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Organico di fatto 2026-2027: la Lombardia assorbe più del Sud

In Lombardia il 21% dell'organico di fatto 2026-2027: più di Sicilia, Campania, Puglia e Calabria insieme. Il 65% dei posti va alle superiori.

14.148 posti per l'organico di fatto 2026-2027: appena 13 in meno rispetto ai 14.161 autorizzati nell'anno precedente. La stabilità del numero complessivo è quasi totale, ma nasconde una distribuzione regionale che premia in modo sproporzionato il Nord. Dalle bozze delle tabelle sugli organici emerge un divario strutturale tra Lombardia e regioni meridionali che incide direttamente sulle possibilità di supplenza e assegnazione provvisoria per i docenti precari.

Lombardia a 2.994, Campania a 327: il divario regionale

La Lombardia ottiene il contingente più alto: 2.994 posti, pari al 21% dell'intero organico di fatto nazionale. Seguono Emilia-Romagna (1.950), Veneto (1.473), Piemonte (1.462), Toscana (1.261) e Lazio (1.066). Le prime sei regioni raccolgono insieme oltre i tre quarti del totale, lasciando meno di un quarto a tutte le regioni restanti, incluse quelle meridionali.

Nelle regioni meridionali i numeri sono molto più contenuti: Sicilia 698 posti, Calabria 356, Campania 327, Puglia 176, Molise 77. La somma delle quattro principali regioni meridionali è 1.557 posti, la metà esatta del contingente della sola Lombardia. Uno squilibrio che si traduce in opportunità di impiego molto diverse per i docenti precari, a seconda della regione in cui insegnano.

Il 65% dell'organico di fatto va alle scuole superiori

La distribuzione per ordine e grado mostra una concentrazione nella secondaria di II grado: 9.211 posti su 14.148 totali, pari al 65% dell'intero contingente. La secondaria di I grado riceve 3.761 posti, la primaria 1.039, la scuola dell'infanzia appena 137. Chi lavora nelle superiori ha statisticamente più probabilità di beneficiare dell'organico di fatto rispetto ai colleghi degli altri cicli.

Nella secondaria di II grado il primato lombardo si conferma: 1.730 posti, davanti a Emilia-Romagna (1.256), Piemonte (994) e Veneto (871). Toscana 866, Lazio 707. Anche nella secondaria di I grado il Nord guida: Lombardia 1.004, Emilia-Romagna 630, Piemonte 367, Veneto 334. Proprio le superiori sono il segmento più coinvolto dalle riforme degli istituti tecnici e professionali dal 2026-2027, che ridisegnano classi di concorso e orari delle cattedre.

Supplenze e assegnazioni provvisorie: cosa cambia per il personale del Sud

Ogni anno, a settembre, gli Uffici scolastici regionali verificano le esigenze effettive delle scuole: classi nate da sdoppiamenti per aumento degli iscritti, posti vacanti non coperti dall'organico di diritto, domande di assegnazione provvisoria da parte di docenti che intendono avvicinarsi alla residenza. Il contingente regionale dell'organico di fatto 2026-2027 fissa il tetto massimo di posti che possono essere attivati per queste finalità. Non è organico stabile: incide direttamente su quante supplenze annuali e assegnazioni provvisorie si possono coprire in ogni regione.

Per un docente precario in Campania, dove il totale è 327 posti, ogni posizione vale molto di più che in Lombardia, dove la disponibilità sfiora i 3.000. Questo squilibrio strutturale alimenta il dibattito su come vengono assegnate le cattedre tra esigenze educative e interessi di categoria, con le scuole del Sud che faticano a coprire le cattedre con personale stabile.

Le variazioni rispetto al 2025-2026 sono quasi inesistenti: Abruzzo, Basilicata, Marche e Sardegna cedono 2 posti ciascuna, Piemonte, Toscana e Umbria ne perdono uno. Il sistema degli organici è ormai consolidato su quote stabili da anni. Per gli educatori che lavorano negli istituti paritari, la proroga fino al 2027 delle graduatorie degli educatori nelle scuole paritarie aggiunge un elemento di continuità accanto all'organico statale, in un quadro complessivamente stabile.

Per chi punta a un'assegnazione provvisoria o a una supplenza annuale nel 2026-2027, il primo dato da controllare è il contingente della propria regione. In Campania sono 327 posti totali, in Puglia 176: numeri storicamente bassi che spingono molti docenti precari del Sud a valutare la mobilità interregionale come unica alternativa concreta, in un sistema dove la disponibilità di posti rimane strutturalmente sbilanciata verso il Nord.

Pubblicato il: 21 maggio 2026 alle ore 08:41