Due maestre della Riviera del Brenta avrebbero alterato i quaderni di un bambino di 8 anni per farlo risultare disabile: l'obiettivo era ottenere un insegnante di sostegno in classe. La vicenda, denunciata dai genitori e confermata dalla stessa dirigente scolastica, è ora al vaglio degli uffici scolastici provinciali e regionali del Veneto.
Il caso: quaderni alterati, pagelle smentite
A metà gennaio, i genitori di un alunno di 8 anni della Riviera del Brenta sono stati convocati dalle insegnanti. La relazione che si sono sentiti leggere descriveva un figlio irriconoscibile: marcate difficoltà di attenzione, concentrazione e memoria, iperattività, incapacità di restare seduto, persino salivazione incontrollata. Eppure le pagelle degli anni precedenti, firmate dalla stessa dirigenza, attestavano risultati tra il buono e l'ottimo.
La famiglia si è rivolta all'Ulss 3 Serenissima. Valutazioni psicologiche e logopediche non hanno evidenziato disabilità: i test linguistici e matematici sono risultati nella norma, in alcuni casi superiori alla media. Il quoziente intellettivo del bambino è 102, definito dagli specialisti adeguato all'età. L'unica nota segnalata: lieve ansia e impulsività da monitorare.
Il punto di svolta è arrivato quando gli specialisti hanno confrontato i quaderni consegnati dalle maestre con le copie conservate dalla famiglia: annotazioni positive erano state modificate in negativo. La dirigente scolastica ha ammesso la presenza di "correzioni successive" e confermato che i quaderni erano stati "alterati".
Perché certificare conviene: il sistema del sostegno sotto pressione
Il caso della Riviera del Brenta non si capisce senza il contesto del sostegno scolastico in Italia. Per avere un secondo insegnante in aula, l'unico strumento disponibile è la certificazione di disabilità di un alunno. Non esistono altre modalità di assegnazione di personale aggiuntivo in classe.
I dati ISTAT sull'inclusione scolastica 2023-2024, pubblicati a marzo 2025, mostrano un sistema sotto tensione. Gli alunni con disabilità nelle scuole italiane sono quasi 359.000, il 4,5% del totale: un aumento del 26% in cinque anni, con 75.000 alunni in più rispetto al 2018-2019.
Sul fronte degli insegnanti di sostegno la situazione è critica: il 27% non ha formazione specifica (nel Nord la quota sale al 38%), l'11% viene assegnato in ritardo rispetto all'inizio delle lezioni. Più di un alunno su due, il 57%, cambia insegnante di sostegno da un anno all'altro: una discontinuità che si traduce, ogni anno, in ripartire da zero.
La carenza di risorse colpisce soprattutto le famiglie di bambini con disabilità reale. La denuncia di una madre di Marano al ministro Valditara racconta di un bambino autistico che riusciva a frequentare la scuola solo 9 ore a settimana per mancanza di supporto adeguato.
Le conseguenze sul bambino e la richiesta di trasferimento respinta
Il bambino manifesta oggi segni di forte disagio: incubi notturni, paura di tornare in classe e crisi di pianto. I genitori hanno chiesto il trasferimento in un'altra scuola, ma la domanda è stata respinta due volte per presunta mancanza di posti. Una risposta che ha alimentato ulteriori dubbi sulla gestione del caso da parte dell'istituto.
Non è la prima volta che comportamenti scorretti di insegnanti verso bambini vulnerabili finiscono all'attenzione pubblica. Il caso delle maestre di Roma che deridevano un bambino autistico aveva sollevato analoga indignazione, con la procura che nel 2025 aveva richiesto l'archiviazione.
La dirigente scolastica ha respinto l'ipotesi che la certificazione fosse cercata per ottenere un collega di sostegno: "L'insegnante di sostegno non può essere richiesto senza una certificazione. Il nostro dovere era segnalare la situazione alla famiglia". La vicenda è ora al vaglio degli uffici scolastici provinciali e regionali, con nuovi incontri previsti con la famiglia e il loro legale.
Quello che rimane è la fotografia di un sistema in cui la certificazione di disabilità è diventata l'unica chiave per sbloccare risorse aggiuntive in classe: una distorsione strutturale che, nei casi peggiori, trasforma i bambini in strumenti.