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Promessi sposi dalla seconda alla quarta: cosa c'è davvero in gioco

La bozza delle nuove Indicazioni Nazionali sposta Manzoni al 4° anno: Valditara non ha firmato e la consultazione è ancora aperta.

La bozza delle nuove Indicazioni Nazionali per il liceo sposta I Promessi Sposi dalla seconda alla quarta superiore. Il testo, ancora non firmato dal Ministro Valditara, ha innescato un confronto che va oltre Manzoni: sul tavolo c'è la struttura dell'intero curricolo scolastico, dall'asse umanistico alle materie STEM.

Cosa prevede la bozza

La commissione guidata da Loredana Perla ha presentato una revisione complessiva delle Indicazioni del 2010. Il nodo più dibattuto riguarda I Promessi Sposi: nella proposta, il romanzo di Manzoni viene spostato dalla seconda alla quarta superiore, abbinandolo allo studio del Romanticismo italiano.

Gli estensori hanno chiarito che il testo non è eliminato, ma riposizionato. Per il biennio viene invece introdotta la lettura obbligatoria di sei libri in due anni - tre per anno - scelti tra un elenco che comprende romanzi contemporanei e classici.

La riforma tocca anche altre discipline: ridisegna il rapporto tra storia e geostoria, rafforza l'asse STEM e introduce l'educazione all'empatia come competenza trasversale. Non è un aggiornamento parziale: è una revisione strutturale del liceo che, se approvata, entrerà in vigore non prima del 2027.

Valditara non ha firmato: la consultazione è ancora aperta

Il ministro Valditara ha preso le distanze dalla parte più controversa: lo spostamento dei Promessi Sposi. Ha dichiarato pubblicamente i suoi dubbi, segnalando che la scelta non è condivisa. La proposta della commissione resta una bozza: senza la firma del ministro, non diventa ufficiale. La consultazione pubblica è in corso e, per la prima volta, coinvolge anche i rappresentanti degli studenti dei consigli scolastici.

Lo storico Alessandro Barbero ha firmato una petizione per mantenere Manzoni al secondo anno, sostenendo la necessità di una lettura più ampia del testo nel biennio. La petizione ha raccolto il consenso di molti docenti e accademici, alimentando una pressione pubblica difficile da ignorare.

Le preoccupazioni dei docenti sulle nuove Indicazioni non sono nuove: già nel maggio 2025, i COBAS Scuola avevano incluso la contestazione alle Indicazioni tra le ragioni di uno sciopero nazionale. Sciopero del 7 maggio 2025: le Indicazioni Nazionali tra i motivi della protesta

Il percorso di consultazione può ancora modificare la bozza prima che venga firmata. I tempi restano incerti: l'entrata in vigore non avverrà prima dell'anno scolastico 2027/2028, e ogni docente continua intanto a operare con le Indicazioni del 2010.

Il nodo pedagogico che la polemica non risolve

Al di là delle posizioni politiche, il dibattito solleva una domanda concreta per chi insegna lettere: è il momento giusto per leggere I Promessi Sposi a fare la differenza, o è il come?

L'esperta di didattica Daniela Notarbartolo ha ricordato che Manzoni è ormai un classico paragonabile all'Eneide o ai poemi omerici: testi che si leggono al biennio non perché facili, ma perché hanno una forza narrativa diretta che un quattordicenne può cogliere prima che la lettura diventi prevalentemente analitica. A quattordici anni si legge per scoprire qualcosa; a sedici si rischia di analizzare più che di vivere il testo.

Il Liceo Made in Italy: iscrizioni cresciute del 21,7% in un anno segnala che i giovani cercano percorsi in cui riconoscono un legame con la propria cultura. Il problema non è dove mettere Manzoni nel programma, ma se la scuola lo presenta come un'eredità da analizzare o come un'esperienza da fare.

Vale anche per chi ha difficoltà di apprendimento: il Consiglio di Stato ha ribadito il diritto agli strumenti compensativi per gli studenti con difficoltà indipendentemente dall'anno in cui viene affrontato il testo. Una sentenza che riguarda qualsiasi scelta curricolare.

La firma di Valditara è il prossimo passaggio obbligato. Fino ad allora, I Promessi Sposi restano in seconda superiore. Ma il confronto aperto dalla bozza (su cosa vogliamo che la scuola trasmetta, e quando) non si chiude con una firma.

Pubblicato il: 8 maggio 2026 alle ore 09:35