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Piattaforma SIDI nelle segreterie: 1.800 euro per istituto in due anni

Il DL 170/2026 stanzia 14 milioni per servizi digitali nel SIDI: 1 milione nel 2026, 13 nel 2027. A ogni istituto scolastico 1.800 euro in due anni.

Il decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170 destina 14 milioni di euro in due anni a una nuova piattaforma SIDI per le segreterie scolastiche. Dei 14 milioni, però, solo 1 milione è previsto per il 2026: il 93% delle risorse arriverà nel 2027.

Cosa prevede l'articolo 3 del decreto scuola

L'articolo 3 incarica il Ministero dell'Istruzione e del Merito di adottare un programma biennale per sviluppare nuovi servizi digitali all'interno del Sistema informativo dell'istruzione. L'obiettivo dichiarato è semplificare le attività amministrative delle istituzioni scolastiche, migliorare la gestione delle procedure sul personale e rendere più integrati gli applicativi oggi in uso.

Tra gli interventi figura una piattaforma unificata per i processi di programmazione e valutazione delle scuole e per la relativa documentazione amministrativa. Il decreto punta anche ad armonizzare i software usati dagli istituti, aumentando l'interoperabilità tra applicativi e banche dati.

Il DL 170/2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 30 settembre 2026 ed è già in vigore, ma dovrà essere convertito dal Parlamento entro sessanta giorni e il testo potrà subire modifiche. Lo stesso decreto introduce anche la riforma degli istituti tecnici che diventano licei tecnologici.

Un milione nel 2026, tredici nel 2027

La ripartizione temporale delle risorse è sbilanciata sul secondo anno. Nel 2026 è disponibile 1 milione di euro, pari al 7% del totale. Nei dodici mesi successivi arriveranno gli altri 13 milioni, cioè il 93%. Le risorse saranno reperite riducendo gli stanziamenti del fondo speciale di parte corrente del Ministero dell'Economia, utilizzando l'accantonamento del MIM.

La conseguenza pratica è che nel 2026 non si potrà avviare alcun grande piano di sviluppo: con 1 milione si coprono studi di fattibilità, prototipi iniziali e piccole integrazioni, non la realizzazione di una piattaforma estesa. Il grosso delle gare, degli affidamenti e dei rilasci software è rimandato all'anno successivo.

1.800 euro per istituto in due anni

Il secondo dato che manca nelle cronache è la cifra pro capite. Secondo il focus del MIM sui principali dati della scuola per l'anno 2024/2025, le istituzioni scolastiche statali sedi di direttivo sono 7.600, di cui 7.473 istituzioni ordinarie e 127 Centri provinciali per l'istruzione degli adulti.

Dividere i 14 milioni per 7.600 porta a 1.842 euro a istituzione nel biennio, circa 920 euro all'anno. Sono cifre lontane dagli importi necessari per riscrivere un ecosistema software che oggi integra decine di applicativi diversi, dai registri elettronici ai gestionali di protocollo. Il paragone con altri interventi è utile: la piattaforma SIDI per la valutazione dei dirigenti scolastici copre una sola funzione; qui si parla di affiancare l'intera infrastruttura delle segreterie.

Il fascicolo digitale è attivo dal 19 dicembre 2025

Un terzo elemento rimette in prospettiva l'annuncio: la nuova piattaforma non parte da zero. Il «fascicolo digitale del personale scolastico», alimentato proprio dal SIDI, è stato attivato il 19 dicembre 2025 e consente a docenti, personale ATA e insegnanti di religione di consultare dati anagrafici, servizi prestati e titoli dichiarati nei concorsi dal 2020 in poi. L'entrata a regime completa è prevista entro giugno 2026.

I 14 milioni del decreto 170 servono quindi a estendere e consolidare un sistema già partito, non a inaugurare un cantiere nuovo. Molte delle procedure sul personale che il ministro Valditara descrive come «da sgravare dalle certificazioni» ricadono già nel perimetro di quel fascicolo. L'annuncio di una nuova piattaforma rischia così di sovrapporsi a un lavoro già in corso, senza chiarire a monte quali applicativi delle segreterie verranno sostituiti e quali resteranno attivi.

Il decreto deve ancora essere convertito in legge: nei prossimi sessanta giorni il Parlamento può modificare importi, scadenze e perimetro degli interventi. Per le segreterie la prova vera arriverà nel 2027, quando si saprà con quali gare il ministero intende spendere i 13 milioni e quali gestionali di fatto saranno integrati o rimpiazzati.

Pubblicato il: 1 ottobre 2026 alle ore 12:37