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Progetto Compiti@casa, seconda annualità: cresce la costanza dei ragazzi

Nell'anno 2025/2026 gli abbandoni scendono da 98 a 33 e la partecipazione buona o ottima quasi raddoppia. Ma al Sud le criticità restano.

Il progetto Compiti@casa contro la povertà educativa registra nella seconda annualità un netto miglioramento su tutti gli indicatori chiave: gli abbandoni sono scesi da 98 a 33, mentre la partecipazione considerata buona o ottima ha riguardato 352 studenti su 526, contro i 196 dell'anno precedente. Nell'anno scolastico 2025/2026, 285 studenti universitari retribuiti hanno affiancato online 554 ragazzi di 20 scuole secondarie di primo grado in Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia. Il primo anno del programma aveva coinvolto 254 tutor, 486 studenti e 19 scuole: la crescita è diffusa su tutti i parametri di ingaggio, dal reclutamento dei tutor fino alla continuità dei percorsi individuali.

I numeri della seconda annualità

Il tutorato online è affidato a studenti selezionati e formati nei quattro atenei partner: Università di Torino, Sapienza Università di Roma, Federico II di Napoli e Università di Messina, che operano in sinergia con le venti scuole dei territori coinvolti. I percorsi seguiti con massima assiduità sono passati da 88 a 177 in un anno, un raddoppio secco che si accompagna al calo degli abbandoni. Il servizio si rivolge a ragazzi con difficoltà di apprendimento, disagio educativo, scarso rendimento e alunni con background migratorio. Accanto al tutorato, lo sportello di segretariato sociale attivo una volta a settimana in ogni scuola ha accolto 835 famiglie tra Campania, Lazio, Piemonte e Sicilia, con oltre 1.500 interventi legati a iscrizioni, pratiche scolastiche e accesso ai servizi: un dato che secondo la referente conferma quanto pesino gli ostacoli burocratici quotidiani sulle famiglie fragili.

Il divario Sud resta la criticità

Il quadro non è uniforme: al Sud si registrano ancora le maggiori criticità, per quanto anche in queste aree il confronto con il primo anno mostri un miglioramento sensibile. «La differenza fra il primo e il secondo anno si gioca sulla continuità del progetto: le scuole e le famiglie ne hanno maggiormente compreso le caratteristiche e le potenzialità», spiega Barbara Guadagni, referente del progetto per Parsec cooperativa sociale, capofila della partnership insieme a Raggio Verde (Novara), Traparentesi (Napoli) e I Tetti Colorati (Ragusa). La valutazione di impatto sociale è affidata alla Fondazione Bruno Kessler. Il progetto triennale, ideato da Fondazione De Agostini e Università di Torino, è finanziato da Con i Bambini - Fondo povertà educativa minorile insieme a Fondazione De Agostini, Fondazione Alberto e Franca Riva, UniCredit Foundation e Fondazione Comunità Novarese.

Il divario territoriale conferma quanto emerge dalla geografia dei divari educativi in Italia: gli interventi che funzionano richiedono continuità e un'alleanza costante fra Scuola, università e terzo settore. La responsabile scientifica del progetto, Marina Marchisio Conte dell'Università di Torino, individua nel tutorato lo strumento con cui i ragazzi più fragili possono ritrovare fiducia nelle proprie capacità e proseguire con maggiore serenità il percorso scolastico verso una piena partecipazione alla vita sociale.

Pubblicato il: 9 luglio 2026 alle ore 11:56