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Punteggio isole minori, ecco perché un anno pesa quanto uno e mezzo

Il decreto MIM 178/2026 assegna 6 punti l'anno per chi insegna nei plessi delle isole minori. Con la tabella base si arriva a 21. Primi effetti dal 2029.

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha firmato il decreto interministeriale n. 178 del 2 settembre 2026 che assegna 6 punti aggiuntivi per ogni anno scolastico ai docenti in servizio nei plessi delle isole minori, con altri 3 punti per chi insegna in pluriclasse alla primaria. La prima finestra utile per spenderli, però, è l'aggiornamento GAE e GPS 2028/2030.

Chi prende i punti, con quali condizioni

Il beneficio riguarda le graduatorie ad esaurimento, le GPS e le collegate graduatorie di istituto, sia su posto comune sia su sostegno. Per ottenerlo servono almeno 180 giorni di servizio effettivo nell'anno scolastico, di cui almeno 120 dedicati alle attività didattiche. Non basta insegnare in un comune insulare qualsiasi: il MIM pubblicherà entro il 30 giugno di ogni anno l'elenco dei plessi ammessi, ancorato ai territori dell'allegato A della legge 28 dicembre 2001, n. 448.

L'aggancio all'allegato A restringe il perimetro alle isole minori marine, lagunari, lacustri e fluviali già individuate dalla finanziaria 2002. Il decreto attua l'articolo 25, comma 1, della legge 7 maggio 2026, n. 70 sulla valorizzazione della risorsa mare, ed è stato firmato di concerto con il Ministro per gli affari regionali e con quello per la protezione civile e le politiche del mare.

Perché un anno di isola vale quanto un anno e mezzo

Il decreto stabilisce esplicitamente che il punteggio isola si somma a quello già previsto dalle tabelle di valutazione dei titoli e dei servizi. Il servizio specifico nella stessa classe di concorso vale oggi 2 punti al mese, con un tetto di 12 punti per anno scolastico: è il massimo standard oggi disponibile per un anno intero di supplenza.

Con il bonus il conto cambia. Un anno pieno in un plesso di isola minore vale 12 punti base più 6 aggiuntivi, quindi 18. Nelle pluriclassi della scuola primaria si arriva a 21, tra 12 di servizio specifico, 6 di isola e 3 di pluriclasse. Un anno di isola pesa quindi come un anno e mezzo di servizio ordinario, che salgono a un anno e tre quarti nelle pluriclassi. Chi accumula un triennio in isola arriva a 54 punti, che diventano 63 in pluriclasse, contro i 36 di un triennio ordinario.

Il confronto regge anche verso il basso della tabella. Il servizio non specifico, ossia svolto in una classe di concorso diversa da quella per cui si è iscritti alle GPS, vale oggi solo 1 punto al mese fino a 6 punti l'anno: per un docente che passa da una supplenza extra-graduatoria all'isola il coefficiente moltiplicativo diventa quasi tre. Un quinquennio nei plessi ammessi porta a 90 punti solo dai servizi, 105 nelle pluriclassi: un livello che nella maggior parte delle province GPS supera la mediana dei precari storici.

La trappola della decorrenza 2027/2028

Qui il decreto sposta l'equilibrio dei prossimi anni scolastici. La norma si applica solo ai servizi prestati a partire dall'anno scolastico 2027/2028: il servizio nell'attuale 2026/2027, e quello di chi già insegna nelle isole da anni, non genera alcun punteggio aggiuntivo retroattivo. La prima finestra in cui i punti saranno effettivamente spendibili è l'aggiornamento delle graduatorie 2028/2029-2029/2030.

Il calcolo pratico per un supplente diventa netto. Chi vuole giocarsi il bonus deve accettare un incarico in isola nel 2027/2028 sapendo che i punti maturano a fine anno e diventano spendibili solo nel biennio successivo. Chi è già inserito nelle nomine GPS 2026/2027 sui 46.826 posti non ha vantaggi immediati: il punteggio isola incide sulla graduatoria futura, non su quella con cui si sta convocando in questi giorni.

Un secondo effetto della decorrenza secca è che il MIM concede a sé stesso una finestra di quasi due anni per compilare il primo elenco dei plessi. Dovrà aggiornarlo ogni anno tenendo conto dei provvedimenti regionali di programmazione e dimensionamento della rete scolastica: un plesso ammesso oggi potrebbe non esserlo l'anno successivo, con effetti diretti sulla continuità di chi ha già iniziato a maturare il bonus. Il testo non prevede clausole di salvaguardia per i docenti che si trovino a operare in un plesso poi uscito dall'elenco.

Il MIM ha tempo fino al 30 giugno 2027 per pubblicare il primo elenco. Chi punta al bonus dal 2027/2028 farà bene a vincolare la scelta della provincia GPS alla presenza dei plessi ammessi nel proprio elenco delle preferenze, perché il testo del decreto ministeriale n. 178 del 2 settembre 2026 non prevede riserve automatiche né priorità di assegnazione per chi ha già maturato servizio insulare.

Pubblicato il: 25 settembre 2026 alle ore 13:27