{/* Extracted from Header.astro - Use appropriate classes/styles if animations needed */}

Piano Prevenzione 2026-2031: bullismo e autolesionismo nelle scuole

PNP 2026-2031 (50 milioni): le scuole hanno 4 aree di intervento contro bullismo. ISTAT: 1 su 5 tra 11-19 anni e vittima. Scopri cosa cambia.

Un ragazzo su cinque tra gli 11 e i 19 anni ha subito bullismo nel 2023: è il dato del report ISTAT su bullismo e cyberbullismo 2023, che fissa la scala del fenomeno. A rispondervi e il Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031, approvato il 21 maggio con Intesa Stato-Regioni, che mette le scuole al centro della prevenzione del disagio adolescenziale.

Bullismo e autolesionismo nel Piano: le priorita del PP1

Il Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 del Ministero della Salute stanzia 50 milioni di euro aggiuntivi per il 2026 a supporto delle attività preventive territoriali. Il documento fissa obiettivi predefiniti e vincolanti per le Regioni in 14 aree tematiche e introduce il Programma Predefinito 1 (PP1) - Scuole che Promuovono Salute (SPS), che inserisce formalmente la promozione della salute nella programmazione scolastica ordinaria.

Il disagio adolescenziale nelle sue forme più gravi (autolesionismo, ideazione suicidaria e prevaricazione tra pari) è incluso nel PP1 come priorità. Il Piano richiede politiche multisettoriali basate su evidenze, che coinvolgano sanità, scuola e famiglia per intercettare precocemente questi comportamenti. Centrali in questo approccio sono la sensibilizzazione sul disagio mentale, il superamento dello stigma e il rafforzamento delle reti di supporto alle famiglie.

Ogni Regione dovrà redigere il proprio Piano Regionale della Prevenzione (PRP). La sua valutazione rientra tra gli adempimenti per i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA): la prevenzione del disagio adolescenziale nelle scuole diventa così un indicatore formale del sistema sanitario regionale, non più una scelta discrezionale.

Le 4 aree su cui ogni scuola deve intervenire

Il modello SPS, già promosso dall'Accordo Stato-Regioni del 2019, riceve con il PNP 2026-2031 un mandato operativo formale. Assegna a ogni istituto quattro dimensioni concrete di intervento:

* Ambiente formativo: didattica, contenuti curricolari, sistemi di valutazione che tengano conto del benessere degli studenti

* Ambiente sociale: relazioni tra studenti, docenti e personale, clima organizzativo, contrasto attivo ai comportamenti di esclusione e isolamento

* Ambiente fisico: struttura degli spazi scolastici, accessibilità, presenza di aree verdi come fattore di benessere

* Ambiente organizzativo: mensa, trasporti, accessibilità extrascolastica, fruibilità degli spazi al di fuori delle ore di lezione

Le scuole SPS inseriscono iniziative su questi quattro fronti nella propria programmazione ordinaria, coinvolgendo studenti, docenti, personale non docente e famiglie. Il benessere non è delegato al solo sportello psicologico, ma diventa un obiettivo condiviso dall'intera comunità scolastica.

Per la rendicontazione nei PRP regionali, il Piano definisce tre strumenti operativi: il lavoro in rete tra scuole, la diffusione di pratiche raccomandate e validate e il monitoraggio sistematico delle attività realizzate. Questi tre strumenti costituiscono anche la base per gli accordi formali tra Regione e MIM-USR.

Formazione docenti e governance: cosa cambia in pratica

Il PNP prevede percorsi formativi regionali rivolti a dirigenti scolastici, insegnanti e operatori sociosanitari. La formazione riguarda il modello SPS e gli interventi sulle life skills: le competenze individuali che il Piano considera il principale fattore protettivo contro disagio psichico, dipendenze e comportamenti a rischio in età adolescenziale.

Le life skills incluse nel PP1 comprendono la gestione delle emozioni, la risoluzione dei conflitti e la comunicazione assertiva: abilità che le evidenze citate nel Piano collegano alla riduzione del rischio di comportamenti prevaricatori e alla maggiore probabilità di denunciare episodi di bullismo o autolesionismo.

Sul piano della governance, sono previsti accordi formali tra le Regioni e il MIM-USR, con documenti di programmazione congiunta e report annuali. Il PNP connette prevenzione scolastica e programmazione sanitaria regionale in un sistema di rendicontazione condiviso, superando la separazione tra Ministero dell'Istruzione e strutture sanitarie territoriali.

Docenti e dirigenti che vogliono già avere strumenti pratici di monitoraggio possono fare riferimento al Progetto ELISA per la lotta contro bullismo e cyberbullismo, lo strumento del MIM attivo nelle scuole italiane per raccogliere dati su episodi e interventi.

Con i PRP regionali ancora da definire, le scuole che avviano già il modello SPS si posizionano in anticipo nel sistema di valutazione LEA. Per i dirigenti, il prossimo collegio docenti è il momento naturale per introdurre i quattro ambienti di intervento nella programmazione del nuovo anno scolastico.

Pubblicato il: 26 maggio 2026 alle ore 14:40