirigenti scolastici.
La settimana decisiva verso il voto {#la-settimana-decisiva-verso-il-voto}
Con il 21 e 22 marzo ormai alle porte, la settimana che si apre sarà cruciale. Gli ultimi incontri nelle scuole sono in programma tra oggi e mercoledì, dopodiché scatterà di fatto il silenzio pre-elettorale. Il mandato agli Uffici Scolastici Regionali punta a garantire che questi ultimi appuntamenti si svolgano nel rispetto delle regole.
Resta da vedere se le verifiche richieste da Valditara produrranno conseguenze concrete o se resteranno un atto formale. Di certo, la questione ha acceso i riflettori su un tema — quello della neutralità delle istituzioni scolastiche in periodo elettorale — che ciclicamente torna d'attualità e che, a giudicare dalle polemiche di queste ore, è tutt'altro che risolto.